Proseguono contrastati gli indici statunitensi dopo i dati macro odierni e sulla scia delle notizie provenienti dall’Europa. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,21%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +0,73% e l’S&P 500 un +0,10%. Contrastate anche le principali piazze europee, con il Ftse 100 di Londra che ha terminato a -0,2%, il Dax di Francoforte a +0,39%, mentre il Cac di Parigi ha registrato un +0,44%. Gli indici hanno subito una brusca frenata nel primo pomeriggio in scia alla notizia pubblicata da Reuters secondo cui la Ue avrebbe intenzione di ritardare del tutto o in parte gli aiuti ad Atene fino ad aprile. È stata una doccia fredda per i mercati che si attendevano una risoluzione della vicende nel brevissimo termine viste anche le scadenze di marzo (14,5 mld euro). Riteniamo che se le voci dovessero trovare fondamento, potrebbero diventare sempre più realistica la possibilità di un default disordinato della Grecia. Riteniamo che a questo punto la decisione più verosimile da parte della Ue sia quella di intervenire con una prima tranche per far fronte ai 14 miliardi in scadenza a marzo e le successive solo ad elezioni concluse. Per questa sera attese le minute del Fomc dell’incontro del 25 gennaio.

Italia: Mps in luce dopo uscita Fondazione

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso le contrattazioni a +0,41% a 16.513 punti. Deciso rialzo per i bancari, con Monte dei Paschi di Siena che ha terminato a +10,55% dopo la notizia della cessione della quota del 15% da parte della Fondazione che controlla la banca senese. Ancora in luce Fondiaria-Sai (+5,52%) dopo che Palladio ha avviato un patto di consultazione con Sator che insieme detengono l’8% dell’istituto assicurativo, la cui capitalizzazione di mercato è di circa 660 milioni di euro. Su questo fronte sale del 2% Unipol che ha avviato un piano per la fusione con Fondiaria Sai che prevede tra l’altro l’aumento di capitale di Premafin e Milano Assicurazioni (+10%). In calo A2a (-1,26%) che dopo la scomparsa di Zuccoli deciderà sul suo successore.

Valute: euro/dollaro perde forza

Tra le valute, brutta inversione di tendenza per l’euro/dollaro nel primo pomeriggio dopo la notizia diffusa da Reuters. La moneta unica questa mattina era risalita a 1,3190 dopo i commenti del governatore della Banca centrale cinese (Pboc) di sostenere il piano di salvataggio dell’area euro. Ora il cambio ha aggiornato i nuovi minimi dal 6 febbraio a 1,3060. La sensazione è che l’euro dopo il massimo dello scorso giovedì abbia perso gradualmente forza. I livelli importanti si collocano a 1,3030 e poi 1,2980. Al di sotto di quest’ultimo sarebbe difficile pensare a un ritorno ai massimi della scorsa settimana. Cambia rotta anche il cross dollaro/yen nel pomeriggio in scia ai dati Usa sotto le attese e alle voci sulla Grecia. Il cambio è stato per tutta la mattinata in area 78,40-78,60 per poi virare in negativo e si attesta ora a 78,25. Sarà necessaria la tenuta dei 78,20 per evitare la perdita di spinta rialzista.

Macro: produzione industriale Usa delude le attese

Sul fronte macro, la produzione industriale in Usa a gennaio ha mostrato una variazione nulla rispetto a dicembre, il cui dato è stato rivisto a +1% da +0,4%. Deciso miglioramento per l’indice manifatturiero Empire della Fed di New York, salito a 19,53 punti dai 13,4 di gennaio. Migliora anche l’indice del mercato immobiliare di febbraio salito a 29 punti dai 25 di gennaio. I dati sono stati positivi, fatta eccezione per la produzione industriale che è rimasta sostenuta, ma comunque sotto le attese. In Europa il Pil della zona euro negli ultimi tre mesi del 2011 ha registrato un calo congiunturale dello 0,3% (-0,4%) da +0,1% del 3° trimestre (+0,7% a/a). Sul dato ha pesato il Pil tedesco che ha mostrato un calo congiunturale dello 0,2% (-0,3% le attese) e un rialzo tendenziale del 2% (da +1,8% atteso). Sorprende positivamente il dato sulla crescita della Francia (+0,2% t/t da -0,2% previsto) con un rialzo nel 4° trimestre dell’1,4% rispetto all’anno precedente. I dati sul Pil confermano il rallentamento generalizzato delle principali economie europee. In Italia il Pil degli ultimi tre mesi dell’anno si è contratto dello 0,7% t/t e dello 0,5% a/a. La contrazione tedesca era attesa visti i deludenti dati macro degli ultimi mesi del 2011. Come confermato anche dallo Zew di ieri, la principale economia della zona euro dovrebbe continuare a contrarsi anche nel primo trimestre del 2012. Bene il dato francese, anche se questo non esclude una contrazione per i primi mesi dell’anno. Male l’Italia che passa alla recessione tecnica dopo il calo del 3° trimestre. In Italia un ritorno alla crescita è possibile solo nel secondo semestre, visti i danni e i disagi causati dalle condizioni climatiche e dello sciopero dei trasporti di metà gennaio.

Titoli di Stato: spread Btp-Bund continua a salire 385 pb

Sul fronte governativo, forte rialzo per lo spread Btp-Bund dopo le notizie sulla Grecia, passato a 385 punti base dai 368 dell’apertura. A nulla sono servite le raccomandazioni del premier, Mario Monti, a Strasburgo davanti al Parlamento europeo. Il premier ha sottolineato che non ci saranno ulteriori riforme per il consolidamento del bilancio.

Commodity: nuovi timori sostengono l’oro, Iran tiene alto il petrolio

Tra le commodity, amplia i guadagni l’oro sulla scia dei nuovi timori sul default del Paese ellenico. Il cfd sul metallo giallo scambia ora a 1.732 dollari/oncia. Prosegue sostenuto anche il petrolio in scia alle voci sulla riduzione delle importazioni dall’Iran verso l’Europa e dopo la pubblicazione dei dati settimanali sulle scorte Usa, scese di 200 mila unità. Il cfd sul light crude è ora a 101.80 dollari/barile dopo aver toccato un nuovo massimo dal 12 gennaio a 102,50 dollari.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy