Focus

Proseguono in timido rialzo gli indici statunitensi questo pomeriggio dopo i buoni dati macro sul mercato del lavoro. Il Dow Jones Industrial Average avanza dello 0,03%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +0,36% e l’S&P 500 un +0,18%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato le contrattazioni a +0,38%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto registrare un -0,04% e il Cac di Parigi un +0,19%. Gli indici europei hanno invertito la rotta nel pomeriggio sulla scia dei buoni dati Usa di questo pomeriggio. Gli investitori non sembrano però aver cambiato il proprio mood sulla crisi europea e l’avversione al rischio si sta facendo strada. Pesa l’incertezza che ruota attorno alla Spagna dopo la brutta asta di ieri e che oggi ha fatto della Francia la sua vittima. Sul Paese iberico il Fondo monetario internazionale ha dichiarato che si trova di fronte a “difficili” sfide. Ci attendiamo ancora qualche seduta di debolezza, soprattutto se iniziano a correggere i listini statunitensi.

Italia: Ftse Mib, ottimo recupero nel finale

A Piazza Affari il Ftse Mib ha recuperato il pesante calo della mattinata chiudendo a 15.216 punti (-0,2%). Pesante il calo dei finanziari, con Monte dei Paschi di Siena che ha terminato a -4,96% e Unicredit a -3,1%. Forte rialzo per Fiat (+3,7%) dopo la conferma dei target per il 2012. Ottimo balzo per Rcs (+20,9%), dopo gli scontri sul management del gruppo, che ha portato all’uscita di Della Valle dal patto di sindacato. Bene anche Ferragamo (+3,34%) dopo che JP Morgan ha alzato il target price a 15,6 euro. Ancora una chiusura positiva per Seat Pagine Gialle (+22%).

Valute: dollaro domani soggetto a pressioni in scia report del lavoro

Tra le valute, terza seduta consecutiva di deprezzamento per l’euro contro il dollaro. La moneta unica dopo un triplo massimo a 1,3380, ha invertito rotta e inizia a guardare sempre più da vicino l’1,30, attestandosi ora in una prima area di supporto a 1,3050. Confermiamo 1,30 come livello psicologico al ribasso e qualora i dati sul mercato del lavoro Usa di domani dovessero sorprendere positivamente non escludiamo un calo sotto questo livello. La prima resistenza rimane a 1,3150. Continua a mostrare una certa volatilità il cambio tra il biglietto verde e lo yen in scia alle notizie e ai timori che aleggiano sui mercati. Sul cross agiscono due forze opposte. Da un lato i buoni dati macro Usa, e in particolare quelli del mercato del lavoro usciti sinora, stanno alimentando gli acquisti di dollari dato che si allontanano le ipotesi di ulteriori immissioni di liquidità da parte della Fed. Dall’altro, le tensioni presenti sui mercati circa la crisi del debito spagnola spinge gli operatori ad acquistare yen. Il cambio ora si colloca a 82,30 e domani potrà essere soggetto a volatilità dopo la pubblicazione del report del lavoro negli Usa. Continuiamo a mantenere una view cautelativa sul cambio, con un supporto collocato in area 81,60, mentre la resistenza passa per 83,00.

Macro: attese positive per non farm payrolls

Sul fronte macro, le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione hanno mostrato un calo di 6.000 unità a 357.000 unità. Il dato letto congiuntamente con le stime Adp di ieri sul mese di marzo fanno ben sperare per il report sul mercato del lavoro e i non farm payrolls che verranno rilasciati domani. Dubbi arrivano anche dall’economia reale con i dati sulla produzione tedesca che ormai non nascondono le difficoltà di un’economia troppo legata con gli interessi della periferia. La produzione industriale a febbraio ha mostrato un calo dell’1,3% su base mensile (-0,5% atteso).

Titoli di Stato:  spread ai massimi da fine febbraio

Sul fronte governativo, pesano ancora i timori di ieri dell’asta spagnola. Oggi anche le emissioni francesi hanno registrato un rialzo, seppur lieve, dei tassi di interesse. Il rendimento del decennale si è attestato al 2,98% dal 2,91% di marzo. Lo spread Btp-Bund si è allargato oggi fino a toccare un massimo a 380 punti base.
                                                                                                              

                           
Commodity: sciopero orafi indiani peserà sul metallo giallo

Tra le commodity, recupera il petrolio dopo la chiusura ai minimi da 7 settimane di ieri. A pesare sull’oro nero nei giorni scorsi è l’avversione al rischio in scia ai timori sulla crisi del debito in Spagna. Il Nimex con consegna a maggio scambia a 102,8 dollari/barile dopo aver trovato supporto ieri a 101,1 dollari. Il supporto successivo è quello psicologico dei 100 dollari, mentre la resistenza passa per 104 dollari. Settimana all’insegna della debolezza per l’oro che si è portato ai minimi dal 10 gennaio dopo che nelle minute della Federal Reserve di martedì. Pesano anche le proteste da parte degli orafi in India, il primo Paese importatore al mondo del metallo giallo, per l’applicazione di una nuova tassa. Il prezzo del prezioso è a 1.629 dollari/oncia, al di sopra i minimi di ieri a 1.610 dollari. Riteniamo di poter collocare il supporto settimanale a 1.600-1.585 dollari, mentre i principali obiettivi rialzisti restano 1.663 e 1.685 dollari/oncia
 

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy