Focus

In rosso gli indici statunitensi questo pomeriggio in scia al debole andamento delle piazze azionarie europee. Il Dow Jones IA mostra un calo dello 0,10%, S&P500 dello 0,56% e il Nasdaq Composite dello 0,82%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato le negoziazioni con un -1,4%, il Dax di Francoforte un -1,85%, il Cac40 di Parigi un -2,80% e l’Ibex35 di Madrid un -3,9%. I listini del Vecchio Continente risentono del ritorno dei timori degli investitori sull’evoluzione della crisi debitoria sulla scia dell’incertezza del Governo di Madrid sulla richiesta di aiuti internazionali, condizione necessaria per attivare il piano di salvataggio da parte della BCE. Tali preoccupazioni hanno fatto innalzare il costo del finanziamento dei paesi periferici della Zona Euro sul mercato obbligazionario (il bond decennale spagnolo ha superato il 6%, il btp decennale italiano è salito al 5,20%). Di conseguenza in forte rialzo gli spread con il bund tedesco (btp/bund a 375 pb dai 355 pb dell’apertura).
 

Italia: seduta in forte calo per il FTSE Mib

A Piazza Affari il Ftse Mib ha archiviato le contrattazioni in flessione del 3,3% a 15408 punti. Forti vendite sul comparto bancario (Ubi Banca -5,8%, Banco Popolare -6,2%, BP Milano -5,7%, BPER -5,3%) sulla scia dell’aumento delle tensioni sul debito italiano.
                                                                                                                

                                                                                                    
Valute: indicazioni negative per il cambio euro/dollaro

Tra le valute, prosegue la flessione dell’euro rispetto al biglietto verde, al momento scambiato a 1,2842. Dal punto di vista tecnico il cambio eur/usd sembra voler testare il fondamentale supporto rappresentato dalla media mobile a 200 sedute ora a 1,28. L’eventuale cedimento di tale sostegno, infatti, indebolirebbe notevolmente il quadro tecnico, creando i presupposti per un’estensione della discesa fino sui supporti a 1,2745, massimo di giugno, e 1,2650, area di transito della trendline rialzista partita dai bottom di fine luglio. Suddetti livelli sono baluardi inviolabili per mantenere vive le prospettive di crescita di medio periodo. Solamente una perentoria vittoria al di sopra delle resistenze a 1,2920 e 1,30 ridarà forza ai corsi per allungare in direzione di 1,3172.
 

Macro: negli States vendite di nuove case di agosto inferiori alle attese

Sul fronte macro, dato interessante sul settore immobiliare statunitense. Il Dipartimento del Commercio USA ha infatti comunicato che le vendite di nuove case si sono attestate nel mese di agosto a 373 mila unità (consensus 380 mila unità).
 

Titoli di Stato:  deludente asta tedesca, non brilla neppure quella italiana

Sul fronte governativo, importanti aste in Italia e in Germania. Il Tesoro del Bel Paese ha assegnato 9 miliardi di euro in bot semestrali con un rendimento in calo all’1,503% dall’1,585% dell’asta precedente (bid to cover ratio all’1,39, in discesa rispetto all’1,69 della previous auction). Delude l’asta tedesca. L’agenzia del Tesoro ha collocato solamente 3,951 miliardi di euro in bund con scadenza nel 2022, inferiore al target offerto pari a 5 miliardi di euro (rendimento medio all’1,50%).
 

Commodity:

Tra le commodity, seduta in ribasso per l’oro. Il cfd sul metallo prezioso scende a 1744 dollari l’oncia. Male anche il petrolio. Il cfd sul light crude scende a 89,29 dollari al barile. Oggi l’EIA ha comunicato che le scorte settimanali di petrolio sono diminuite di 2,4 mln di barili.
  
 
FILIPPO DIODOVICH
Market Strategist