Focus

Proseguono in moderato rialzo gli indici statunitensi questo pomeriggio nonostante l’avvertimento di Moody’s. Il Dow Jones Industrial Average avanza dello 0,66%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +0,35% e l’S&P 500 un +0,45%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato a 0,05%, mentre il Dax di Francoforte ha registrato un +1,3% e il Cac di Parigi a +0,9%. È stata una seduta a due facce. Gli indici hanno recuperato terreno nella seconda parte della giornata, nonostante Moody’s ha fatto sapere di poter tagliare il rating Usa a AA1 da AAA se i negoziati sul bilancio non dovessero portare a una riduzione del rapporto debito/Pil. È stato un segnale forte e inaspettato e probabilmente potrebbe essere precursore di una correzione nelle prossime sedute. Sul fronte eurozona, la Ue e il Fondo monetario internazionale hanno reso noto di concedere più tempo al Portogallo per raggiungere i nuovi target sul deficit/Pil e rientrare così al di sotto del 3% entro il 2014 e non il 2013. Domani gli occhi saranno puntati sulla decisione della Corte costituzionale di Karlsruhe che non dovrebbe porre ostacoli di costituzionalità al fondo salvastati Esm e al fiscal compact.
 

Italia: Ftse/Mib ai nuovi massimi da marzo

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso in rialzo dello 0,84% a 16.226 punti, nuovo massimo dallo scorso marzo. Ora la resistenza intermedia passa per 16.560 punti, livello che apre la strada ai 17.000 punti. Forti recupero dei bancari che hanno invertito la rotto a metà seduta e hanno terminato in rialzo oltre l’1%. Male il comparto del lusso (Ferragamo -5,1%, Luxottica -1,72% e Tod’s -3,52%) dopo il profit warning lanciato dalla britannica Burberry (-20,9% a Londra).
                                                                         

                                                                                                                                           
Valute: dollaro precipita vs yen vs eur

Tra le valute, non accenna ad arrestarsi la corsa dell’eur/usd oggi. Le posizioni short sul dollaro stanno incrementando man mano che ci si avvicina al meeting del Fomc. Il cross ha rotto il livello di 1,2850 e si sta spingendo verso nuovi massimi da metà maggio. Il prossimo target si colloca a 1,29-1,2910 che rappresenta l’ultimo baluardo verso la resistenza importante a 1,30. Precipita il biglietto verde contro lo yen, con il cambio che ha aggiornato i minimi dal primo giugno a 77,73. Non è certo l’avversione al rischio che sta alimentando l’apprezzamento dello yen, quanto invece la debolezza del dollaro.
 

Macro: Usa, male sia export che import

Sul fronte macro, il deficit commerciale Usa a luglio ha registrato un lieve rialzo a 42 miliardi di dollari dai 41,9 di giungo (dato rivisto). Il dato è stato comunque sotto le attese che vedevano una crescita a 44,3 miliardi. Particolarmente negativo il contributo dell’export di beni non petroliferi. I dati più importanti della settimana ci saranno venerdì, quando in Usa saranno pubblicate le figure sulla produzione industriale, vendite al dettaglio, tasso inflazione e fiducia dei consumatori.
 

Titoli di Stato: Italia, domani al via emissioni per 18 miliardi euro

Sul fronte governativo, non ci sono aste significative oggi. Domani il Tesoro italiano tenterà di collocare 12 miliardi di euro di Bot a 3 mesi e a 1 anno, mentre giovedì andranno in asta titoli a medio lungo termine per un ammontare pari a poco più di 6 miliardi di euro. Sono due appuntamenti importanti per il Tesoro soprattutto dopo il calo dei rendimenti dell’ultima settimana. Ci aspettiamo rendimenti in flessione, mentre la domanda potrebbe essere favorita dal mancato affollamento del mercato nella settimana odierna. Lo spread tra il Btp-Bund è tornato a restringersi questo pomeriggio a 350 punti base, dopo aver toccato un massimo a 370 punti questa mattina.
 

Commodity: dollaro debole continua a sostenere rialzo comparto

Tra le commodity, seduta positiva per l’oro, con il prezzo spot che torna a lambire i recenti massimi (a 1.740 dollari/oncia) in vista del meeting del Fomc. Sale sopra i 97,00 dollari/barile il Wti in scia con il recupero dei mercati azionari. La continua debolezza del biglietto verde sta sostenendo l’intero comparto.

VINCENZO LONGO
Market Strategist of IG Markets Italy