Focus

Proseguono in lieve rialzo gli indici statunitensi dopo i buoni dati macro odierni. Il Dow Jones Industrial Average avanza dello 0,3%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +0,61% e l’S&P 500 un +0,58%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato le contrattazioni in rialzo dello 0,58%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto registrare una performance di +1,02% e il Cac di Parigi di +0,42%. Gli investitori europei hanno incrementato gli acquisti questo pomeriggio dopo che i dati sull’occupazione Usa di febbraio hanno mostrato che l’economia a febbraio ha continuato a creare posti di lavoro per il terzo mese consecutivo. I dati odierni potrebbero alimentare la corsa dei mercati azionari per le prossime sedute. Intanto sul fronte Grecia, l’esito dello swap ha ricevuto il plauso dell’Europa, che ha spostato a lunedì la decisione sul pacchetto di aiuti da 130 miliardi di euro, precisando che Atene ha soddisfatto tutti i requisiti richiesti.

Italia: Ftse Mib, bancari frenano la corsa (-0,94%)

Fa eccezione Piazza Affari, con il Ftse Mib che ha chiuso le contrattazioni in deciso calo (-0,94%) a quota 16.507 punti. Gli investitori hanno preferito prendere profitto sul nostro Paese, visto che i principali si sono registrati sui titoli bancari. Monte dei Paschi ha terminato in calo del 5,15%. Male anche Banco Popolare, Banca Popolare di Milano e Mediobanca, tutte in rosso poco più del 3,5%. Più contenute le prese di profitto su Fiat (-1,5%). Chiusure positive per Geox (+3,51%) e Lottomatica (+5,4%) dopo i conti migliori della attese.

 
Valute: dollaro recupera su allontanamento QE della Fed

Tra le valute, l’euro perde terreno oggi dopo i dati Usa sui non farm payrolls di febbraio. Gli investitori erano rimasti indifferenti questa mattina in scia ai risultati sullo swap del debito greco. Il tasso di adesione si è attestato all’85,8% e potrebbe salire al 95,7% in seguito all’attivazione delle clausole di azione collettiva CACs. È attesa per oggi la risposta dell’Isda sulla presenza o meno del credit event sui Cds. Il calo della moneta unica è arrivato questo pomeriggio dopo che i dati sul mercato del lavoro statunitensi di febbraio hanno allontanato le prospettive di un ulteriore quantitative easing da parte della Federal Reserve.  Il cambio ha perso oltre una figura, scendendo a quota 1,3105 da 1,3220 pochi minuti prima del dato. Il supporto si colloca a 1,3030-1,30. La resistenza resta a 1,3220. Deciso apprezzamento del biglietto verde anche contro lo yen sulla scia dei dati Usa. Il cambio ha rotto al rialzo la resistenza collocata a 82,00, aggiornando i nuovi massimi dal 27 aprile scorso a 82,40. La resistenza passa per 82,80, mentre il supporto resta a 81,60-81,50.

Macro: occupazione Usa sale per il 3 mese consecutivo

Sul fronte macro, i non farm payrolls di febbraio hanno evidenziato una crescita di 227.000 unità (206.000 le attese), con il tasso di disoccupazione che è rimasto fermo all’8,3%. Bene il contributo del settore privato (+233.000 unità). Il maggior contributo al dato è arrivato dal comparto dei servizi alle imprese (+82.000 unità). Crescono anche il numero degli occupati nel settore dell’assistenza sociale e dell’health care (+61.000 unità). Nel settore manifatturiero si è registrato un rialzo di lavoratori di 31.000 unità. Poco mossi i dati del comparto delle costruzioni, dopo due mesi consecutivi di crescita. Invariati anche i posti di lavoro nel settore pubblico. Rivisti anche i dati di dicembre (a 223.000 da 203.000) e quelli di gennaio (a 284.000 da 243.000). Bene anche la revisione al rialzo dei dati di dicembre e gennaio. Unica nota stonata restano il numero di disoccupati rimasti invariati a 12,8 milioni. Delude invece la bilancia commerciale che ha registrato un rialzo inatteso a 52,6 miliardi di dollari dai 50,4 di gennaio. Pesa la componente delle importazioni, dovuto al peso degli energetici.

Titoli di Stato: spread Btp Bund si allarga nel pomeriggio a 300 pb

Sul fronte governativo, non ci sono aste di rilievo oggi. Lo spread tra Btp e Bund torna a salire poco sopra i 300 pb dopo aver toccato i minimi da fine agosto a 291 punti base questa mattina.

Commodity: volatilità per oro e petrolio

Tra le commodity, forte volatilità per l’oro dopo i dati Usa, con il prezzo spot che rimbalza su 1.680 dollari/oncia e risale a 1.710 dollari. La propensione al rischio ha spinto al rialzo anche il prezzo del petrolio. Il cfd sul light crude è salito a 108 dollaro/barile. Il prossimo livello al rialzo è a 108,50 e subito 109, mentre il supporto si colloca a 107,00 dollari.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy