Focus

Proseguono in rialzo gli indici statunitensi questo pomeriggio dopo l’inizio spumeggiante della stagione delle trimestrali con Alcoa. Il Dow Jones Industrial Average avanza dello 0,76%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +1,12% e l’S&P 500 un +0,87%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato le contrattazioni a +0,74%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto registrare un +0,9% e il Cac di Parigi un +0,62%. Gli investitori sono tornati agli acquisti dopo il pesante sell off di ieri. Dopo un’accelerazione al rialzo a metà seduta gli indici europei hanno rallentato in chiusura. La sensazione è che gli investitori non abbiano piena fiducia sulla ripresa del trend rialzista. Riteniamo che sul sentiment continuino a pesare le tensioni sulla Spagna e più in generale il rallentamento dell’economia globale. Le attenzioni si concentrano sul Beige Book di questa sera, dove potrebbero esserci commenti ai recenti dati sul mercato del lavoro statunitense. A Wall Street corre Alcoa (+8%) dopo i conti sorprendentemente positivi di ieri, mentre Apple sale dello 0,7%, nonostante le voci che vedrebbero l’azienda citata in giudizio dal Dipartimento di Giustizia Usa per un’ipotesi di collusione con altre aziende sui prezzi degli e books.

Italia: Ftse Mib rimbalza anche se riduce i guadagni nel finale

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in rialzo dell’1,6% a 14.654 punti. Bene tutti i bancari, con Banca Popolare di Milano che ha chiuso con un guadagno prossimo al 6% e Intesa SanPaolo a +5,45%. Seguono Unicredit, Banco Popolare e Ubi. Unica nota stonata Monte dei Paschi di Siena (-0,83%) A sostenere i titoli del comparto dopo i recenti cali sono anche le raccomandazioni positive arrivate da Hsbc dopo 4 anni. In luce Saras (+2,67%%) dopo i timori sul blocco delle esportazioni in Iran verso l’Europa che fanno temere per un rialzo delle quotazioni del greggio e del conseguente margine di raffinazione. Sprofonda Nokia (-14,7%) dopo che l’azienda ha rivisto le stime sul 1 trimestre.

Valute: euro/dollaro prosegue in area 1,3050-1,3150

Tra le valute, lieve recupero per l’euro contro il dollaro oggi sulla scia del rimbalzo dei mercati azionari. Riteniamo che la forza relativa dell’euro rispetto al dollaro sia al momento giustificata dalle attese di un’espansione monetaria da parte della Fed dopo gli ultimi dati deludenti del mercato del lavoro. Il cross continua a rimanere nel range 1,3050-1,3150 da giovedì scorso. Continuiamo a mantenere il supporto a 1,3030-1,30, mentre la resistenza rimane collocata a 1,3150. Timido rialzo per il biglietto verde contro lo yen questo pomeriggio in scia con il ritorno della propensione al rischio tra gli investitori, anche se rimane una certa cautela in merito alla crisi europea. Il cambio oscilla ora intorno a 81,00, dopo esser rimbalzato questa mattina su 80,60. Una rottura di questo supporto apre lo spazio a 80,00, mentre la principale resistenza rimane 81,20.

Macro: prezzi import-export ancora anticipano accelerazione inflazione nei prossimi mesi

Sul fronte macro, i dati sui prezzi alle importazioni in Usa a marzo hanno mostrato un rialzo ben al di sopra delle attese (a +1,3% m/m da -0,1%, dato rivisto di febbraio). Balzano anche i prezzi alle esportazioni. Il principale contributo al rialzo deriva dal prezzo del greggio e dei beni alimentari che mettono pressioni alla crescita dei prezzi al consumo. In quest’ottica sarà importante guardare i dati che saranno pubblicati il prossimo venerdì negli Stati Uniti. Ci attendiamo che un’accelerazione dell’inflazione possa incrementare le incertezze sull’attuazione di un ulteriore quantitative easing da parte delle Fed.

Titoli di Stato:  asta tedesca mostra preferenze per la liquidità degli investitori e non fly to quality

Sul fronte governativo, questa mattina le aste Bot in Italia hanno registrato un deciso rialzo dei rendimenti, con il titolo a 1 anno che ha fatto segnare una crescita al 2,84% (massimo da metà dicembre) dall’1,4% dell’emissione precedente. A nostro avviso l’esito era abbastanza scontato dopo le tensioni delle ultime settimane che hanno portato lo spread Btp-Bund ai massimi dai primi di febbraio, sopra i 400 pb. Sempre oggi la Germania ha registrato rendimenti ai minimi storici sull’asta del decennale (all’1,77%) nonostante la domanda non sia stata sufficiente a coprire l’intera emissione (3,87 miliardi di euro contro i 5 miliardi previsti). La sensazione è che non si tratti di una vera e propria corsa verso i safe asset e gli investitori preferiscono rimanere liquidi per approfittare di una ripartenza dell’equity. Domani le attenzioni degli investitori si concentreranno sulle aste Btp, dove non si escludono sorprese in termini di tasso di interesse. Lo spread tra il Btp e il Bund è rimasto stabilmente sotto i 400 pb per tutta la seduta e si attesta ora a 381 pb.
                                                                                                                              

           
Commodity: petrolio, tensioni in Iran sostengono le quotazioni

Tra le commodity, rimane pressoché invariato l’oro a 1.658 dollari/oncia, dopo aver tentato un doppio test a 1.663 dollari questa mattina. Per oggi confermiamo il supporto a 1.630, mentre la resistenza rimane sui massimi intraday. Avanza dell’1% il petrolio a 102,15 dollari/barile, nonostante le scorte di petrolio in Usa la scorsa settimana hanno fatto registrare un rialzo di 2,8 milioni di barili, toccando i massimi da maggio dello scorso anno. Sull’oro nero pesano le tensioni geopolitiche in Iran dopo che una tv araba ha riportato che il Paese ha anticipato l’interruzione dell’esportazioni verso la Spagna e sarebbe pronta a fare lo stesso contro gli altri Paesi Ue.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy