Focus

Poco mossi gli indici statunitensi questo pomeriggio in attesa delle decisioni del Fomc (la commissione operativa della Federal Reserve) in materia di politica monetaria che saranno annunciate in serata. Il governatore della FED, Ben Bernanke, potrebbe annunciare il lancio di un nuovo piano di quantitative easing (QE3) per rilanciare la ripresa dell’economia del paese a stelle e strisce e sostenere soprattutto il debole fronte occupazionale. Il Dow Jones Industrial Average avanza dello 0,10%, il Nasdaq Composite dello 0,12% e l’S&P 500 dello 0,05%. In Europa in rosso il Dax di Francoforte che ha archiviato le contrattazioni in calo dello 0,4% e il Cac di Parigi dell’1,2%. Il ribasso delle piazze azionarie europee è legato, in prevalenza, al ritorno dei timori degli investitori sulla Grecia dopo le parole di un funzionario del Fondo Monetario Internazionale, Thanos Catsambas, sulla necessità di un terzo piano di salvataggio per permettere al paese ellenico di evitare il default.
 

Italia: FTSE Mib in ribasso

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso in flessione dell’1,07% a 16244 punti. Forti vendite su Finmeccanica (-5,35%) dopo l’annuncio di fusione tra Bae Systems-Eads (società che controlla Airbus).
                                                                                   

                                                                                                                                 
Valute:  eur/usd e cable in attesa del Fomc

Tra le valute, si mantiene molto forte l’euro contro il biglietto verde oscillando attorno a quota 1,29. La corsa della moneta unica sembra non volere terminare grazie al sostegno del miglioramento del clima di fiducia degli investitori in merito alla crisi debitoria del Vecchio Continente e delle attese su un prossimo piano di QE da parte della FED. L’eventuale superamento della resistenza in area 1,2935, massimi di ieri e ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci della discesa dai picchi annuali, concederebbe la forza necessaria al cambio per spingersi verso gli obiettivi situati a 1,30, minimi testati più volte a inizio anno. Flessioni fino a 1,2810 resterebbero compatibili con le aspettative di crescita e potrebbero essere imputabili solamente alla condizione di ipercomprato in cui si sono venuti a ritrovare i principali oscillatori di breve. Sotto 1,2810, possibile una discesa fino sui sostegni a 1,2748. Pausa di riflessione per il cable. Il cambio sterlina/dollaro, scambiato al momento a 1,6120, mantiene nel mirino la resistenza posta a 1,6166, picco del 31 ottobre 2011. Sarà proprio una perentoria vittoria al di sopra di tale ostacolo a dare la forza al cable per salire fino all’ambizioso target di 1,6302.
 

Macro: ancora deludenti i dati sul mondo del lavoro USA

Sul fronte macro, lieve ripresa dell’inflazione ad agosto in Italia, con il dato tendenziale passato al 3,2% dal 3,1% di luglio. In controtendenza il dato core, passato al 2,1% dal 2,2%. L’Italia così si aggiunge alla schiera di Paesi composta da Germania, Francia e Spagna che hanno registrato nell’ultimo mese un’accelerazione dei prezzi al consumo. Il dato potrebbe destare qualche preoccupazione sul fronte di scelte di politica monetaria della Bce e sul fronte ripresa. Il rialzo dei prezzi non favorisce, infatti, la ripresa dei consumi.  Dagli Stati Uniti deludono i dati sui sussidi. Il Dipartimento del Lavoro ha comunicato che le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono aumentate a 382 mila unità (consensus 370 mila unità). Lo stesso Dipartimento ha reso noto che l’indice dei prezzi alla produzione ha mostrato un rialzo dell’1,7% m/m e del 2% a/a. L’indice core dei prezzi alla produzione (esclusi energetici ed alimentari) ha evidenziato un rialzo dello 0,2% m/m e del 2,5% a/a.
 

Titoli di Stato:  bene l’asta di BTP

Sul fronte governativo, esito positivo per le aste italiane di questa mattina. Il Tesoro ha emesso 6,5 miliardi di euro in titoli a medio termine con rendimenti in deciso calo, soprattutto sul titolo a 3 anni (al 2,75% dal 4,65%). Bene anche la tranche sul btp con scadenza a 15 anni. E’ sicuramente un esito incoraggiante in vista delle scadenze importanti di settembre-ottobre. In questo modo le misure del governo tecnico assumeranno più importanza in termini di impatto sulla riduzione del debito pubblico. Ha deluso un po’ la domanda soprattutto sul titolo a 3 e 15 anni, mentre si è rafforzata sul titolo a 5 anni. In lieve rialzo le tensioni sul debito italiano. Il differenziale di rendimento tra il btp decennale del BelPaese e il corrispettivo bund tedesco ha mostrato un incremento a 346 pb dai 340 pb dell’apertura.
 

Commodity: petrolio in rialzo su attese FOMC e tensioni in Nord Africa

Tra le commodity, seduta in crescita per il petrolio,  trainato dalle previsioni su un prossimo lancio di un nuovo piano di QE. Le quotazioni del greggio sono sostenute, inoltre, dall’aumento delle tensioni geopolitiche in Nord Africa dopo gli attacchi dei fondamentalisti islamici alle sedi diplomatiche statunitensi che hanno portato all’uccisione dell’ambasciatore americano in Libia. Al momento il cfd sul light crude è scambiato a 98,10 dollari e sembra voler puntare gli obiettivi posizionati a 99,34, ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci della discesa dai picchi annuali, e 103,20. Indicazioni negative, giungeranno, invece con il cedimento di 94, preludio a una flessione fino sui sostegni in area 92. Fase di consolidamento per l’oro che dopo aver toccato a 1747 dollari l’oncia, nuovi massimi da febbraio, sembra intenzionato a riprendere un po’ di fiato. Sarà il superamento di suddetti top a rilanciare la spinta rialzista che potrebbe portare le quotazioni del metallo prezioso verso gli obiettivi a 1763 e 1790 dollari l’oncia.

FILIPPO A. DIODOVICH
Market Strategist of IG Markets Italy