Focus

In calo i principali indici di New York nel primo giorno settimanale di negoziazioni dopo la chiusura di ieri per la celebrazione del Labour Day. Dopo qualche ora di contrattazioni a Wall Street il Dow Jones Industrial Average segna un ribasso dello 0,65%, lo S&P500 dello 0,50% e il Nasdaq Composite dello 0,42%. A pesare sulle piazze azionarie del paese a stelle e strisce è stato il deludente dato sul settore manifatturiero. In rosso anche i mercati europei. Il Ftse 100 di Londra ha archiviato le contrattazioni con una flessione dell’1,45%, il Dax di Francoforte dell’1,07% e il Cac 40 di Parigi dell’1,60%.  I listini del Vecchio Continente hanno risentito negativamente della decisione dell’agenzia di rating Moody’s di rivedere al ribasso l’outlook sulla Zona Euro da “stabile” a “negativo”. Intanto rimane elevata l’attesa tra gli investitori per il meeting del Consiglio Direttivo della BCE di giovedì, che potrebbe fornire ulteriori indicazioni sulle prossime mosse dell’istituto di Francoforte per risolvere la crisi debitoria europea. Riteniamo che il numero uno della BCE, Mario Draghi, aprirà le porte ad un prossimo taglio dei tassi d’interesse entro la fine dell’anno (dallo 0,75% allo 0,50%). Reputiamo, inoltre, che Draghi non abbia intenzione di svelare completamente il nuovo piano di azione della BCE in merito alla crisi debitoria, si dovrà attendere il 12 settembre dopo la decisione della corte costituzionale tedesca sull’ESM per avere un quadro generale sulle azioni dell’istituto di Francoforte.
 

Italia: FTSE Mib in ribasso

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato con un calo dello 0,29% a 15222 punti. Vendite sugli industriali (Fiat Industrial -2,34%, Impregilo -1,65%).
                                                                    

                                                                                                                                                
Valute: prese di beneficio sull’euro/dollaro

Fase di consolidamento per il cambio euro/dollaro dopo le precedenti sessioni positive. E’ stata la mancata rottura della resistenza a 1,2638 a rallentare la spinta rialzista evidenziata negli ultimi giorni. Sarà proprio una vittoria al di sopra di tale strategico riferimento, top della scorsa settimana, a creare i presupposti per un allungo in direzione degli obiettivi situati a 1,2690, picco di fine giugno. Sopra tale livello via libera verso obiettivi ben più ambiziosi situati a 1,2748, importante riferimento anche in ottica di medio termine. Flessioni fino a 1,2465 resterebbero, comunque, compatibili con le prospettive di crescita. Sotto 1,2465, dove al momento transita la media mobile a 100 giorni, si potrebbe assistere, invece, ad una possibile discesa fino alla trendline rialzista (ora a 1,2435) partita dai bottom di luglio.
 

Macro: deludente negli States l’indice ISM manifatturiero di agosto

Sul fronte macroeconomico negli Stati Uniti l’Institute for Supply Management ha comunicato che l’indice ISM manifatturiero, nel mese di agosto, ha evidenziato una flessione a 49,6 punti dai 49,8 punti del mese precedente. Il dato è risultato inferiore alle previsioni del consensus (50,0 punti). Inoltre e’ stato reso noto che la spesa per le costruzioni è scesa nel mese di luglio dello 0,9%, deludendo le attese degli economisti che avevano stimato un incremento pari allo 0,4%, in linea con il dato di giugno. Nella Zona Euro in mattinata Eurostat ha annunciato che l’indice grezzo dei prezzi alla produzione ha mostrato nel mese di luglio un incremento dello 0,4% su base mensile (consensus +0,2% m/m) e dell’1,8% su base annuale (consensus +1,6% a/a).
 

Titoli di Stato: spread btp/bund in calo a 428 pb

Poche aste rilevanti nella giornata odierna. In Grecia l’Agenzia del Tesoro ha collocato 1,137 miliardi di euro in bond semestrali, con un rendimento medio in discesa al 4,54% dal 4,68% dell’asta precedente (bid to cover ratio sceso all’1,95 dal 2,06). Intanto diminuiscono le tensioni sul debito italiano.  Il differenziale di rendimento tra il btp decennale del BelPaese e il bund tedesco con scadenza a 10 anni  è sceso a 428 pb dai 440 pb dell’apertura. Intanto in uno studio pubblicato da Banca d’Italia, 4 economisti hanno stimato che lo spread btp/bund dovrebbe essere di 200 pb circa basandosi solamente sui fondamentali.
 

Commodity: oro supera i 1700 dollari l’oncia poi arretra

Tra le commodity bene l’oro che dopo aver toccato un massimo intraday al di sopra dei 1700 dollari l’oncia e’ sceso a 1695 dollari l’oncia.  Seduta in calo per il petrolio che al momento si attesta a 95,50 dollari al barile.
 
FILIPPO A. DIODOVICH
Market Strategist of IG Markets Italy