Focus

Poco mossi i principali indici statunitensi. Il Dow Jones Industrial Average evidenzia una crescita dello 0,05%, l’S&P500 dello 0,02% e il Nasdaq Composite dello 0,03%. Chiusura con poche variazioni anche per le Borse del Vecchio Continente. Dopo i forti rialzi evidenziati nelle scorse sedute i listini hanno consolidato nell’ultima sessione dell’ottava sulla scia delle prese di beneficio degli investitori. Neppure i numerosi dati macroeconomici pubblicati in mattinata e nel pomeriggio sono riusciti a muovere i mercati. Molto deludente il tasso di disoccupazione nella Zona Euro salito ai massimi storici arrivando all’11,7%. Forte rallentamento anche per il tasso di inflazione di novembre. Nei 17 Paesi dell’area euro la crescita dei prezzi ha registrato un +2,2% a/a dal precedente +2,5% a/a. Il quadro è abbastanza chiaro. Lo scenario macro rimane fortemente depresso e le misure promosse dalla BCE (LTRO) non hanno ancora funzionato. Il rallentamento dell’inflazione apre alla possibilità di un taglio dei tassi di interesse da parte della Bce di 25 punti base già a partire dal prossimo giovedì, con il tasso di riferimento che potrebbe essere abbassato al nuovo minimo storico (dallo 0,75% allo 0,50%). Riteniamo che le pressioni sul consolidamento del debito nell’area euro dovrebbero lasciare spazio ora alle misure di stimolo, per rilanciare le attività economiche del Vecchio Continente e arginare in qualche modo la perdita di posti di lavoro che sta colpendo l’intera area. Ricordiamo che oggi il Bundestag ha deciso di dare il via libera agli aiuti internazionali alla Grecia approvati dall’Eurogruppo. Negli States ancora una fase di stallo al Congresso per la risoluzione del fiscal cliff.

Italia: FtseMib, aumentano le vendite nel finale

A Piazza Affari il Ftse Mib ha mostrato una flessione dello 0,50% a 15808, non riuscendo cosi’ a superare l’importante resistenza in area 15900. Ritirata l’IPO di Sea dopo che la domanda non è stata sufficiente a coprire l’offerta.

Valute: seduta in lieve rialzo per l’euro/dollaro

Sessione positiva per il cambio tra la moneta unica e il biglietto verde salito al di sopra di 1,30, toccando un massimo intraday a 1,3028. Il superamento della trendline ribassista partita dai picchi di maggio ha creato i presupposti per un allungo in direzione degli obiettivi situati a 1,3084 e 1,3140, picchi di ottobre e ultimi ostacoli da oltrepassare per ritornare sui massimi di metà settembre a 1,3172. Conferme per tali prospettive di crescita arriveranno solamente con una perentoria vittoria della resistenza in area 1,3020/25. Indicazioni negative giungeranno, invece, con la rottura di 1,2945, preludio a un possibile calo fino sui sostegni a 1,2880.
Macro: dati interessanti negli States
Sul fronte macro, nel pomeriggio negli States è stato reso noto che la spesa per consumi personali di ottobre e’ risultata pari a -0,2% su base mensile, inferiore sia alle stime del consensus (variazione nulla) che alla rilevazione di settembre pari a +0,8% m/m. Il reddito personale è rimasto invariato rispetto al mese precedente, dal +0,4% rilevato in ottobre (consensus +0,2%). L’indice PMI Chicago (attivita’ manifatturiera) nel mese di novembre e’ salito a 50,4 punti dai 49,9 punti del mese precedente (consensus 50,6 punti).

Titoli di Stato: in calo lo spread btp/bund

Sul fronte governativo, in lieve flessione il differenziale di rendimento tra il btp decennale e il bund tedesco a 314 pb.

Commodity: bene petrolio, in ribasso l’oro

Tra le commodity, in calo l’oro a 1718 dollari l’oncia. In crescita invece il petrolio. Il cfd sul light crude si attesta a 89,29 dollari al barile (+0,70%).

FILIPPO A. DIODOVICH
Market Strategist