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Proseguono in moderato calo gli indici statunitensi dopo i dati macro deludenti di oggi. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,35%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -0,11% e l’S&P 500 un -0,53%. In Europa chiusura contrastata per i listini azionari, con il Ftse 100 di Londra che ha terminato le contrattazioni a -1,08%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto registrare un -0,8% e il Cac di Parigi un +0,42%. Seduta a due facce per gli indici europei, che nelle prime ore della mattinata hanno resistito nonostante i dati macro deludenti sui Pmi europei. Gli investitori hanno dato via alle vendite solo verso metà seduta e hanno ampliato il calo dopo i dati Usa sul mercato del lavoro. Ci attendiamo che ci siano tutte le premesse per un dato non particolarmente sorprendente visti anche i risultati sui jobless claims. Intanto in Europa si diffondono i timori sulla tenuta del sistema bancario. Oggi il ministro dell’economia spagnolo ha dichiarato che il sistema bancario nazionale dovrebbe procedere alla cessione di asset e isolare gli asset tossici, in vista della creazione di una sorta di bad bank. Ci attendono ancora sedute di incertezza almeno per le prossime due settimane.

Italia: Ftse Mib ai minimi da una settimana, crollano i bancari

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in calo del 2,6% a 14.213 punti. Bene Luxottica (+4%) dopo la promozione di Bank of America- Merrill Lynch a buy da neutral con target price a 31,5 euro. Sempre dagli Usa (Goldman Sachs e Citigroup) arrivano le raccomandazioni positive per Stm che ha terminato a +0,7%. Deciso rialzo anche per Pirelli dopo i dati sulle immatricolazioni negli Usa di ieri. Crollano i bancari, con Ubi che ha chiuso a -7,13%, mentre Banca Popolare di Milano arretra del 5,29%.

Valute: dollaro recupera contro euro e sterlina

Tra le valute, tenta il recupero nel finale l’euro/dollaro dopo il tonfo di questo pomeriggio in scia ai dati macro odierni. In Europa la crisi non sembra placarsi e coinvolge anche la virtuosa Germania. I dati sui Pmi manifatturieri di aprile hanno mostrato un peggioramento del comparto in seguito al forte calo degli ordini. Peggiora anche la situazione occupazionale, con il tasso di disoccupazione dell’area euro salita ai massimi storici, al 10,9% a marzo. Sul recupero del dollaro agiscono anche le dichiarazioni dei falchi della Fed di ieri che hanno allontanato l’ipotesi di un quantitative easing spingendo gli operatori short sulla divisa statunitense a coprirsi. Il cross ha perso oltre una figura, passando dai massimi di 1,3240 a 1,3120, per recuperare ora 1,3160. Collochiamo il supporto odierno in area 1,31, e la resistenza a 1,3220. Per domani non ci attendiamo decisioni sul tasso di riferimento da parte della Bce quanto invece dichiarazioni da parte di Draghi in merito al programma di acquisto bond. Azzera i guadagni di questa notte il biglietto verde contro lo yen in scia ai dati deludenti sulla crescita dell’area euro e sul mercato del lavoro statunitense. Il cambio si attesta ora a 80,14, dopo aver testato la resistenza a 80,60 questa mattina, livello dove transita anche la media mobile a 200 periodi sul grafico orario. Ribadiamo la validità del supporto a 79,60 che coincide anche con i minimi di lunedì.

Macro: Adp e jobless claims aprono a rallentamento occupazione Usa

Sul fronte macro, deludono i dati Usa di questo pomeriggio. Le stime Adp sui nuovi posti di lavoro del settore privato dell’economia ad aprile hanno mostrato una crescita di 119.000 unità, ben al di sotto delle 175.000 previste. Rivisto anche il dato di marzo a 201.000 unità dalle 209.000 precedentemente stimate. Il dato odierno, insieme a quelli settimanali sulle richieste di sussidi di disoccupazione, lasciano prevedere un ulteriore rallentamento per i dati sui non farm payrolls che saranno pubblicati venerdì. Negativi anche gli ordini alle imprese per il mese di marzo (-1,5% su base mensile da +1,1% di febbraio).

Titoli di Stato: rendimento Bund al minimo storico

Sul fronte governativo, domani sono previste aste a medio termine in Spagna e in Francia. L’attenzione sarà concentrata sulle banche che faranno richiesta dei titoli iberici, dopo i timori sulla tenuta del sistema bancario del Paese. Intanto il Tesoro statunitense ha annunciato per la prossima settimana emissioni di T-note sul comparto a 3,10 e 30 anni fino a un massimo di 72 miliardi di dollari. Le recenti aste oltreoceano hanno comunque beneficiato della crisi europea, incontrando una buona domanda da parte degli investitori. Segnaliamo che i titoli tedeschi hanno registrato rendimenti al minimo storico all’1,61% sul decennale. La forte avversione al rischio tra gli operatori e l’incertezza sulla crisi dell’area euro sono tra le cause principali di questo movimento.

Commodity: scorte greggio Usa ai massimi da 21 anni

Tra le commodity, prosegue in moderato calo l’oro, con il prezzo spot a 1.652 dollari/barile. Ennesimo rialzo delle scorte di greggio in Usa, che la scorsa settimana si sono attestate ai massimi degli ultimi 21 anni, a 375,9 milioni di barili (+2,8 milioni). Invariate le riserve strategiche a 696 milioni di unità. Il Wti ha perso terreno, portandosi ora a quota 105 dollari/oncia, che si configura come supporto importante per non vedere violata la forza rialzista.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy