Focus

Proseguono contrastati gli indici statunitensi questo pomeriggio dopo l’ennesimo dato deludente sul mercato immobiliare. Il Dow Jones Industrial Average sale dello 0,16%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -0,21% e l’S&P 500 un +0,21%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato le contrattazioni a +0,08%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto registrare un +0,17% e il Cac di Parigi un +0,11%. Nonostante i volumi siano stati bassi, l’inversione di tendenza nell’ultima parte della seduta della settimana (dal pesante calo odierni) mostra come gli investitori non credano in un’inversione di tendenza del trend. La propensione al rischio rimane ancora solida nonostante i timori arrivati nel corso delle ultime sedute dell’ottava sul fronte della crescita globale. La prossima settimana ci saranno dati macro rilevanti. Da tenere sotto osservazione sarà anche l’appuntamento europeo a Bruxelles dove si discuterà sulla possibile fusione di fondi dei due meccanismi salva Stati (Esm-Efsf).

Italia: Ftse Mib inverte rotta e chiude in positivo

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in rialzo dello 0,21% a 16.485 punti. Chiusura in deciso rialzo per Mediolanum (+4,37%) dopo i conti di ieri e la decisione di Bank of America di confermare il giudizio a buy con Target price a 4,3 euro. Positiva anche Pirelli (+2,56%) dopo che Citigroup ha innalzato il target price a 10 euro. Deciso calo invece per Monte dei Paschi di Siena (-2,05%) in attesa di vedere come sarà dislocata la quota della fondazione in mano ai nuovi soci. Tenta il recupero Maire Tecnimont (+2,06%) dopo il tonfo di ieri. Forte rialzo per Buzzi Unicem (+4,45%) con volumi in forte crescita.

Valute: dollaro/yen ai minimi da 10 sedute

Tra le valute, seduta altalenante per l’euro/dollaro in scia con l’andamento degli indici azionari. Il cross dopo aver fallito questa mattina l’attacco a 1,33 si è mantenuto all’interno di range di oscillazione compreso tra 1,3220 e 1,3280. Continuiamo a vedere la parte bassa di questo canale come un’importante area di supporto. Il livello successivo di colloca a 1,3160, mentre la resistenza resta a 1,33. Terza seduta consecutiva di calo per il biglietto verde contro lo yen. Il cross dollaro/yen ha aggiornato il nuovo minimo dal 13 marzo scorso a 82,00. La resistenza rimane a 83,00 livello che ha provato a rompere senza successo nella notte, mentre l’eventuale rottura del supporto a 82 apre lo spazio ulteriori cali sino a 81,40.

Macro: ennesima delusione dai dati Usa

Sul fronte macro, oggi il dato sulle vendite di nuove unità abitative a febbraio ha mostrato un calo inatteso dell’1,6% (-5,4% a gennaio, +1,3% le attese), attestatesi a 313.000 unità. Si tratta del secondo calo consecutivo. Il dato chiude una settimana abbastanza deludente sul fronte immobiliare. Rimane solo il dato di lunedì sulle vendite di case in corso. Questa mattina in Francia l’indice di fiducia delle imprese di marzo ha mostrato un deciso miglioramento, salendo a 96 punti dai 93 di febbraio. In Italia buoni i dati sui consumi. Le vendite al dettaglio a gennaio hanno mostrato un rialzo congiunturale dello 0,7% da -0,8% di dicembre (dato rivisto). Migliora il dato tendenziale, attestatosi a -0,8% da -3,7% di dicembre.

Titoli di Stato: spread rientra dai massimi di giornata

Sul fronte governativo, si è ridotto lo spread tra il decennale italiano e quello tedesco questo pomeriggio in scia con il recupero azionario. Il differenziale si attesta ora a 317 punti base, al di sotto dai massimi di giornata a 333 pb.

Commodity: petrolio, spike rialzista dopo rumors su calo export iraniano

Tra le commodity, recupera terreno l’oro che sale ai massimi da inizio settimana a 1.665 dollari/oncia, proprio sul livello chiave la rottura del quale aprirebbe la strada a 1.685 dollari. Non riteniamo di poter escludere un ritorno delle quotazioni a 1.600 dollari. Forte spike rialzista per il petrolio nel pomeriggio dopo la notizia di Reuters secondo cui le esportazioni di greggio dall’Iran potrebbero ridursi di 300 mila barili a seguito delle sanzioni della Ue. Il prezzo sul light crude scambia a 107,30 dollari/oncia, dopo un massimo a 108,24 dopo la notizia e comunque ben lontano dai minimi intraday (105,16). Il supporto resta a 106,50 mentre la resistenza passa per 108,00.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy