Focus

Proseguono in moderato calo gli indici statunitensi in una seduta caratterizzata dalla mancanza di dati macro. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,55%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -0,58% e l’S&P 500 un -0,43%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato le contrattazioni a -0,38%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto registrare un -0,88% e il Cac di Parigi un -1,6%. Altra seduta di passione per gli indici europei che alternano chiusure brillanti a sedute in pesante calo. La volatilità sui mercati rimane molto elevata e il sentiment è particolarmente fragile. Gli investitori stanno letteralmente snobbando i buoni dati che arrivano dai conti delle società statunitensi. Il vero problema rimane l’Europa, e in particolare la Spagna. A nostro avvisto per ora i mercati non hanno fiducia delle manovre messe in atto dal premier Rajoy. Probabilmente i mercati vogliono che il problema della crisi del debito sia risolto una volta per tutte e un segnale importante potrebbe arrivare dal meeting di venerdì, dove i 20 Paesi più importanti del mondo si incontreranno a Washington. Ci attendiamo che venga preso in seria considerazione la possibile elargizione di maggiori fondi all’Fmi.

Italia: Abi lancia allarme su sofferenze

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in calo del 2,42% a 14.580 punti. Dopo il rapporto della Banca centrale spagnola di questa mattina, oggi anche l’Abi ha fatto sapere che le sofferenze in Italia sono salite a 107,6 miliardi di euro a febbraio (+16,5% su base annua). A nulla sono valse le raccomandazioni sulla solidità del nostro sistema bancario da parte del direttore del dipartimento monetario e mercati capitali del Fondo Monetario Internazionale, Jose’ Vinals. Sull’indice italiano pesano i cali dei bancari, con Intesa SanPaolo e Banco Popolare che hanno terminato con perdite oltre il 5%. Tra gli industriali, male Fiat (-4,36%) e Finmeccanica (-5,2%). Forte calo per Fondiaria Sai (-10%) e Milano Assicurazioni (-6,6%).

Valute: euro/dollaro recupera 1,31 nel finale in Europa

Tra le valute, recupera nel finale di seduta in Europa l’euro/dollaro in scia con il recupero delle borse europee. Il cross si è riportato sopra 1,31 dopo aver trovato supporto in giornata a 1,3060. È necessario che il cambio tenga l’1,31 per riportare il cross in area 1,32. Tiene i guadagni della notte il biglietto verde contro lo yen, nonostante il ritorno dell’avversione al rischio sui mercati. La mancanza di dati negli Usa e in Europa non fornisce apparente motivo agli investitori di tornare ad acquistare dollari. Continua a fare eco la revisione al rialzo delle stime di crescita per la prima economia al mondo da parte del Fondo monetario internazionale. Il cross usd/yen si colloca ora a 81,3, dopo aver toccato un massimo a 81,60. Il supporto si colloca a 81,00, dove passa la trend line che unisce i minimi del 31 ottobre e i massimi del 25 gennaio. La resistenza statica si colloca a 81,80, il massimo del 10 aprile scorso. Forte apprezzamento per la sterlina contro la divisa statunitense questa mattina dopo le minute della Bank of England (BoE) e i dati macro migliori delle attese. Gli investitori hanno acquistato sterline sulla scia soprattutto delle minute della BoE, dove si è visto che nell’ultimo meeting di politica monetaria a votare a favore di un’ulteriore immissione di liquidità è stato solo un membro (Miles), rispetto alla volta precedente (2 membri dovish). Il cable sta testando ora la resistenza psicologica collocata a 1,60. Riteniamo di poter collocare il supporto per le prossime sedute a 1,59, mentre la resistenza rimane a 1,60 e successivamente a 1,6060.

Macro: mercato del lavoro Uk si allinea a recenti miglioramenti Pmi

Sul fronte macro, non ci sono stati dati macro di rilievo oggi in Usa e nell’area euro. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione a marzo si sono attestate a 3.600 unità (6 mila le attese) da 4.500 di febbraio. Scende anche il tasso di disoccupazione, all’8,3% dall’8,4% del mese precedente. Il mercato del lavoro britannico non aveva seguito lo stesso andamento dei dati macro che negli ultimi due mesi hanno sorpreso positivamente. Domani negli Usa le attenzioni si concentreranno sul l’indice Fed di Philadephia, sulle richieste di sussidi di disoccupazione e sulla vendita di abitazioni esistenti.

Titoli di Stato: cresce l’attesa per le aste spagnole di domani

Sul fronte governativo, gli investitori aspettano con ansia l’asta spagnola sui titoli a medio-lungo termine di domani. Ci attendiamo che i rendimenti salgano rispetto alla precedente emissione, anche se non nella misura delle recenti aste. Intanto oggi la Germania è riuscita a collocare titoli a 2 anni con un rendimento medio dello 0,14%, nuovo minimo storico. Buona anche la domanda da parte degli investitori. È un dato sorprendente se consideriamo i tassi sui Paesi periferici sulla stessa scadenza viaggiano sopra al 3%.

Commodity:  petrolio, scorte Usa continuano a crescere

Tra le commodity, prosegue in timido calo l’oro questo pomeriggio, con il prezzo spot sul prezioso a 1.648 dollari/oncia. Amplia le perdite il petrolio dopo la pubblicazione dei dati sulle scorte settimanali di greggio negli Usa, che hanno mostrato una crescita oltre le attese di 3,86 milioni di barili. Rimangono invariate le riserve strategiche a 696 milioni di barili. Il Wti scambia a 103,80 dollari/barile, lontano dai massimi di seduta a 104,50 dollari. La resistenza rimane a 105 dollari, mentre il supporto passa per 103 dollari.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy