Focus

Proseguono in moderato calo gli indici statunitensi questo pomeriggio nonostante il tonfo delle borse europee. Il Dow Jones Industrial Average perde lo 0,7%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -0,75% e l’S&P 500 un -0,5%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato a -1,1%, mentre il Dax di Francoforte ha registrato un -1,9% e il Cac di Parigi a -2,15%. Va a fuoco Madrid (-5,8%). Bruttissima accelerazione ribassista per gli indici europei a metà seduta dopo l’approvazione degli aiuti alla Spagna da 30 miliardi di euro. Riteniamo che una parte del calo sia giustificato dal sell on news, mentre un’altra buona parte sia imputabile alle nuove news flow sulla richiesta di aiuti da parte della regione di Valencia. Dal punto di vista tecnico, il rally avviato a inizio giugno può dirsi sfumato, con la rottura dei minimi precedenti. Andiamo incontro a un’estate torrida. Dovremo abituarci a questa volatilità almeno sino a settembre. L’Italia e la Spagna rimangono al centro dell’attenzione degli investitori. Vediamo delle sostanziali differenze tra i due Paesi. Se la Spagna ha le casse dello Stato ormai dissestate, l’Italia vede come principale minaccia la speculazione.

 
Italia: Ftse Mib brucia 500 punti in una sola seduta

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso a -4,4% a 13.065 punti. Bruttissima violazione ribassista per il principale indice italiano che ha rotto senza esitazione i 13.500 punti. L’area di supporto per evitare un ritorno sui minimi di giugno si colloca a 12.950-13.000. Crollo verticale per i finanziari, con le banche che hanno terminato con cali superiori al 7%. Generali ha perso quasi il 9%. Mentre Banca Popolare dell’Emilia Romagna ha registrato -9,9%. Male anche A2a (-6,2%).
                                                                                             

                                                                                                                       
Valute: euro precipita contro le altre valute

Tra le valute, precipita l’euro contro tutte le altre valute. Il cross euro/usd ha toccato i nuovi minimi da giugno 2010, a 1,2144, per poi ritornare in area 1,2160. Se lo sfondamento ribassista dovesse essere confermato il cambio si dirigerebbe direttamente verso 1,20, livello psicologico dove dovrebbe congestionare prima di proseguire la corsa verso i minimi del 2010, a 1,1875. Minimo anche per l’euro/jpy che ha toccato i 95,38, minimo dal novembre del 2000.
 

Macro: giornata povera di spunti macro

Sul fronte macro, il mercato non ha potuto beneficiare dell’ausilio di dati macro che potessero in qualche modo arginare il pesante tonfo.
 

Titoli di Stato: spread Btp-Bund ai massimi da inizio anno

Sul fronte governativo, brutta accelerazione dello spread tra i titoli dell’area periferica e il Bund. Il Bonos-Bund ha toccato i nuovi massimi storici oltre i 600 pb, mentre il differenziale Btp-Bund è salito a 504 pb. Situazione insostenibile per le casse dello Stato italiano. Riteniamo che se questo scenario dovesse prolungarsi il Paese sarebbe costretto a richiedere l’attivazione dello scudo antispread per non vedere vanificato l’impatto delle manovre correttive attuate da inizio anno.
 

Commodity: petrolio e oro in calo contenuto

Tra le commodity, timido calo per l’oro, con il prezzo spot che rimane a 1.578 dollari/oncia. Lieve calo per il petrolio, con il Wti a 91,60 dollari/barile. Il contenuto calo rispetto al mercato è giustificato dal fatto che le tensioni in medio oriente sostengono le quotazioni.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy