Procedono in lieve calo gli indici statunitensi questo pomeriggio dopo i deboli dati macro odierni. Il Dow Jones Industrial Average perde lo 0,342%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -0,26% e l’S&P 500 un -0,3%. Chiusura contrastata in Europa in una seduta che ha visto l’assenza degli operatori inglesi per via delle festività in Gran Bretagna. Il Dax di Francoforte ha segnato un -1,05% e il Cac di Parigi a +0,14%. La seduta è stata caratterizzata dalla scarsità di volumi vista la chiusura di Londra. Gli investitori si sono concentrati più sulle tematiche legate alla crisi che ai dati macro. Dopo la smentita sul super piano di rilancio dell’intera area, oggi il portavoce della Commissione europea ha precisato che si sta lavorando per una road map per approfondire il tema dell’unione monetaria. Intanto il Commissario agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, ha dichiarato che la Ue sta pensando a una risoluzione per permettere all’Esm di ricapitalizzare direttamente le banche. Domani potremmo assistere a un lieve ritorno dei volumi visti i dati sui Pmi dei servizi e sull’Ism in Usa.

Italia: banche trainano Ftse Mib

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in rialzo dell’1,2% a 12.891 punti. Forte spunto dei bancari con Intesa San Paolo e Banco Popolare che avanzano di oltre 5 punti percentuali, mentre Ubi e con Unicredit  chiudono intorno al 4,5%. In calo Piaggio (-1,66%) e Geox (-1,17%). Resta indietro Fiat (+0,1%) dopo i recenti dati sulle immatricolazioni. Bene anche Generali (+2,2%) dopo gli sviluppi del weekend nel Cda straordinario. Tenta il recupero anche Mediaset (+2,8%).
                                                             

                                                                                                                      
Valute: euro/dollaro, in atto rimbalzo tecnico

Tra le valute, accelerazione nel pomeriggio per l’euro/dollaro che si è spinto sino al test della resistenza a 1,2500 dopo aver tenuto l’1,24 nella notte. Riteniamo che si sia trattato di un movimento tecnico dopo i pesanti cali sostenuto anche dalle aspettative espansive della Fed. Il trend rimane ribassista e il supporto principale passa per 1,24, mentre lo sfondamento al rialzo di 1,25 aprirebbe lo spazio a 1,2625. La scorsa settimana, secondo il Cftc, le posizioni speculative nette che miravano a un deprezzamento dell’euro/dollaro hanno toccato un nuovo record storico. Prosegue pressoché invariato il dollaro/yen a 78,30. Gli investitori non sembrano aver dato ascolto alle parole del governatore della Banca centrale nipponica (BoJ), Masaaki Shirakawa, di non voler intervenire per frenare l’apprezzamento dello yen. In settimana le attenzioni si concentreranno sul Beige Book e sull’audizione del numero uno della Federal Reserve, Ben Bernanke, davanti alla Commissione economica del Congresso alla luce dei recenti dati deludenti sul mercato del lavoro. Recupera una figura anche l’euro/yen dopo i pesanti cali.

Macro: attesi domani Pmi e Ism servizi maggio

Sul fronte macro, in Usa gli ordini all’industria ad aprile hanno fatto segnare un calo congiunturale dello 0,6% contro il -2,1% di marzo. Male soprattutto la componente legata ai beni capitali che sottolinea la particolare debolezza degli investimenti delle imprese. Questa mattina in Europa l’indice dei prezzi alla produzione ad aprile ha registrato una crescita tendenziale del 2,6% dal +3,3% di marzo. Dopo il rallentamento dell’inflazione, anche l’indice dei prezzi alla produzione inizia a decelerare in maniera vistosa. Tutto ciò favorisce il taglio dei tassi da parte della Bce. Domani l’attenzione degli operatori si concentrerà sui Pmi dei servizi dell’area euro e sull’Ism non manifatturiero di maggio negli Usa. Il mercato potrebbe essere particolarmente sensibile a eventuali dati negativi.

Titoli di Stato: Btp Italia non bisserà successo di marzo

Sul fronte governativo, è iniziato oggi il collocamento del Btp Italia destinato alla clientela retail e con un tasso di interesse indicizzato all’inflazione italiana. L’operazione, che dovrebbe terminare mercoledì, a nostro avviso, non bisserà il successo del primo collocamento (oltre 7 miliardi di euro), visto che il mercato è particolarmente saturo dopo le aste della scorsa settimana e il ritorno dei timori sui Paesi periferici. Intanto si registra un deciso restringimento per lo spread tra il Btp e il Bund a 440 punti base. A nostro avviso il vero focus della settimana saranno le aste del 7 giugno in Spagna sulle scadenze a medio-lungo termine. Ci aspettiamo una ripresa dei tassi di riferimento e una domanda solida, visto anche il basso ammontare in emissione (compreso tra 1-2 miliardi di euro).
 

Commodity: petrolio recupera lievemente terreno su deprezzamento dollaro

Tra le commodity, amplia le perdite nel pomeriggio l’oro, con il prezzo spot a 1.613 dollari/oncia, mentre il petrolio ha recuperato le perdite della notte portandosi a 83 dollari/barile, dopo il minimo a 81,20 dollari.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy