Focus

Proseguono in deciso calo gli indici statunitensi questo pomeriggio in scia con il tonfo delle borse europee. Il Dow Jones Industrial Average perde l’1,1%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -1,85% e l’S&P 500 un -1,3%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato a -2,1%, mentre il Dax di Francoforte ha registrato un -3,1% e il Cac di Parigi a -2,9%. È stata una seduta a doppia velocità con gli indici europei che hanno accelerato al ribasso nella seconda parte della giornata mentre i listini italiani e spagnoli hanno ridotto le perdite dopo i divieti allo short selling delle due Autorità di Vigilanza. I mercati rimangono comunque molto nervosi e la volatilità è salita ai massimi delle ultime settimane. Ci aspettiamo che solo qualche manovra di politica monetaria della Bce possa calmare i mercati, che rimangono assetati di liquidità come accade spesso in questi casi. Il continuo rallentamento dell’inflazione nell’area euro apre le possibilità per un ulteriore taglio dei tassi da parte dell’Istituto di Francoforte, che potrebbe esserci già nel corso del meeting del 2 agosto. Per l’Italia è necessario riportare lo spread sotto i 500 punti base, che rimane un livello critico, la cui permanenza prolungata vanificherebbe gli sforzi sinora effettuati dal governo.
 

Italia: Ftse Mib, tornata la volatilità

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso a -2,76% a 12.710 punti. Fortissima volatilità per i bancari che sono riusciti a recuperare gran parte delle perdite dopo diverse sospensioni al ribasso nel corso della seduta, complice alcuni livelli tecnici e il divieto allo short selling imposto dalla Consob. Banca Monte dei Paschi di Siena ha terminato a +4%, mentre Unicredit ha chiuso a -0,16%. Ancora forte calo per A2a (-6,2%), Fiat (-4,5%), Pirelli (-4,4%) e Telecom (-4,2%). Tra il lusso, tiene Tod’s (-1%), mentre scende Luxottica (-3,4%).
                                                                                                                  

                                                                                                  
Valute: euro, reazione tecnica nel finale di seduta

Tra le valute, recupera le perdite della notte e della mattinata l’euro sia contro dollaro che contro yen. Si tratta di un semplice movimento tecnico che certo non apre a un recupero definitivo. La moneta unica sarà ancora soggetta a pressioni ribassiste visti i timori persistenti sull’area euro. Il cambio eur/usd si porta stabilmente sopra 1,21 e la resistenza si colloca a 1,2160, mentre il cross eur/jpy ha agguantato 95,00 dopo un test a 94,30. Recupera terreno anche il cambio usd/jpy che ha trovato supporto su 78,00 e ha recuperato ora 78,45.
 

Macro: Area euro, peggiora la fiducia

Sul fronte macro, peggiora ancora la fiducia dei consumatori nell’area euro a luglio. L’indice si è attestato a -21,6 punti dai -19,8 di giugno, ben oltre le attese. Lieve recupero per l’indice manifatturiero della Fed di Chicago, salito a giugno a -0,15 punti dai -0,48 di maggio. I mercati stanno aspettando con ansia il più importante dato della settimana, ovvero la stima sul pil Usa del 2° trimestre che potrebbe essere un ulteriore elemento di valutazione per un QE3 da parte della Fed. Intanto per domani il focus saranno le stime preliminari sui Pmi dell’area euro. Ci aspettiamo un dato ancora in forte contrazione.

 
Titoli di Stato: Bonos 2-10 anni in forte riduzione

Sul fronte governativo, rimane forte l’avversione al rischio tra gli operatori, vista l’asta tedesca di questa mattina. L’attenzione degli investitori si concentra sull’emissione spagnola di domani quando il Paese andrà in asta con Letras a 3 e a 6 mesi fino a 3 miliardi di euro. I livelli record degli spread lasciano poco spazio all’ottimismo. I rendimenti dovrebbero salire, mentre la domanda non dovrebbe risultare così importante. Gli operatori si concentreranno sulla curva dei tassi di interesse per vederne l’andamento. Ricordiamo che il differenziale tra i Bonos 2-10 si è ridotto segnalando la tensione presente sui mercati. Male anche il differenziale tra Btp-Bund che si è allargato sino ai massimi da gennaio in area 520 punti base.
 

Commodity: oro in controtendenza

Tra le commodity, recupera le perdite l’oro in chiusura in Europa con il prezzo spot che si attesta a 1.574 dollari/oncia. Il metallo giallo sembra essere in parte sostenuto dagli acquisti degli operatori che cercano safe asset. Ampio calo per il petrolio, con  il Wti a 89 dollari/barile. I livelli successivi si collocano ora a 86 e 84 dollari.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy