Focus

Proseguono in deciso calo gli indici statunitensi in scia con le borse europee. Il Dow Jones Industrial Average cede l’1,13%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -1,52% e l’S&P 500 un -1,15%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato le contrattazioni a -1,98%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto registrare un -3,41% e il Cac di Parigi un -2,97%. Inizio di settimana da dimenticare per le borse all’indomani della prima tornata elettorale in Francia. Gli investitori non sembrano guardare di buon occhio la possibile vittoria di Hollande nella corsa all’Eliseo. Il candidato infatti non sembrerebbe essere in linea con le linee di pensiero della Germania e chiede più flessibilità a livello di austerity e di politica monetaria, condizioni che vanno nella direzione opposta della linea dura di Berlino. Tensioni arrivano anche dall’Olanda, dove il premier Rutte e la sua coalizione hanno rassegnato le dimissioni questo pomeriggio dopo il mancato accordo sui tagli al deficit. Ci attendiamo ancora un paio di settimane di incertezza, verosimilmente sino al secondo turno elettorale del 6 maggio in Francia e delle amministrative in Germania (13 maggio). Sostegno ai mercati potrebbe arrivare dai dati di questa settimana e dal Fomc di mercoledì, quando Bernanke parlerà sullo scenario dei tassi e sull’economia Usa.

Italia: Ftse Mib crolla sotto 14.000

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in calo del 3,83% a 13.849 punti. Vista la chiusura odierna non escludiamo un ritorno a 13.600 e poi 13.100 punti. Pesante calo per tutti i bancari che cedono oltre il 5%, fatta eccezione per Mediobanca (-1,98%). Ottima chiusura per Saras (+4,53%) dopo che Bank of America ha promosso il titolo a buy da underperform. Contiene le perdite Telecom Italia (-1,16%), mentre tra le altre utility A2a ha perso il 5,09%.

Valute: yen, debolezza in vista BoJ e dati macro

Tra le valute, si deprezza l’euro contro il dollaro Usa nella seduta odierna sulla scia dell’avversione al rischio presente tra gli operatori. Il cross perde ora una figura dai livelli di chiusura di venerdì e si colloca a 1,3230, dopo uno spike ribassista a 1,31. Il supporto passa proprio per 1,31, mentre la resistenza si colloca a 1,32. Ci attendiamo che nella settimana il cambio sia soggetto a volatilità in scia agli appuntamenti importanti della prossima ottava. Si deprezza il biglietto verde contro lo yen in scia con il comportamento delle borse. Gli investitori sembrano non avere fiducia sulla ripresa mondiale e a tutto ciò si accompagna l’incertezza politica sull’Europa che potrebbe portare a un riassetto dei poteri all’interno dell’area euro. In settimana sarà importante ascoltare le parole di Bernanke e guardare alle decisioni della Banca centrale giapponese (BoJ) di venerdì. La scorsa settimana il governatore della BoJ ha fatto sapere che l’Istituto continuerà a portare avanti una politica monetaria espansiva. Il cross è precipitato da 81,80, massimo di venerdì, e ha trovato supporto temporaneo a 81,00, che rimane anche un livello importante per il resto della seduta. Ci attendiamo che il cambio possa tornare a salire nelle prossime sedute anche se l’avversione al rischio dovesse persistere sul mercato. Confermiamo invece 81,80-82,00 come livello di resistenza.

Macro: Pmi, Francia non risparmiata da recessione

Sul fronte macro, brutti dati dai Pmi dell’area euro. La stima flash di aprile mostra un peggioramento della contrazione per l’area Euro-17, con il dato composito che si è attestato a 47,4 punti dai 49,1 di marzo (49,3 atteso). Male sia il settore dei servizi che quello manifatturiero. Rimane a galla solo la Germania, con il dato composito a 50,9 punti, anche se il comparto manifatturiero ha registrato la peggior performance degli ultimi 33 mesi (46,3 punti). Si contrae anche la Francia, che vede la voce dei servizi precipitare sotto i 50 punti, raggiungendo i 46,8. La sensazione è che all’interno dell’area euro, solo la Germania può evitare di cadere nella recessione tecnica nel corso del 2012, mentre incrementano le possibilità che la Francia venga trascinata verso il basso dai Paesi periferici. Nella notte il Pmi manifatturiero cinese ha mostrato un rallentamento nella contrazione, con il dato salito a 49,1 punti dai 48,3 di marzo.

 
Titoli di Stato: domani attesi tassi in rialzo su aste italiane

Sul fronte governativo, domani l’attenzione sarà sui Ctz e sui Btp indicizzati all’inflazione fino a un massimo di 3,5 miliardi di euro, mentre giovedì sarà la volta di Bot a 6 mesi per un massimo di 8,5 miliardi di euro. Lo spread tra il decennale italiano e quello tedesco oggi è schizzato a 418 punti base dai 390 di venerdì. Ci attendiamo un timido rialzo dei tassi per le aste di domani, mentre la domanda non dovrebbe preoccupare vista il basso ammontare in asta. Sale ai massimi dal 2009 anche il differenziale tra i governativi olandesi e tedeschi in scia alle tensioni che si stanno concentrando sul Paese dopo le dimissioni del governo.
 

Commodity: petrolio e oro in calo in scia borse

Tra le commodity, precipita l’oro in scia con l’intero comparto. Sul metallo prezioso è sceso ora a 1.630 dollari/oncia, dopo un test a 1.625 dollari. Male anche il petrolio, che è sceso a 102 dollari/barile ai minimi dall’11 aprile scorso.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy