Focus

Proseguono in rialzo gli indici statunitensi dopo il buon dato sulla fiducia dei consumatori oltreoceano. Il Dow Jones Industrial Average sale dello 0,2%, mentre l’S&P500 segna un +0,5% e il Nasdaq Composite un +0,9%. Contrastati i listini europei con il FTSE100 di Londra che ha terminato con un rialzo dello 0,1%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto registrare un -0,4% e il Cac di Parigi un +0,65%. Il mood degli operatori è rimasto sottomesso per gran parte della seduta salvo poi recuperare dopo il dato sulla fiducia dei consumatori negli Usa, risultato migliore delle attese. Riteniamo che il recupero sia stato principalmente favorito dal pesante calo delle ultime due sedute, pertanto si tratterebbe di una reazione tecnica. La sensazione è che la correzione possa durare ancora qualche settimana. Intanto la Fed ha fatto sapere che Basilea III non entrerà in vigore nel Paese a stelle e strisce a gennaio 2013. Questo potrebbe allentare le pressioni sul comparto finanziario Usa finito sotto l’attenzione degli investitori dopo la conferma di Obama. Da rilevare il tonfo di Groupon dopo i conti inferiori alle attese. In Europa le attenzioni rimarranno concentrate sull’Eurogruppo di lunedì, dove dovrebbe arrivare il via libera alla tranche di aiuti alla Grecia. Secondo le ultime indiscrezioni, non è detto che si abbia il via libera definitivo proprio lunedì e questo potrebbe contribuire ad alimentare la correzione borsistica probabilmente.

 
Italia: Ftse Mib, su 15.000 punti forte reazione tecnica

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato a -0,1% a quota 15.180 punti. L’indice non ha tradito le attese, andando a colpire il supporto a 15.000 punti, minimo del 30 settembre scorso e dove passa il 38,2% del ritracciamento di Fibonacci, per poi reagire e recuperare quota. Non è detto però che il rimbalzo duri. La rottura del supporto sopra citato potrebbe portare verso 14.740 punti. Vola Finmeccanica (+6,3%) dopo i conti migliori delle attese. Bene anche Telecom Italia (+3,7%). Seconda seduta in calo per Autogrill (-2,75%) dopo la trimestrale deludente sul fronte dell’outlook.
                                                                                                                        

                                              
Valute: propensione al rischio alimenta acquisti sullo yen

Tra le valute, oscilla intorno all’1,27 l’euro/dollaro dopo aver toccato i nuovi minimi dal 7 settembre a 1,2690. Il supporto principale rimane collocato in un’area compresa tra 1,2620 e 1,2607. Possiamo ragionevolmente sostenere che se le tensioni sulla Grecia dovessero accentuarsi lunedì la moneta unica potrebbe raggiungere quei target già a inizio settimana. Forti acquisti sullo yen, con i cambi vs dollaro ed euro che sono scesi ai minimi da metà ottobre, salvo poi recuperare quota.La sensazione è che l’avversione al rischio stia creando le premesse per una correzione che potrebbe però presto assumere i toni di un’inversione di tendenza.

 
Macro: fiducia consumatori allenta pressioni su fiscal cliff

Sul fronte macro, bene il dato preliminare di novembre della fiducia dei consumatori redatta dall’Università del Michigan, salito a 84,9 punti dagli 82,6 di ottobre. La sensazione è che il dato ha un po’ allontanato le tensioni venute fuori dolo la conferma di Obama alla Casa Bianca in merito al fiscal cliff. Sul fronte inflazione, sono rimasti invariati i prezzi export su base mensile ad ottobre, mentre quelli import hanno mostrato un rialzo dello 0,5% su base congiunturale.

Titoli di Stato: attesa aste italiane Bot e Btp

Sul fronte governativo, rimane su livelli sostenuti (365 punti base) il differenziale tra Btp-Bund. La prossima settimana il Tesoro italiano andrà in asta martedì con Bot annuali fino a 6,5 miliardi di euro. Il giorno seguente sarà la volta di Btp a medio lungo termine. Se lo spread rimarrà su questi livelli probabilmente assisteremo a un rialzo dei tassi di interesse.
 

Commodity: oro ai massimi da 3 settimane

Tra le commodity, prosegue in timido rialzo l’oro, con il prezzo spot a 1.735 dollari/oncia, non lontano dai massimi delle ultime 3 settimane toccati in mattinata. Trading range per il petrolio, con il Wti che continua a scambiare in area 84-85,50 dollari/barile.

VINCENZO LONGO
Market Strategist