Focus

Proseguono in frazionale calo gli indici statunitensi questo pomeriggio in una seduta particolarmente povera di spunti. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,18%, il Nasdaq Composite segna un -0,15% e l’S&P500 un -0,2%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha archiviato le contrattazioni in calo dello 0,4%, mentre il Dax di Francoforte ha registrato un -0,1% e il Cac di Parigi un -0,78%. È stato un inizio di settimana all’insegna della debolezza sui listini azionari complice anche la mancanza di market mover rilevanti. La settimana dovrebbe proseguire su questi toni, magari con qualche seduta con cali più accentuati. Tutto ciò si inquadra come correzione in uno scenario rialzista che dura da quasi due mesi. Il mood rimane saldamente positivo. Sui mercati il tema principale rimane quello spagnolo e un’eventuale richiesta di aiuti completa da parte del Paese alla Ue.
 

Italia: Ftse Mib supporto a 16.120 punti

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso in calo dello 0,9% a 16.470 punti. La resistenza ora rimane 16.700 punti, che rappresenta l’ultimo ostacolo verso quota 17.000, mentre il supporto transita per 16.120 punti. Sale Ansaldo Sts (+3,1%) dopo promozione Kepler a buy. Male Fiat (-2,1%), mentre Finmeccanica (+0,6%) prova a rialzare la testa dopo i recenti cali. Tra i bancari vola Mediobanca (+2,7%), mentre gli altri titoli del comparto sono in lieve calo.
                                                            

                                                                                                                                                        
Valute: dollaro prova a rimbalzare contro jpy

Tra le valute, forte recupero dell’euro/dollaro nel pomeriggio. Il cross è passato da 1,3080 a 1,3172, creando una figura di doppio massimo con i livelli di venerdì. Potrebbe essere il momento giusto per correggere su livelli ben più importanti ora. Il supporto psicologico rimane a 1,30 livello che dovrebbe essere testato prima di assistere a una ripartenza. Accelera anche il dollaro/jpy, salito ai massimi da una settimana a 78,93.
 

Macro: Usa, manifattura continua a contrarsi

Sul fronte macro, l’indice manifatturiero Empire State Manufacturing a settembre è sceso inaspettatamente a -10,41 punti dai -5,85 di agosto (-2 il consenso). Il dato, sebbene non abbiamo mosso particolarmente i mercati, non fa altro che valorizzare la decisione della Federal Reserve dello scorso giovedì di iniettare ulteriori 40 miliardi di dollari mensilmente sul mercato. Nel corso della settimana saranno ben più importanti i dati del comparto immobiliare, anche se difficilmente potrebbero impattare sul sentiment degli operatori dopo l’azione della Fed della scorsa settimana.
 

Titoli di Stato: Spagna al test dei mercati

Sul fronte governativo, non ci sono state aste di rilievo quest’oggi. Domani il tesoro spagnolo collocherà Letras a 12 e 18 mesi, mentre giovedì saranno emessi titoli a medio lungo termine fino a 4,5 miliardi. Non sono importi elevati e i rendimenti potrebbero ridursi ulteriormente rispetto alle recenti emissioni. Sarà importante notare la domanda dato che aleggia sui mercati il timore che il Paese possa andare incontro a un pieno salvataggio.
 

Commodity: mercato consolida recenti guadagni

Tra le commodity, prosegue debole l’oro questo pomeriggio. Il prezzo spot del metallo prezioso si mantiene sotto i 1.770 dollari/oncia, mentre il petrolio ha virato in positivo nel pomeriggio. Il Wti si colloca ora a 99,30 dollari/barile.
 
VINCENZO LONGO
Market Strategist