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Procedono in forte rialzo gli indici statunitensi questo pomeriggio in scia con il recupero dei lisitini europei. Il Dow Jones Industrial Average sale dell’1,8%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +2% e l’S&P 500 un +1,7%. In Europa chiusura in gran spolvero per il Ftse 100 di Londra che ha terminato a +2,1%, mentre il Dax di Francoforte ha terminato a +2,8% e il Cac di Parigi a +3,1%. Festeggiano i listini europei dopo l’incontro odierno della Bce. La Banca centrale ha mantenuto i tassi fermi allo 0,75%, ma gli investitori sono rimasti colpiti dalle parole di Draghi. Il numero uno dell’Istituto ha mantenuto fede alle aspettative rilasciando dettagli in merito al nuovo programma di acquisto titoli (Omt, Outright Monetary Transaction), i cui punti salienti sono: condizionalità, trasparenza, no limiti, no seniority del debito, piena sterilizzazione della quantità di moneta immessa in circolazione, e infine, indipendenza. Si tratta di un passo importante e deciso che ha segnato la definitiva rottura con la Germania. Non si è fatta attendere l’opposizione della Bundesbank al programma. Proprio Draghi ha fatto sapere che non c’è stata piena unanimità e solo un membro si è opposto al programma.Riteniamo che il movimento odierno sui mercati possa essere rappresentato come una peak all’interno di un rally rialzista che deve ora correggere per ripartire con decisione. Di elementi critici ce ne sono. A partire dal dato di domani sui non farm payrolls agli eventi della prossima settimana, in particolare Fomc, Corte costituzionale tedesca sull’Esm e infine Eurogruppo.

Italia: Ftse Mib ai massimi da aprile, ora target 16.000 pt

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato con un brillante 4,3% a 15.780 punti, ai massimi da inizio aprile. Ottima performance dei bancari, in scia con il rialzo dei Btp. Banca Popolare di Milano ha registrato un +11%, seguita da Banca Popolare dell’Emilia Romagna (+10%), Ubi (+9,1%) e Unicredit (+8,1%). Male Luxottica (-4,8%).
                                                                              

                                                                                                                                      
Valute: eur/usd dominato da forze opposte

Tra le valute, forte volatilità per l’euro/dollaro questo pomeriggio sul discorso di Draghi. Il cross, dopo aver aggiornato i nuovi massimi dal 2 luglio a 1,2652, si è presentato nuovamente al test del supporto a 1,2560, da cui sono ripartite nuovamente gli acquisti. La forza rialzista del cross sembra essere contrastata dai buoni dati Usa di oggi che spingono molti operatori ad acquistare dollari visto l’allontanarsi del QE della Fed. I supporti transitano per 1,2560 e 1,25, le resistenze per 1,2650 e 1,2690.
 

Macro: Usa, Ism e Adp allontanano QE

Sul fronte macro, ben oltre le attese gli importanti dati macro Usa di oggi. Le stime Adp sui nuovi posti di lavoro ad agosto hanno registrato un rialzo di 201.000 unità contro le 149.000 previste. Rivisto al rialzo anche il dato di luglio (a 173.000 da 163.000 unità). Bene anche le richieste di sussidi di disoccupazione, scese a 365.000 dalle 377.000 unità. A nostro avviso le figure odierne hanno creato le premesse per un ottimo dato sui non farm payrolls di domani. Se il comparto manifatturiero continua a lanciare segnali preoccupanti, lo stesso non si può dire del settore dei servizi. L’Ism non manifatturiero è salito ad agosto a 53,7 punti dai 52,6 del mese precedente (53 il consenso). I dati odierni potrebbero posticipare la decisione di quantitative easing della Fed a ottobre. In ogni caso l’intervento dovrebbe esserci viste le recenti dichiarazioni di Bernanke e l’attesa di un deciso rallentamento a cavallo tra il 2012 e al 2013 con il fiscal cliff.
 

Titoli di Stato: Italia, spread contenuto sarà importante per le prossime aste

Sul fronte governativo, esito positivo per l’asta spagnola di questa mattina, con rendimenti in netto calo e domanda sostenuta. Le parole di Draghi di questo pomeriggio continueranno a favorire l’irripidimento della curva delle scadenze, anche se la parte lunga potrebbe beneficiare del calo dei rendimenti a breve. Lo spread tra il Btp-Bund ha toccato i minimi da maggio scorso a 373 punti base dopo il discorso del numero uno della Bce. Intorno a questi livelli ci potrebbe essere una fase di consolidamento. Sarebbe importante, a nostro avviso, per un Paese come l’Italia arrivare agli appuntamenti (aste ingenti) di settembre-ottobre con livelli di rendimento contenuti.
 

Commodity: comparto vola dopo Draghi

Tra le commodity, forte rialzo dell’oro che, dopo la rottura della resistenza psicologica dei 1.700 dollari/oncia, ha proseguito la corsa arrivando ai massimi dall’11 marzo scorso a 1.714 dollari. La resistenza rimane ora sui 1.765 dollari, il principale ostacolo prima dell’arrivo a 1.790-1.800 dollari. Prosegue in rialzo anche il petrolio, con il Wti a 97 dollari/barile, in scia alla propensione al rischio presente sui mercati e al calo delle scorte in Usa (-7,4 milioni di barili la scorsa settimana).

VINCENZO LONGO
Market Strategist of IG Markets Italy