Focus

 
Proseguono in calo gli indici statunitensi dopo i nuovi timori sul rallentamento della ripresa globale. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,53%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -0,68% e l’S&P 500 un -0,46%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato le contrattazioni a -1,09%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto registrare un -1,3% e il Cac di Parigi un -1,32%. La crescita dei prezzi dei carburanti operata in Cina (la seconda in meno di 6 settimane), il calo della produzione di acciaio nel Paese asiatico confermato da Bhp Billiton e la revisione al ribasso delle stime sulla vendita di autoveicoli per il 2012 da parte dell’associazione di produttori di auto cinese sta alimentando la tensione su un possibile rallentamento dell’economia globale. Gli investitori hanno preferito prendere profitto vista anche la mancanza di dati macro rilevanti in Usa e in Europa.

Italia: Ftse Mib torna sotto 17.000, ma sarà temporaneo

 A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in calo dell’1,05% a 16.935 punti. Torna sotto i 17.000 punti il principale indice italiano anche se ci attendiamo che la chiusura sia solo temporanea. Chiusura in rosso di Fiat (-3,82%) in scia al calo generalizzato del comparto auto. A pesare sul settore sono i commenti provenienti dall’associazione di produttori di auto cinese (CAAM) che ha ridotto le stime sul 2012 (che prevedono una crescita delle vendite dell’8%) al di sotto del 5% a seguito della difficile situazione congiunturale dell’economica globale. In rialzo Terna (+1,58%) dopo la presentazione del piano industriale 2012-2016, con investimenti di 6 miliardi di euro. Cali diffusi intorno all’1% tra i bancari. Forte rialzo Premafin (+7,87%).

Valute: euro/dollaro tiene 1,3220

 
Tra le valute, recupera le perdite della mattinata l’euro contro il dollaro questo pomeriggio nonostante i timori sulla ripresa globale. Il cross è ritornato sopra 1,3240 dopo essere sceso temporaneamente questa mattina a 1,3170. L’Rsi mostra ancora che il cambio è lontano dall’ipercomprato e questo lascia spazio all’apprezzamento per la moneta unica. La principale resistenza resta collocata a 1,3260, i massimi toccati ieri, e successivamente a 1,33, mentre il supporto passa per 1,3170 e poi 1,31. Azzera tutti i guadagni odierni il dollaro statunitense contro lo yen dopo i dati contrastati sul mercato immobiliare Usa. Il cambio usd/yen ha toccato un massimo a 83,80, prima di cedere terreno e ritornare sui livelli dell’apertura a 83,40. Il supporto resta a 83,00, mentre la resistenza si colloca in area a 84,00-84,20, massimo toccato il 15 marzo scorso.

Macro: da mercato immobiliare Usa dati contrastati

 
Sul fronte macro, a febbraio le nuove licenze edilizie sono salite del 5,1% su base mensile, a quota 717 mila unità, da +1,6% di gennaio, mentre gli avvii di nuovi cantieri sono scesi dell’1,1% a 698 mila unità, da +3,7% di gennaio. Tra i dati sui nuovi cantieri bene soprattutto il dato sulle case multifamiliari, mentre il dato per le case unifamiliari ha registrato un calo quasi del 10%.

Titoli di Stato: spread Btp-Bund stabile in area 285 pb

 
Sul fronte governativo, non ci sono aste di rilievo oggi in agenda. Segnaliamo il buon esito delle aste spagnole a breve termine (12 e 18 mesi). In Italia prosegue il collocamento del Btp Italia, mentre lo spread tra il decennale italiano e quello tedesco è rimasto in area 285 punti base.

Commodity: cali diffusi dopo timori crescita cinese

 
Tra le commodity, cali diffusi tra le materie prime dopo i timori sul rallentamento cinese. L’oro ha testato nuovamente il supporto a 1.640 dollari/oncia per poi tornare a 1.654 nel pomeriggio. Vira in negativo e accelera al ribasso il petrolio in scia con l’andamento dei mercati finanziari. Il cfd sul light crude scambia a 106,50 dollari/barile, in calo dai livelli della mattinata, a 108 dollari. Il supporto resta a 106,00 dollari.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy