Focus

Proseguono in rialzo gli indici statunitensi questo pomeriggio nonostante i dati macro deludenti. Il Dow Jones Industrial Average avanza dello 0,2%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +1,05% e l’S&P 500 un +0,25%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato a +0,5%, mentre il Dax di Francoforte ha registrato un +1% e il Cac di Parigi a +0,9%. È stata una seduta differente rispetto alle ultime, con gli indici che sono riusciti a tenere i guadagni dell’apertura. La Spagna è stata al centro dell’attenzione nella prima parte degli scambi dopo le dichiarazioni del ministro delle Finanze, Montoro, che ha fatto sapere che le casse dello Stato sono vuote e che senza aiuti si sarebbe andati incontro a un fallimento certo. Ha deluso particolarmente anche l’asta spagnola, che ha registrato un calo della domanda e un sensibile innalzamento dei rendimenti. Il recupero degli ultimi minuti sembra essere guidato dalle voci secondo cui l’Efsf potrebbe intervenire sul mercato primario e secondario per acquistare titoli di Stato iberici dopo la brutta asta. Domani l’attenzione si sposta sull’Eurogruppo, mentre questa sera le attenzioni degli operatori si concentreranno su Amd, Google e Microsoft.
 

Italia: Ftse Mib chiude sui massimi di seduta

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso in rialzo dello 0,53% a 13.666 punti. Tonfo di Telecom Italia (-7%) dopo che l’autorità brasiliana delle telecomunicazioni ha sospeso la vendita di nuovi contratti di telefonia mobile per alcuni operatori (tra cui una controllata della stessa società) in alcuni stati vista la bassa qualità dei servizi. Male anche Autogrill (-3,5%), nonostante la concessione per la gestione di alcuni ristoranti negli aeroporti di Istanbul e Dubai. Volano Banca Popolare di Milano e Banco Popolare che hanno terminato rispettivamente a +4,3% e a +3,6%.
                                                                                                                                     

                                                                               
Valute: yen continua ad apprezzarsi sia vs euro che vs dollaro

Tra le valute, lieve recupero dell’euro/usd dopo le perdite del pomeriggio. Il cross congestiona ora a 1,2250 e il supporto importante transita a 1,2220. I timori sulla Spagna, dopo l’asta deludente e le dichiarazioni del ministro delle finanze pesa sul mood degli operatori. Non accenna ad arrestarsi la corsa dello yen sia vs dollaro che vs euro con i cambi che si sono portati ai nuovi minimi da giugno. Riteniamo che l’avversione al rischio continui a sostenere gli acquisti sulla valuta nipponica.
 

Macro: dati deludenti non sufficienti a far muovere Fed

Sul fronte macro, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione la scorsa settimana sono salite a 386.000 unità, ben oltre il consenso che prevedeva un rialzo a 365.000 unità (da 350.000). Male anche le vendite di unità abitative esistenti che sono scese del 5,4% m/m a 4,37 milioni di unità annualizzato, contro le previsioni di un +1,5%. L’unico segnale positivo è il rialzo dei prezzi delle abitazioni, che sono saliti ai massimi degli ultimi due anni. Rialzo sotto le attese per l’indice manifatturiero della Fed di Philadelphia, a -12,9 punti dai -16,6 di giugno (-8 il consenso). Oggi abbiamo assistito a dei dati particolarmente deludenti, che però non sono sufficienti a far intervenire la Fed. Per domani non ci sono dati in agenda, mentre la prossima settimana ci saranno le prime stime sulla crescita del 2° trimestre.
 

Titoli di Stato: Spagna supera con difficoltà test mercato

Sul fronte governativo, asta particolarmente brutta quella spagnola di questa mattina. I rendimenti sono saliti su tutte le scadenze, mentre la domanda ha subito una forte contrazione rispetto alla precedente emissione soprattutto sul titolo 2014. L’esito sembra essere giustificato dall’attesa del voto del parlamento tedesco e dall’Eurogruppo di domani dove verranno decisi i dettagli sul prestito da 30 miliardi di euro.
 

Commodity: debolezza usd alimenta rally comparto

Tra le commodity, proseguono in deciso rialzo sia oro che petrolio nonostante i dati deludenti e in scia con l’indebolimento del biglietto verde. L’oro scambia a 1.585 dollari/oncia, mentre il Wti sta aggiornando i nuovi massimi da fine maggio a 91,8 dollari/barile.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy