Focus

In verde gli indici statunitensi questo pomeriggio. Il Dow Jones Industrial Average guadagna lo 0,05%, il Nasdaq Composite fa segnare un +0,45% e l’S&P 500 un +0,25%. Anche in Europa positive le principali piazze azionarie. Il Dax di Francoforte ha archiviato le contrattazioni in crescita dell’1,08% , mentre il Cac di Parigi dello 0,80%. Ferme le negoziazioni nei mercati finanziari di Londra per la celebrazione del “Bank Holiday”. Nel Vecchio Continente i mercati sono stati trainati dalle positive attese degli investitori sulle prossime mosse da parte dell’istituto di Francoforte in merito alla risoluzione della crisi debitoria, nonostante i pareri negativi espressi nei giorni scorsi da parte della Bundesbank. Negli Stati Uniti sono da segnalare i forti acquisti su Apple (nuovi massimi storici) legati alla vittoria della battaglia giudiziaria nei confronti di Samsung. Il colosso tecnologico coreano dovrà, infatti, versare nelle casse dell’azienda della mela morsicata 1,05 miliardi di dollari per la violazione di alcuni brevetti.

 
Italia: Ftse Mib in leggero progresso

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso in crescita dello 0,89% a 15.013 punti. Tra i titoli migliori del FTSE Mib troviamo: Mediobanca +4,5%, Mediaset +3,8%, A2A +3,5%, Intesa Sanpaolo +3%. In controtendenza, invece, Pirelli & C (-0,4%), appesantita dal downgrade deciso da Kepler (raccomandazione portata da “buy” a “hold”).
                                                                                                                              

                                                                                     
Valute:  prosegue la fase di consolidamento per l’euro/dollaro

Tra le valute, prosegue la fase di consolidamento per il cambio euro/dollaro dopo il rally evidenziato nelle scorse settimane. La moneta unica è scambiata appena al di sopra di 1,25 contro il biglietto verde mantenendo vive le aspettative positive di breve termine. Discese fino alla trendline rialzista partita dai bottom di luglio (al momento in transito a 1,236) resterebbero, infatti, compatibili con l’ipotesi di un nuovo segmento rialzista in grado di allungare in direzione degli obiettivi a 1,26 e 1,27. L’eventuale cedimento di tale linea di tendenza di breve periodo potrebbe, invece, introdurre una possibile discesa fino a 1,224. Pausa di riflessione anche per l’euro/yen al momento a 98,50. Una perentoria vittoria al di sopra della media mobile a 100 periodi (ora a 98,95) e del top di agosto a 99,18, creerebbe i presupposti per un’ascesa verso i target a 101,63, picco del 21 giugno, e 102,77, 50% del ritracciamento di Fibonacci della flessione dai massimi annuali.
 

Macro: indice IFO di agosto inferiore alle attese

Sul fronte macro, due interessanti dati pubblicati nel Vecchio Continente. In Germania è stato comunicato che l’indice IFO, che misura il clima di fiducia delle imprese tedesche, ha evidenziato nel mese di agosto una flessione da 103,2 a 102,3 punti, risultando inferiore alle stime degli analisti fissate su un indice pari a 102,7 punti. L’indice IFO relativo alla situazione corrente si e’ attestato a 111,2 punti (previsioni degli economisti a 110,9 punti). quello relativo alle aspettative 94,2 punti (consensus 95 punti). In Spagna l’INE ha rivisto al ribasso la stima sul PIL 2011 dal +0,7% al +0,4% e del PIL 2010 dal -0,1% al -0,3%.
 

Titoli di Stato: spread btp/bund stabile sotto i 440 pb

Sul fronte governativo, c’e’ stata una sola asta di bond di particolare rilevanza. Il Tesoro tedesco ha, infatti, assegnato 1,975 miliardi di euro in bubill a 12 mesi con un rendimento medio che si e’ attestato al -0,0246%. Poco mosso il differenziale di rendimento tra il btp decennale italiano e il bund tedesco a 10 anni. Lo spread btp/bund risulta pari a 435 pb.
 

Commodity:  WTI scende a 95 dollari al barile

Tra le commodity, poche variazioni per l’oro che ha oscillato attorno a 1672 dollari l’oncia. Forte discesa per il petrolio nelle ultime ore di negoziazioni in Europa. Il WTI ha perso quasi 2,5 dollari al barile scendendo da 97,5 a 95 dollari al barile. La flessione del greggio e’ legata, in prevalenza, alla decisione di declassare il ciclone tropicale Isaac, che spaventava le raffinerie degli stati meridionali degli USA, da CAT 2 a CAT 1 (Scala Saffir-Simpson).
 
Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy