Focus
Proseguono contrastati gli indici statunitensi in una seduta priva di direzionalità. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,1%, il Nasdaq Composite lo 0,15% mentre l’S&P500 sale dello 0,15%. Seduta contrastata in Europa, con il Ftse 100 di Londra poco mosso, mentre il Dax di Francoforte ha registrato un -0,33% e il Cac di Parigi un -0,45%. Pochi gli spunti interessanti da Draghi in una conferenza stampa abbastanza noiosa. Decisione unanime sul mantenimento dei tassi allo 0,75% e graduale ripresa nel secondo semestre dell’anno, questo è bastato per far salire l’euro vs le altre valute. Nonostante tutto, riteniamo che le dichiarazioni odierne non escludono del tutto un taglio dei tassi nei prossimi mesi. La situazione congiunturale rimane critica nell’intera zona euro e questo potrebbe bastare per riportare incertezza nei prossimi mesi. Intanto il sentiment sul mercato inizia a lanciare qualche segnale di allarme dopo la folle corsa degli ultimi due mesi. Queste brusche inversioni di tendenza sul finale di seduta denotano una certa incertezza che potrebbe presto mutarsi in correzione sulle borse.

Italia: Ftse Mib rallenta nel finale, vola Mediaset
Rallenta la propria corsa Piazza Affari, con il Ftse Mib che ha terminato con un +0,7%, a quota 17.450 punti, lontano dai massimi di seduta a 17.570 punti. Tutto sommato è un rallentamento che ci può stare vista la performance dell’ultima settimana. Da segnalare il calo di Diasorin (-6,34%) e Atlantia (-3,54%). In gran spolvero Mediaset (+7,2%). Prosegue la corsa del titolo di Cologno Monzese dopo i minimi storici di un mese fa, nonostante il business rimanga ancora soggetto a pressioni.

Valute: euro in recupero su discorso Draghi, precipita il franco svizzero
Sul fronte valutario, in gran spolvero l’euro vs le altre valute dopo le dichiarazioni di Draghi di questo pomeriggio che hanno allontanato le prospettive di un taglio dei tassi. L’eur/usd è salito sopra 1,32 aprendo di fatto le possibilità di un ritorno a 1,33 nel breve. Bene anche l’euro/jpy che ha toccato i nuovi massimi da luglio 2011 a quota 116,65, avvicinandosi alla resistenza a 118. Da rilevare che la banca regionale svizzera Zuercher Kantonalbank (Zkb) ha fatto sapere di poter introdurre tassi di interesse negativi sui depositi in franchi svizzeri della clientela privata. La news incentiva quindi gli investitori immettere la liquidità in circolazione e riduce i flussi di investimenti in valuta elvetica. Rapidamente il franco svizzero si è deprezzato vs tutti i cross. L’Eur/Chf si è portato ai massimi da un mese, toccando quota 1,2130.

Macro: Usa, mercato del lavoro si sta stabilizzando
Sul fronte macro, le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione in Usa sono salite di 4.000 unità, raggiungendo quota 371.000. Sale anche la media mobile a 4 settimane a quota 365.750 unità. Il mercato del lavoro sembra aver raggiunto una certa stabilità nella ripresa come abbiamo visto anche dagli ultimi dati sui non farm payrolls. Domani le attenzioni si sposteranno sulla bilancia commerciale Usa di novembre e sui prezzi import-export che dovrebbero mostrare un certo rallentamento dopo il calo del petrolio negli ultimi mesi.

Titoli di Stato: aste brillanti, ma Madrid non è ancora fuori pericolo
Sul fronte governativo, esito brillante per le aste spagnole odierne. I tassi di rendimento sono scesi su tutte le scadenze con una domanda che è rimasta particolarmente sostenuta. Positiva anche l’asta Bot a 1 anno che ha visto i rendimenti scendere ai minimi dal 2010, anche se la domanda è stata lievemente inferiore dell’emissione precedente visto l’alto importo in emissione (8,5 mld euro). Non poteva iniziare meglio l’anno sul fronte governativo. I miglioramenti in corso sono frutto dell’allentamento delle tensioni sulla periferia dell’area euro. Madrid non è ancora fuori pericolo e ci sono ancora fattori che potrebbero minacciare seriamente la stabilità del Paese. Domani sono attese aste italiane a medio lungo termine di Btp e Cct fino a 5 miliardi di euro che potrebbero mostrare ancora un rallentamento dei tassi.

Commodity: petrolio ai massimi da settembre
Tra le commodity, deciso rialzo per oro e petrolio in una seduta che ha visto il biglietto verde perdere terreno vs le principali valute, fatta eccezione per lo yen. Il metallo prezioso si è portato ai massimi da una settimana a quota 1.676 dollari/oncia, mentre il Wti è risalito sopra i 94 dollari/oncia per la prima volta da settembre.

VINCENZO LONGO
Market Strategist