Focus

Proseguono in lieve rialzo gli indici statunitensi dopo la chiusura di ieri per il President’s Day e nonostante il calo dei listini europei. Il Dow Jones Industrial Average sale dello 0,3%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +0,32% e l’S&P 500 un +0,38%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato a -0,16%, il Dax di Francoforte a -0,48%, mentre il Cac di Parigi ha registrato un -0,21%. Le prese di beneficio da parte degli operatori sono state limitate all’indomani dell’accordo sul piano di aiuti alla Grecia da 130 miliardi approvato nella notte. L’accordo ha evitato che Atene cadesse in un default disordinato, ma le sfide più importanti per il Paese ellenico rimangono nel futuro a partire dall’obiettivo di raggiungere un rapporto debito/Pil nel 2020 del 120,5% a quello di passare ad un avanzo di bilancio primario dal 2014. Riteniamo che l’impegno che la Grecia ha preso è molto ottimistico, visto che l’economia nel 2011 si è contratta del 7% e visti i tagli operati dal governo. Gli investitori sembrano voler attendere ancora qualche seduta prima di dare avvio alla correzione. L’obiettivo più prossimo sarà allora Ltro della prossima settimana. È probabile che sino a quel momento assisteremo a timidi rialzi o a modeste prese di profitto.

Italia: Fondiaria e Maire Tecnimont sugli scudi

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso le contrattazioni a -0,08% a 16.710 punti. Confermiamo la view secondo cui il listino possa andare a testare entro una settimana i massimi verso 17.000 punti in vista della Ltro della Bce. Contrastati i bancari, con Unicredit che ha chiuso a -1,3% e Monte Paschi di Siena che ha guadagnato l’8,84% dopo le voci sulla possibile presidenza di Alessandro Profumo dopo Giuseppe Mussari. In luce Maire Tecnimont (+9,82%)  dopo aver ricevuto una commessa da 145 milioni di dollari dal Brasile e dall’Arabia Saudita. In calo Fondiaria Sai (-6,43%) dopo la lunga corsa dell’ultimo mese. Torna ad accelerare Finmeccanica (+11,76%) dopo aver preso fiato ieri e il forte rally di venerdì scorso.

Valute: euro/dollaro verso 1,33

Tra le valute, seduta volatile per l’euro contro il dollaro con la moneta unica ha sostanzialmente recuperato i livelli di ieri e questo segnala che la notizia era scontata. Il cross ha testato due volte 1,32, con una breve escursione in area 1,3187, e si colloca ora a 1,3270. Il supporto passa proprio per 1,3180-1,3200, mentre al rialzo il livello più importante passa per 1,3290. Non escludiamo un ritorno sopra 1,33 nelle prossime sedute in scia alla propensione al rischio degli investitori ed eventuali newsflow sullo swap del debito da parte del settore privato. Pressoché invariato il biglietto verde contro lo yen nel corso della seduta odierna. Dopo il poderoso rally avviato da inizio febbraio gli investitori sembrano prendere profitto in attesa di nuove notizie che possano sostenere il trend rialzista. Riteniamo che il cross possa continuare a consolidare in quest’area sotto a 80,00 anche nelle prossime sedute. Il cambio è ora a 79,60 e il primo supporto passa a 79,40, mentre il successivo è a 78,80. La resistenza psicologica si colloca a 80,00.

Macro: domani attesi Pmi e dati macro Usa

Sul fronte macro, anche per oggi non ci sono dati macro di rilievo. In Usa il dato sull’attività economica della Fed di Chicago a gennaio si è attestato a 0,22 punti dai 0,54 di dicembre (dato rivisto). All’interno contributo positivo per la componente occupazionale e per quella delle scorte, rallenta invece quella sulla produzione. In calo la sottovoce dei consumi. Domani negli Stati Uniti sarà pubblicato il dato sulla vendita delle case esistenti di gennaio, mentre in Europa saranno rilasciati i Pmi preliminari di febbraio del comparto manifatturiero e dei servizi.

Titoli di Stato: forte interesse per asta 6 mesi spagnola dipeso dall’ammontare basso

Sul fronte governativo, esito positivo per le aste spagnole a brevissimo termine di oggi, dove il Tesoro ha collocato titoli a 3 e a 6 mesi per un totale di 2,5 miliardi di euro. Deciso calo dei tassi su entrambe le scadenze, mentre per il titolo a 6 mesi si è registrata una domanda pari a 10 volte l’offerta. Un esito non del tutto scontato anche se la scadenza a breve e il basso importo non rendono l’operazione molto significativa. Lo spread Btp-Bund si è mantenuto costante in area 345 punti base.

Commodity: oro verso il test di 1.765 dollari/oncia

Tra le commodity, l’oro ha accelerato nel pomeriggio salendo a 1.756 dollari/oncia dopo che questa mattina era uscito dal canale 1.715-1.740. Confermiamo che il prezioso potrebbe tornare a testare i massimi delle scorse settimane a 1.765 dollari/oncia. Prosegue stabile sopra i 105 dollari/barile il cfd sul light crude, in scia alle continue tensioni in Iran e dopo che l’ex presidente della libica National Oil Corp ha dichiarato in un’intervista che la Libia non sarà in grado di ripristinare la produzione di greggio ai livelli prima della guerra dello scorso anno prima della fine del 2013.
Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy