Focus
Proseguono contrastati gli indici statunitensi nonostante i dati macro non particolarmente brillanti. Il Dow Jones Industrial Average è poco mosso, l’S&P500 sale dello 0,15%, mentre il Nasdaq Composite cede lo 0,45%. Frazionali rialzi per gli indici europei a mezz’ora dalla chiusura, con il Ftse 100 di Londra che avanza dello 0,5%, mentre il Dax di Francoforte e il Cac di Parigi segnano un timido +0,1%. I dati macro sull’occupazione statunitense sono risultati sostanzialmente in linea con le attese. Non ci sono state sorprese negative ne positive. Gli operatori non si sono lasciati ingannare dalle ottime stime Adp rilasciate ieri. Considerando l’incertezza che regnava a dicembre per il fiscal cliff i dati sono abbastanza buoni. Forse ci si aspettava qualcosa in meno. In ogni caso, dopo un rally così importante come quello a cui abbiamo assistito nell’ultimo mese e mezzo probabilmente le figure odierne potrebbero creare le premesse per una correzione. Gli operatori guarderanno ora alle trimestrali che inizieranno il prossimo martedì come di consueto con Alcoa.

Italia: brilla Mps a Milano

A Piazza Affari il Ftse Mib a mezz’ora dalla chiusura prosegue poco mosso a quota 16.905 punti. Dopo due vani tentativi di accelerazioni sino a 16.950 punti l’indice è tornato ai livelli di apertura. Ottima performance per Monte dei Paschi di Siena che sale di oltre 11 punti percentuali in una seduta che ha visto gli altri bancari rimanere abbastanza anonimi. A guidare al rialzo la banca di Piazza Salimbeni sarebbero da un lato il restringimento degli spread e dall’altro il superamento di alcuni livelli tecnici collocati a 0,2350 euro.

Valute: EurUsd tenterà nuovo test a 1,30
Sul fronte valutario, l’euro/dollaro ha trovato supporto su 1,30 questa mattina e dopo i dati è arrivato sino a 1,3064 dove ha trovato resistenza ad andare oltre. Probabilmente il cross potrebbe riproporre il test a 1,30 già nelle prossime ore se gli indici dovessero approfittare per respirare un po’ dopo la lunga corsa. Da rilevare i nuovi massimi da 2 anni e mezzo toccati dal cambio usd/jpy a quota 88,40. Questa volta a trainare il cambio sono state le news arrivate ieri sera dalla Fed piuttosto che quelle di natura politica arrivate dal Giappone.

Macro: non farm payrolls non sorprendo i mercati
Sul fronte macro, il tasso di disoccupazione negli Usa a dicembre è rimasto stabile al 7,8% (rivisto il dato di novembre dal 7,7%). I salari non agricoli sono cresciuti di 155.000 unità, in linea con il consenso. Rivisto al rialzo il dato di novembre a 161.000 da 146.000. Torna a salire l’occupazione nel comparto manifatturiero (+25.000 unità). Continuano ad arrivare segnali di miglioramento dal settore delle costruzioni (+30.000) a conferma della ripresa che sta vivendo il mercato immobiliare statunitense. Bene l’Ism non manifatturiero salito a dicembre a 56,1 punti dai 54,7 di novembre. Bene tutte le componenti, occupazione compresa salita ai massimi da marzo scorso.

Titoli di Stato: spread Btp-Bund sotto i 270 pb
Sul fronte governativo, si restringe ancora lo spread tra il Btp e i Bund, con il differenziale che è sceso sotto i 270 punti base. Siamo ai minimi da agosto 2011. Verosimilmente se il mercato azionario dovesse continuare questa corsa potremmo toccare quota 250 entro le prossime tre settimane.

Commodity: oro recupera terreno dopo i minimi da agosto
Tra le commodity, recupera parzialmente le perdite della notte l’oro dopo aver toccato i nuovi minimi da agosto scorso a 1.625 dollari/oncia in scia all’apprezzamento del dollaro statunitense. Il prezioso si è portato ora a quota 1.647 dollari. Azzera totalmente le perdite il petrolio, con il Wti che recupera i 93 dollari/barile dopo esser rimbalzato a 91,50 dollari in mattinata. Non sembra aver suscitato effetto il forte calo delle scorte di greggio, che la scorsa settimana hanno registrato un calo di 11,1 milioni di barili.

VINCENZO LONGO
Market Strategist