Inizio di settimana positivo per le principali piazze europee in una seduta caratterizzata dalla chiusura degli indici statunitensi per il President’s Day e dalla mancanza di dati macro rilevanti. Il Ftse 100 di Londra ha terminato a +0,6%, il Dax di Francoforte a +1,31%, mentre il Cac di Parigi ha registrato un +0,96%. La propensione al rischio sta alimentando gli acquisti da parte degli operatori in vista dell’incontro in corso a Bruxelles dove è atteso che venga raggiunto l’accordo definitivo sul piano di aiuti alla Grecia per 130 miliardi di euro. Il ministro delle Finanze greco, Evangelos Venizelos ha precisato che il Paese ha rispettato tutte le condizioni imposte dalla troika, soprattutto dopo che sabato il Parlamento ha approvato ulteriori tagli al bilancio per 325 milioni di euro, nonostante il ministro delle finanze olandese, Jan Kees Jager, abbia precisato che l’Olanda non darà il via libera agli aiuti se Atene non avrà soddisfatto tutti i requisiti. Secondo voci non confermate la Finlandia e la Grecia avrebbero raggiunto un accordo sulle garanzie richieste a fronte del proprio contributo al piano di salvataggio. Secondo il ministro tedesco, Schaeuble, ha dichiarato che Atene sarebbe disposta ad accettare che i fondi siano accreditati in un conto speciale che dà la possibilità ai Paesi creditori di controllarne la destinazione. Inoltre, in merito all’accordo tra governo e privati sull’haircut, voci vicine al governo ritengono che la svalutazione che il settore privato si appresta ad accettare sia prossima al 75% sul valore nominale dei titoli. Hanno avuto un impatto positivo sul mercato anche le misure di taglio delle riserve obbligatorie della Banca centrale cinese (Pboc) di 50 punti base a far data dal 24 febbraio prossimo. La misura, come atteso, mira a incrementare la liquidità in circolazione dopo il rallentamento dell’inflazione degli ultimi mesi, il calo del prezzo degli immobili e il rallentamento della crescita. Il sentiment del mercato risente positivamente anche dei commenti arrivati dal Ministro delle finanze giapponese, il quale ha dichiarato che sia la Cina che il Giappone si impegnano a risolvere la crisi del debito in Europa attraverso un maggior contributo al Fondo monetario internazionale.

Italia: Milano Assicurazioni brilla sul listino (+24%)

 
A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso le contrattazioni a +1,07% a 16.724 punti. Bene le banche, con Banca Popolare di Milano che ha guidato i rialzi a +8,24%. Rialzi sostenuti anche Banco Popolare (+5,05%), Monte dei Paschi di Siena (+3,06%) e Intesa SanPaolo (1,56%). Prende fiato Finmeccanica (-3,17%) dopo il forte rialzo di venerdì. Positiva Fiat (+0,54%) nonostante la notizia sul taglio del 30% dei dazi delle importazioni in Brasile, principale mercato del Lingotto. Segnaliamo l’ottima performance di Milano Assicurazioni (oltre il 24%), dopo che Banca Akros ha promosso il titolo ad accumulate da hold. Il titolo beneficia anche del recente rally della controllante Fondiaria Sai.

Valute: euro/dollaro verso massimi del 9 febbraio

 
Tra le valute, prosegue l’apprezzamento dell’euro contro il dollaro nel pomeriggio in vista dell’incontro a Bruxelles dei ministri delle Finanze europei per discutere sul piano di aiuti alla Grecia. L’euro/dollaro dopo un’apertura con gap a 1,3198 nella notte (da 1,3140 di venerdì) è salito ai massimi da lunedì scorso a 1,3278. Riteniamo che il cross possa tornare a testare i massimi del 9 febbraio a 1,3320, anche se non è da escludere una chiusura nel breve del gap aperto questa mattina. Consolida il recente apprezzamento il dollaro contro lo yen. Il biglietto verde continua a beneficiare dell’effetto della manovra espansiva di politica monetaria annunciata la scorsa settimana dalla Banca centrale giapponese (BoJ). Sugli investitori influisce anche la maggior propensione al rischio che sta alimentando anche il rally dei mercati azionari in vista del raggiungimento dell’accordo sugli aiuti in Grecia. Il cambio dollaro/yen ha aggiornato nel corso della notte i nuovi massimi dal 4 agosto scorso a 79,90 per poi retrocedere sull’area di supporto collocata a 79,50. La soglia di 80,00 rappresenta una resistenza psicologica importante, pertanto non escludiamo che il cambio possa consolidare intorno ai livelli attuali e prendere fiato prima di riprendere il proprio trend rialzista, avviato il primo febbraio. Il supporto importante si colloca a 78,50.

Macro: ordini all’industria Italia segnalano buono spunto produzione 1 trimestre 2012

 
Sul fronte macro, l’indice di fiducia delle imprese in Francia a febbraio è rimasto stabile a 92 punti, dopo essere sceso negli ultimi 7 mesi. La sensazione è che la situazione si stia stabilizzando come abbiamo riscontrato con i Pmi di gennaio. Rialzo oltre le attese per gli ordini all’industria italiana a dicembre, saliti del 5,5% su base mensile, ben oltre le attese ( viste a +0,4%). Nella notte il dato definitivo del superindice giapponese di dicembre ha mostrato un rallentamento a 94 punti dai 94,3 di novembre. In Usa non ci sono dati rilevanti oggi. In settimana si attendono i dati sulle vendite delle abitazioni esistenti e nuove di gennaio, l’indice dei prezzi delle case FHFA di dicembre, le nuove richieste settimanali di sussidi alla disoccupazione e la fiducia dei consumatori definitiva di febbraio rilevata dall’Università del Michigan.

Titoli di Stato: spread Btp-Bund continua a scendere

 
Sul fronte governativo, lo spread tra i Btp e i Bund decennali è sceso nel pomeriggio a 350 punti base, dopo aver toccato un massimo di giornata a 365 pb. Domani sono attese le aste a brevissimo termine (3,6 e 12 mesi) spagnole per un ammontare totale di 2,5 miliardi di euro, mentre venerdì andranno in asta i Btp a 5 anni.

Commodity: oro rimane nel canale 1.715-1.740 dollari in cerca di direzione

 
Tra le commodity, rimane nella parte alta del trading range 1.715-1.740 dollari/oncia l’oro. Il supporto principale si colloca a 1.706 dollari, mentre la resistenza è a 1.740. Solo una rottura di questo livello aprirebbe lo spazio al test dei massimi dei primi di febbraio a 1.766 dollari. Mentre una rottura dei 1.706 potrebbe aprire uno scenario di debolezza per il metallo giallo. Stabilmente positivo il petrolio, con il light crude che ha aggiornato i nuovi massimi dal 5 maggio 2011 a 105,80 dollari/barile questa mattina, e ora si colloca 105,40 dollari.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy