Focus

Proseguono in timido rialzo gli indici statunitensi questo pomeriggio dopo i dati macro. Il Dow Jones Industrial Average sale dello 0,22%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +0,5% e l’S&P 500 un +0,28%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato le contrattazioni a +1,39%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto registrare un +1,26% e il Cac di Parigi un +1,06%. Il sentiment di giornata non era positivo soprattutto dopo i Pmi europei, ma ancora una volta sono stati i dati provenienti oltre oceano a far invertire la rotta agli indici europei. Chiuso il trimestre con un rialzo record da 1998 (per gli indici Usa), i driver delle prossime settimane saranno le aspettative sulle decisioni di politica monetaria, gli appuntamenti elettorali e la tornata delle trimestrali. Domani saranno attese le minute del Fomc relative all’incontro di marzo e gli ordini all’industria di febbraio.

Italia: forte recupero nel finale per Unipol

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in calo dello 0,20% a 15.948 punti. Forte recupero nel finale per Unipol che ha chiuso a -1,75% dopo aver trascorso la mattinata in calo di circa 9 punti percentuali. Secondo il Sole 24 ORE l’Istituto assicurativo bolognese non condividerebbe la valutazione data da Premafin (-6,74%) su FondiariaSai (-3%) a 3,95 euro per azione lo scorso venerdì. Chiude in calo Fiat (-1,2%) in vista dei dati sulle immatricolazioni di marzo e dopo quelli deludenti francesi di questa mattina. Negativa anche Eems (-14,5%) dopo che oggi è stato pubblicato un report di Ernest & Young che lancia dubbi sulla continuità aziendale.

Valute: yen in gran spolvero contro euro e usd

Tra le valute, forte inversione di tendenza dell’euro/dollaro in scia ai deboli dati europei sui Pmi. Il cross si è allontanato per l’ennesima volta dai massimi 1,3380, portandosi sotto 1,33, a 1,3280, dove ha trovato temporaneo supporto. La resistenza odierna rimane collocata a 1,3380-1,34, mentre il supporto passa per 1,3260. Si rafforza lo yen contro le principali valute, con il cambio euro/yen che è sceso sino a 109,00 in calo di 2 figure dai massimi intraday. Il prossimo livello al ribasso rimane 108,50. Brusca frenata anche per il cambio dollaro/yen che passa ora per 82,10.

Macro: mercato del lavoro inizia a dare frutti, Ism manifatturiero sale a marzo

Sul fronte macro, ben oltre le attese è risultato l’Ism manifatturiero di marzo, salito a 53,4 punti dai 52,4 di febbraio (53 il consenso). Contributi positivi dai settori produttivi e quelli occupazionali, mentre sono risultati deboli i nuovi ordini e le esportazioni. Delude invece il dato sulla spesa per costruzioni, scesa a febbraio dell’1,1% m/m (da -0,1% m/m), a seguito del calo delle costruzioni pubbliche e quelle private non residenziali. Bene invece la parte delle costruzioni multifamiliari. Gli Usa confermano di avere una marcia in più rispetto all’Europa, dove oggi i dati sui Pmi manifatturieri di marzo e quelli sul mercato del lavoro di febbraio hanno mostrato una situazione ancora molto incerta e fragile che durerà nei prossimi 3-6 mesi.

Titoli di Stato:  spread Btp-Bund in lieve calo dai massimi di giornata

Sul fronte governativo,  in settimana il focus saranno le aste spagnole di mercoledì con scadenze 2015, 2016 e 2020 per un importo fino a 5 miliardi, mentre giovedì sarà la volta della Francia. Il vero focus rimane la Spagna dopo la presentazione della finanziaria lo scorso venerdì che prevede tagli per 27 miliardi di euro. Sarà interessante notare come il deciso rialzo dello spread delle ultime settimane impatti sui rendimenti del mercato primario. La scorsa settimana l’Italia è riuscita a ridurre i tassi nonostante l’allargamento dello spread sopra i 340 punti base. Oggi lo spread Btp-Bund si è allargato a 330 punti base dopo aver toccato i 319 in mattinata.
                                                                                   

                                                      
Commodity: forte rialzo per oro e petrolio dopo dato Usa

Tra le commodity, forte rialzo per l’oro e per il petrolio dopo i dati Usa di questo pomeriggio. Il prezzo spot sull’oro è salito a 1.680 dollari/oncia, mentre il light crude ha recuperato i 104,5 dollari/barile  dopo un minimi in prossimità di 102 dollari.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy