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Proseguono in lieve rialzo gli indici statunitensi dopo i dati odierni e in vista della deadline dello swap sul debito greco di questa sera. Il Dow Jones Industrial Average avanza dello 0,44%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +0,92% e l’S&P 500 un +0,80%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato le contrattazioni in rialzo dell’1,26%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto registrare una performance di +2,43% e il Cac di Parigi di +2,54%. Gli investitori sembrano anticipare un esito positivo nel processo di ristrutturazione del debito ellenico. Questa sera alle 21 scadrà il termine per operare lo swap con il debito in essere e domani mattina (ore 7) verranno rilasciati l’esito sull’adesione da parte dei privati. Secondo fonti governative elleniche il tasso di partecipazione si attesta al 75%. Il governo si augura un’adesione vicina al 90%, fattore che evita che vengano attivate le clausole di azione collettiva. Riteniamo che il processo possa concludersi con una partecipazione prossima al 90%, tale da non richiedere l’applicazione delle CACs. Nessuna novità di rilievo nella conferenza della Bce. Da rilevare solo che il presidente dell’Istituto, Mario Draghi, ha precisato che non c’è un piano B nel caso un Paese dovesse abbandonare l’area euro. Considerazione importante, a nostro avviso, poiché sottolinea che la stabilità della moneta unica resta ben salda.

Italia: Ftse Mib, secondo rimbalzo consecutivo dopo tonfo di martedì

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso le contrattazioni a +1,62% a 16.664 punti. In deciso calo Enel (-5,66%) dopo l’approvazione dei conti di oggi. A pesare sulla holding italiana è soprattutto la nuova politica di pay out, fissato al 40% dell’utile netto.  Bene tutti i bancari, che fanno segnare un rialzo superiore al 2%. Molto bene, Fiat (+6,2%) sulla scia dell’andamento di tutto il comparto automobilistico europeo. Marchionne da Ginevra, dove si sta svolgendo il salone dell’auto, ha fatto sapere che l’azienda italiana è alla ricerca di partner, soprattutto in Asia. Il titolo beneficia anche della promozione di Fiat Industrial (+4,48%) da parte di JP Morgan che ha alzato il target price a 9,2 euro. Rimbalza anche Finmeccanica (+3,36%) dopo i recenti cali. Ottimo spunti anche per Stm (+5,68%) e Impregilo (+8,76%).

 
Valute: euro recupera terreno in scia ottimismo swap greco

Tra le valute, prosegue in apprezzamento il cross euro/dollaro dopo la conferenza stampa del presidente della Bce, Mario Draghi.  Il numero uno dell’Istituto di Francoforte ha rivisto al ribasso le stime di crescita sull’intera area per il 2012 a +0,1% da +0,3% precedentemente stimato. Mentre sul 2013 il tasso di crescita è stato abbassato a +1,1% da +1,3%. Riviste al rialzo le stime sull’inflazione sull’anno in corso (al 2,4% dal 2%). Il cambio dopo aver toccato un massimo a 1,3274 è tornato sui livelli di questa mattina a 1,3255. La rottura al rialzo di 1,3220 fa si che questo livello resti ora il primo supporto, mentre il successivo passa per 1,3150. La resistenza statica si colloca a 1,33. Riduce lievemente i guadagni il dollaro statunitense contro lo yen dopo i dati macro odierni. Il cambio rimane in area 81,50, dopo essersi spinto ai massimi dal 5 marzo a quota 81,72. La resistenza passa proprio per i massimi di lunedì a 81,90, mentre il supporto passa per 81,00 e successivamente a 80,60.

Macro: deludono i jobless claims, cresce l’attesa per i non farm payrolls

Sul fronte macro, le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono salite di 8.000 unità, raggiungendo quota a 362.000. Il dato della scorsa settimana è stato rivisto al rialzo a 354.000 da 351.000. Si tratta del terzo rialzo consecutivo, nonostante il dato di ieri sulle stime dei nuovi posti di lavoro del settore privato dell’economia Usa abbia mostrato un rialzo in linea con le attese. Riteniamo che i dati anticipino un dato in linea con le attese sui non farm payrolls previsti per domani.

Titoli di Stato: spread torna ad allargarsi su parole Draghi, dopo minimo da 6 mesi

Sul fronte governativo, seduta altalenante per lo spread tra il Btp e il Bund, che dopo aver toccato i minimi da 6 mesi  a 292 punti base è tornato poco sopra i 300 pb sul discorso di Draghi.

Commodity: oro fallisce primo test 1.700 dollari/oncia

Tra le commodity, riduce il rialzo l’oro nel pomeriggio in scia con il deprezzamento del dollaro. Il metallo giallo scambia ora a 1.695 dollari/oncia, dopo essersi spinto poco sopra i 1.700 dollari a metà seduta. Azzera i guadagni della mattinata il petrolio questo pomeriggio sulla scia dello sgonfiamento delle borse mondiali. Il cfd sul light crude scende ora in prossimità di 106,40 dollari/barile, dopo aver toccato un massimo intraday a 107,16. Un supporto importante passa per 104,50 e subito 103,40. La resistenza più vicina resta a 107,40, mentre la successiva è a 109.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy