Proseguono in lieve calo gli indici statunitensi dopo i dati macro odierni. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,18%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -0,34% e l’S&P 500 un -0,38%. Timido calo anche per le principali piazze europee, con il Ftse 100 di Londra che ha terminato a -0,2%, il Dax di Francoforte a -0,25%, mentre il Cac di Parigi ha registrato un -0,26%. Gli investitori hanno risentito dei dati sotto le attese sulle vendite al dettaglio Usa di gennaio. Il dato mostra che i consumi sono ancora bassi e, considerando che questi pesano per circa il 70% del Pil degli Usa, il timore è che la crescita del primo trimestre possa essere più debole del previsto, dopo che nell’ultimo trimestre del 2011 circa 1,9 punti percentuali del Pil (attestatosi al 2,8%) è dipeso dall’aumento delle scorte delle imprese. Gli operatori ora volgono lo sguardo a domani quando si riuniranno a Bruxelles i ministri delle finanze dell’Eurogruppo per decidere sul pacchetto di aiuti ad Atene. Riteniamo che i ministri possano decidere di rinviare la decisione solo dopo che sia stato raggiunto l’accordo definitivo sullo swap del debito, previsto per il prossimo venerdì. Non pesano sui mercati i donwgrade di Moody’s di ieri sera su sei Paesi dell’area euro, dato che era l’unica a non aver tagliato il rating dopo le decisioni di gennaio di S&P  e di Fitch. Per domani focus sulle minute della Fed dell’incontro del 25 gennaio.

Italia: Ftse Mib unica positiva in Europa
A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso le contrattazioni in rialzo dello 0,47% a 16.445 punti. Tra i bancari, bene solo Banco Popolare (+1,16%). Alta volatilità per Fondiaria-Sai, passata da +9% a -10% nel corso della seduta in scia a fattori tecnici e alle continue voci e smentite sull’interesse da parte di diverse società. Forte calo anche per Unipol (-3,9%) e Lottomatica (-5,8%), quest’ultima dopo che il governo ha fatto sapere di studiare nuove tasse sui giochi. Prese di profitto su Eems (-9,1%) dopo il forte balzo di ieri.

Valute: euro/dollaro ai minimi da una settimana
Tra le valute, azzera i guadagni e vira in negativo l’euro contro il dollaro questo pomeriggio nonostante sulla scia dell’andamento delle borse. La moneta unica dopo essere salita sopra 1,32 nella mattinata, è tornata poi a scendere sulla scia dei dati Usa sotto le attese. Il cross scambia ora a 1,3140 dopo aver tentato il supporto più vicino a 1,3130. Il supporto statico successivo passa per 1,3080. L’obiettivo rialzista resta 1,3200. Prosegue il forte apprezzamento del biglietto verde contro lo yen nel pomeriggio dopo che nella notte la Banca centrale giapponese ha lasciato il tasso di riferimento invariato allo 0,1%, incrementando il piano di acquisto asset di 10 mila miliardi di yen (circa 98 miliardi di euro). La decisione è arrivata dopo le pressioni di Tokyo visto il recente apprezzamento della valuta nipponica, anche se il governatore dell’Istituto, Masaaki Shirakawa, ha ribadito che non è dipeso da pressioni esterne. Nello stesso incontro la BoJ ha anche stabilito un target dell’inflazione dell’1%. Il cross ha rotto la resistenza a 78,20 e se dovesse confermare la tenuta di questo livello il cambio apre lo spazio a 79,40. Rimane sostanzialmente forte l’euro/yen, in seguito alla decisione della BoJ della notte.

Macro: consumi famiglie Usa stentano a ripartire
Sul fronte macro, le vendite al dettaglio in Usa a gennaio hanno mostrato un rialzo dello 0,4% su base mensile (+0,7% le attese). Bene invece la componente che esclude il settore auto, salita dello 0,7%. A pesare sul dato è stato il settore automobilistico che ha subito un deciso calo a gennaio. Riteniamo che le cattive condizioni climatiche hanno in qualche modo accentuato il calo dei consumi del primo mese dell’anno e che è auspicabile una ripresa nel corso della primavera. Rialzo sostanzialmente in linea con le attese per le scorte dell’imprese (+0,4% a dicembre). Nella mattinata l’indice tedesco Zew sul sentiment dell’economia a febbraio si è attestato a 5,4 punti (un balzo di 27 punti rispetto a gennaio), tornando in territorio positivo per la prima volta da maggio 2011 e registrando il massimo da aprile sempre dello scorso anno. Il sottoindice sulla situazione corrente è salito a 40,3 punti (+11,9 punti rispetto a gennaio), mentre quello sulle aspettative è salito a -8,1 punti  (+24,4 punti). Lieve rialzo anche per lo Zew sulla situazione corrente dell’area euro passata a 49,1 da 46,4 punti. Dopo i recenti dati macro deludenti tedeschi, il dato odierno indica che questo periodo di rallentamento per la principale economia del continente sia comunque limitato all’ultimo mese del 2011 e ai primi due mesi del 2012 in seguito anche alle cattive condizioni meteorologiche che stanno affliggendo l’Europa centrale. In ogni caso ribadiamo che il sensibile miglioramento della voce sulle aspettative indica che la seconda parte dell’anno potrebbe mostrare un deciso recupero per l’economia dell’intera area euro. Il miglioramento del dato odierno sulla situazione corrente dell’area euro è dipeso, secondo il nostro avviso, dalla riduzione dell’incertezza che ruota intorno alla situazione greca e dalle riforme attuate dall’Italia che hanno convinto i mercati, anche se i prossimi 4 mesi potrebbero riservare ancora situazioni di debolezza per le economie periferiche. Market mover di domani in Europa i dati preliminare sul 4° trimestre del Pil di Francia, Germania e Italia.

Titoli di Stato: Ltro continua a tenere alto l’interesse per i Btp
Sul fronte governativo, l’asta Btp di oggi ha registrato un deciso calo dei rendimenti e un aumento della domanda, soprattutto sul comparto a 3 anni. Il titolo infatti ha registrato un tasso del 3,41% (dal 4,83% dell’emissione precedente) con un bid-to-cover di 1,405 da 1,218. Il risultato è senz’altro positivo. Erano diverse settimane che non si assisteva a un calo così deciso dei rendimenti. Buona anche la domanda, anche se su questo comparto si sono concentrati fondi della Ltro di dicembre. Lo spread è salito sino sopra i 370 pb per poi ritornare intorno ai livelli di apertura a 364 pb.

Commodity: petrolio tiene guadagni nonostante calo indici azionari
Tra le commodity, lieve rialzo per l’oro che si allontana dai minimi di giornata (1.715) e si colloca ora a 1.722 dollari/oncia in scia ai timori sulla ripresa Usa. Una rottura al ribasso dei 1.700 dollari aprirebbe lo spazio ai 1.600 dollari. Consolida il rialzo il petrolio, con il prezzo del cfd sul light crude che scambia a 101,30 dollari/barile, nonostante il calo dei mercati azionari.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy