Focus

Proseguono in frazionale calo gli indici statunitensi questo pomeriggio nonostante i dati sul mercato immobiliare migliori delle attese. Il Dow Jones Industrial Average perde lo 0,6%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -0,23% e l’S&P 500 un -0,4%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato pressoché invariato, mentre il Dax di Francoforte ha registrato un -0,9% e il Cac di Parigi a -0,85%. I listini europei sono peggiorati sensibilmente nella seconda parte della seduta, poco prima dell’apertura di Wall Street. Le vendite sono scattate dopo il deludente dato sui sussidi di disoccupazione che sono tornati a salire. È presto per dire che il rialzo è definitivamente sfumato. Si tratta solo di una prosecuzione della correzione di ieri accentuata dai bassi volumi presenti sui mercati in questo periodo. La Grecia di cui si è tornati a parlare tanto in questi ultimi giorni rappresenta solo un dei tanti “trigger event” che potrebbero riportare volatilità sui mercati. Gli elementi principali a cui mercati stanno puntando ora sono le iniezioni di liquidità da parte della Fed e i nuovi piani anti crisi della Bce.

 
Italia: Ftse Mib, 15.000 si dimostra livello ostico

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso in calo dell’1,37% a 14.955 punti. Come atteso, il livello dei 15.000 punti si sta dimostrando una soglia di difficile sfondamento. Sono scattate una serie di prese di profitto nel finale sui bancari. Intesa SanPaolo ha terminato a -3,2%, Generali a -3,5% e Unicredit a -1,75%. Male anche Finmeccanica sulle voci di un annullamento degli ordini di 35 Boeing 787 da parte di Quantas.
                                                                                                         

                                                                                                           
Valute: dollaro Usa ancora in caduta libera

Tra le valute, continua a salire l’euro/dollaro nonostante la correzione dei mercati. Si tratta in realtà di una debolezza generalizzata del biglietto verde come si può apprezzare anche dal cable e dal cambio usd/jpy. Gli investitori questo pomeriggio sono tornati a vendere dollari sempre più convinti di un immediato intervento della Fed. Sull’euro/usd la resistenza più vicina rimane a 1,2625 e successivamente a 1,2750, livello particolarmente importante dove appare improbabile uno sfondamento al rialzo.
 

Macro: Usa, mercato immobiliare si conferma in lenta ripresa

Sul fronte macro, contrastati i dati Usa odierni. La vendita di nuove abitazioni a luglio hanno registrato una crescita del 3,6% rispetto al mese precedente, raggiungendo quota 372.000 unità (365.000 il consenso). Rivisti al rialzo anche i dati di giugno. In calo il prezzo medio a 263.200 dollari (-1,4%). Il dato fa si che lo stock in giacenza si riduce a 4,6 mesi (a questo ritmo di vendite). Un dato sensibilmente inferiore ai 6,7 mesi un anno fa. Tornano a salire le richieste di sussidi di disoccupazione la scorsa settimana, a 372.000 unità dalle 368.000 della settimana precedente.  
 

Titoli di Stato: spread stabile a 430 pb

Sul fronte governativo, non ci sono state aste di rilievo oggi. Lo spread tra il Btp e il Bund rimane a intorno i livelli di questa mattina a 430 punti base.
 

Commodity: oro inizia a vedere i 1.700 dollari/oncia

Tra le commodity, non mostra segnali di debolezza l’oro, con il prezzo spot che continua a salire, raggiungendo i 1.675 dollari/oncia. Nelle prossime settimane il prezioso potrebbe ripresentarsi al ridosso della soglia dei 1.700 dollari. Rimane sotto i massimi di seduta il petrolio, con il Wti che staziona a 97,70 dollari dopo aver aggiornato i massimi da maggio a 98,30 dollari.
Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy