Focus

Proseguono poco mossi gli indici statunitensi vista la mancanza di dati macro rilevanti nell’ultima seduta della settimana. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,13%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +0,06% e l’S&P 500 un -0,25%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato le contrattazioni in calo dello 0,24%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto registrare una performance di -0,18% e il Cac di Parigi di +0,04%. Il mercato oggi non ha fornito spunti agli investitori, che hanno preferito rimanere fuori in vista del fine settimana. Non si sono registrati grossi volumi in borsa. Non ci sono state prese di profitto da parte degli investitori e questo dimostra come la propensione al rischio di fondo rimanga inalterata. In ogni caso per la prossima settimana gli operatori potrebbero guardare gli importanti appuntamenti macro per decidere se dare seguito al rally azionario o meno. Intanto la Spagna ha fatto sapere che nel 2012 non riuscirà a raggiungere l’obiettivo del deficit/Pil del 4,4%. Si stima un che tale rapporto possa attestarsi al 5,8%, ha fatto sapere Mariano Rajoy.

Italia: Ftse Mib chiude ai massimi da fine ottobre 2011

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso le contrattazioni a +0,43% a 16.902 punti. Il prossimo obiettivo resta 17.030 punti e il successivo a 17.250 punti. Il supporto è invece collocato a 16.750 punti. A Piazza Affari Fiat ha chiuso con un rialzo del 2,15% in scia ai buoni risultati di Chrysler. Forte rialzo per Banco Popolare (+4,72%). Deciso calo per Milano Assicurazioni (-3,85%) e FondiariaSai (-3%).

Valute: euro/dollaro oscilla intorno 1,32

Tra le valute, amplia il calo l’euro contro il dollaro questo pomeriggio. Gli investitori continuano ad acquistare dollari dopo che Bernanke ha lasciato trasparire che non ci sarà una manovra di espansione monetaria ulteriore. Inoltre sulla moneta unica stanno pesando anche le prese di profitto da parte degli operatori dopo che il cambio non ha avuto forza nello sfondare 1,3488, dove si è configurato un doppio massimo. Il cross si colloca ora a 1,3187, dopo aver toccato un nuovo minimo dal 21 febbraio a 1,3203. La rottura definitiva di 1,3220 apre lo spazio a 1,3165, mentre la resistenza statica si colloca a 1,3280. Prosegue sostenuto il biglietto verde contro lo yen nonostante la mancanza di dati macro rilevanti in Usa.  L’apprezzamento della divisa statunitense è partito nella notte in scia con il rialzo dei mercati asiatici. Gli investitori continuano a scaricarsi di yen e questo favorisce le aziende esportatrici giapponesi in vista anche della chiusura dell’anno fiscale a fine marzo. Il cross dopo aver aggiornato i massimi a 81,71 ha perso lentamente quota, raggiungendo 81,50. Sul grafico orario si è configurato un doppio massimo e se il cross non dovesse avere la forza di romperlo in chiusura è verosimile attendersi un ritorno in area 81,00 e successivamente 80,25.

Macro: focus prossima settimana dati mercato del lavoro Usa

Sul fronte macro, seduta povera di spunti in Usa oggi. Questa mattina le vendite al dettaglio in Germania hanno registrato un calo congiunturale a gennaio dell’1,6%. Il dato non è in linea con quello sulla fiducia dei consumatori che nello stesso mese era rimasto stabile a 5,6 punti. Da segnalare che i prezzi alla produzione dell’area euro a gennaio hanno registrato un rialzo tendenziale del 3,7%. In Italia il Pil sul 2011 ha mostrato una crescita dello 0,4%, mentre il rapporto Deficit/Pil che si è attestato al 3,9% (dal 4,6% nel 2010). Ricordiamo che il prossimo venerdì saranno pubblicati i dati sul mercato del lavoro di febbraio.

Titoli di Stato: rendimento decennale Btp scendono sotto quelli spagnoli

Sul fronte governativo, , giornata povera di spunti sul fronte delle emissioni di titoli di Stato. Questa mattina lo spread tra il Btp e il Bund è sceso a 311 punti base, con il rendimento sul decennale che è sceso sotto a quello del Bonos spagnolo. Il forte restringimento di ieri è stato frutto dell’operazione Ltro di mercoledì della Bce e quest’oggi gli operatori sembrano prendere profitto dopo il rally in vista anche del week end. Da segnalare che i depositi overnight presso la Bce ha toccato i nuovi massimi storici oggi a 777 miliardi di euro, molto lontano dal precedente record di 528 miliardi. Questo fattore è interamente attribuibile alla Ltro. Le banche per il momento preferiscono tenere i fondi presso la Bce. Riteniamo che una parte importante di questi siano veicolati verso il mercato azionario e questo potrebbe alimentare il rally già in atto.

Commodity: petrolio in deciso calo dopo smentita notizia su scoppio oleodotto

Tra le commodity, prosegue debole l’oro a 1.714 dollari/oncia. Forte calo per il petrolio che azzera tutti i guadagni di ieri in scia alla notizia, poi smentita sullo scoppio di un oleodotto in Arabia Saudita. Il cfd sul light crude scambia a 107,40, dopo aver toccato un minimo intraday a 107,05. Sul comparto delle commodity sta pesando l’apprezzamento del dollaro.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy