Proseguono in moderato calo gli indici statunitensi questo pomeriggio dopo i brutti dati macro odierni. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,45%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -0,1% e l’S&P 500 un -0,4%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha fatto segnare un +1,06%, mentre il Dax di Francoforte ha registrato un +1,08% e il Cac di Parigi a +1,36%. Hanno resistito in positivo gli indici europei dopo l’incertezza di metà seduta. Sui mercati hanno pesato le dichiarazioni di Olanda e Finlandia sulle modalità di utilizzo dell’Esm. La nostra sensazione è che i mercati cerchino di dare seguito al rimbalzo in vista della decisione della Bce di giovedì che potrebbe con molta probabilità tagliare i tassi di 25 punti base. Particolarmente brutti i dati provenienti dagli Usa, che mostrano come la crisi non sta risparmiando neanche il Paese oltreoceano. Rimaniamo dell’idea che dopo la Bce anche la Fed potrebbe decidere di iniettare liquidità sul mercato se le condizioni sul mercato non miglioreranno.

Italia: Ftse Mib resiste in positivo

A Piazza Affari il Ftse Mib è salito dello 0,24% a 14.308 punti. Tra i bancari bene Monte dei Paschi che tenta il recupero con un buon +2,2%. Prese di profitto su Intesa SanPaolo e Unicredit che hanno chiuso entrambe a -1,4%. Bene anche Tenaris (+2%)e Prysmian (+2,64%).                                                                                                                                                                                                                     

Valute:  euro/usd, prevista volatilità in vista Bce e dati settimana

Tra le valute, amplia le perdite l’euro/dollaro nel pomeriggio in scia con l’andamento negativo degli indici Usa. Il cross si è portato stabilmente sotto 1,26, a 1,2580 dopo aver trascorso la mattinata in area 1,2630. Hanno inciso sul sentiment le dichiarazioni di alcuni esponenti olandesi e finlandesi sulle modalità di utilizzo dei fondi dell’Esm per l’acquisto di titoli di Stato sul mercato secondario. Il cambio potrebbe essere soggetto a volatilità nel corso della settimana in vista della Bce e dei dati sul mercato del lavoro statunitense. Il supporto importante rimane a 1,2550-1,2450 e la resistenza 1,27-1,2750. 

Macro: Ism, industria Usa accusa il colpo

Sul fronte macro, bruttissimo dato sull’Ism manifatturiero di giugno, sceso a 49,7 punti dai 53,3 di maggio e contro le attese di 52,5 punti. Si tratta del peggior dato da luglio 2009 e del primo ritorno alla contrazione degli ultimi tre anni. Precipitano i nuovi ordini. Le imprese iniziano a scontare la fine dei privilegi fiscali di fine anno e questo genera incertezza sugli investimenti. Anche gli Usa non scampano alla contrazione e questo denuncia come l’incertezza in Europa non stia risparmiando nessuno. Sensibile rialzo invece per la spesa per costruzioni, salita dello 0,9% m/m a maggio dal +0,6% del mese precedente (dato rivisto da +0,3%). Sul dato ha inciso una ripresa delle costruzioni privati e un calo di quelle pubbliche.

 Titoli di Stato: spread in calo a 420 pb

Sul fronte governativo, non ci sono state aste di rilievo questa mattina. In settimana le attenzioni si concentreranno sull’asta spagnola di giovedì, quando saranno collocati titoli a medio-lungo termine fino a 2 miliardi. Sarà la prima emissione dopo l’accordo di venerdì, pertanto sarà interessante notare come gli operatori avranno accolto la notizia. È lecito attendersi un calo dei tassi di interesse dopo i recenti massimi. Lo spread Btp-Bund si riduce a 420 pb in scia con il venire meno delle tensioni sulla periferia. 

Commodity: petrolio sostenuto dopo news Iran

Tra le commodity, torna a salire l’oro che si porta a 1.600 dollari/oncia dopo i dati Usa. Stabile invece il petrolio a 96 dollari/oncia nonostante la news circolata sul disegno di legge del Parlamento iraniano sul divieto di transito delle navi dirette verso i Paesi che hanno imposto l’embargo.