Focus

Proseguono in deciso rialzo gli indici statunitensi dopo i dati macro odierni e in attesa del Fomc. Il Dow Jones Industrial Average avanza dello 0,84%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +1% e l’S&P 500 un +0,83%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato le contrattazioni a +0,97%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto registrare un +1,35% e il Cac di Parigi un +1,72%. La propensione al rischio degli investitori ha trovato nuova linfa dai dati macro odierni. Lo Zew tedesco, seppur abbia mostrato che lo scenario attuale rimanga abbastanza fragile, in ottica prospettica si attende un recupero dell’economia a ritmi sostenuti. Positivi anche i dati sulle vendite al dettaglio statunitensi, anche se il maggior contributo sembra essere arrivato da una componente temporanea (vendita di carburanti). Gli indici azionari statunitensi si sono riportati ai massimi dell’ultima settimana ed è probabile che la forza di sottofondo del trend rialzista alimenti la corsa verso nuovi massimi. L’S&P 500 potrebbe vedere come target psicologico i 1.400 punti. Intanto per questa sera non ci attendiamo nessuna variazione dal Fomc in materia di tassi di riferimento. Ben più importante sarà il discorso di domani di Bernanke davanti alla comunità bancaria. Il numero uno della Federal Reserve potrebbe commentare i dati macro di venerdì e lasciar trasparire informazioni circa il piano di quantitative easing.

Italia: Ftse Mib tenta nuovo attacco ai 17.000 punti

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato gli scambi a 16.800 (+2,08%). Corrono tutti i bancari, fatta eccezione di Monte dei Paschi di Siena, che cede lo 0,42%. Unicredit, Intesa SanPaolo e Banco Popolare hanno chiuso le contrattazioni con un rialzo intorno al 4%. Ottimo spunto di Finmeccanica che ha chiuso con un brillante 6,36%, dopo i recenti cali. Recupera anche Enel (+1,57%).
 

Valute: euro/dollaro recupera terreno in finale di seduta

Tra le valute, forte volatilità per l’euro/dollaro, nonostante i dati macro odierni superiori alle attese. Il cambio dopo aver toccato i minimi dal 16 febbraio scorso a quota 1,3050, si è riportato sopra 1,31, a 1,3110, ben lontano dai massimi intraday (1,3193). La media mobile di breve periodo rimane comunque al di sotto di quella di lungo periodo e questo potrebbe segnalare un ulteriore calo per le prossime sedute. Il supporto statico principale resta a 1,30, mentre la resistenza si colloca a 1,3150 e 1,3220. In ogni caso ci attendiamo un ritorno delle quotazioni su 1,30-1,2975 in prossimità dei minimi di metà febbraio nelle prossime sedute, soprattutto se non dovesse dalla Fed non ci saranno novità sul QE3. Si mantiene vicino ai massimi di periodo il cambio dollaro/yen nella seduta odierna, nonostante la Banca centrale nipponica (BoJ) nella notte non abbia deciso per un ulteriore allentamento quantitativo. L’unica decisione presa è una linea di prestiti agevolati per i settori ad altra crescita per un ammontare di 2 mila miliardi di yen. Il cambio si attesta ora a 82,75, ai massimi dal 27 aprile scorso, dopo aver provato il test dei minimi delle ultime due sedute a 82,00. La resistenza rimane fissa a 82,80, mentre il supporto resta a 82. Riteniamo che gli investitori rimarranno in attesa delle parole del numero uno della Fed, Ben Bernanke di domani e se dovesse trapelare un ritardo nel QE 3 la divisa statunitense potrebbe riprendere il percorso al rialzo con obiettivo immediato a 83,50.

Macro: vendite al dettaglio Usa sostenute da spese per carburanti

Sul fronte macro, oggi le vendite al dettaglio Usa hanno mostrato un rialzo dell’1,1% su base mensile. Bene anche il dato che esclude la componente auto (+0,9% m/m). Sui dati continua a incidere però in maniera preponderante la vendita di carburanti (+3,3%). Salgono oltre le attese le scorte delle imprese a gennaio (+0,7% m/m, +0,5% atteso). Questa mattina in Germania l’indice Zew di marzo ha evidenziato un sensibile rialzo a 22,3 punti (5,4 a febbraio e 10 le attese). Delude la voce della situazione corrente (a 37,6 punti dai 40,3 del mese precedente), mentre sale oltre le attese parte delle aspettative dell’intera area euro (a 11 pt dai -8,1). Il dato, a nostro avviso, riesce a dare una corretta immagine di quella che è la situazione economia in Europa, con la situazione corrente che rimane fragile e soggetta a rischi, mentre in ottica prospettica (nei prossimi sei mesi) si intravedono segnali di miglioramento.

Titoli di Stato: domani attesa asta Btp

Sul fronte governativo, dopo il successo dell’asta odierna dei Bot, domani il Tesoro italiano tenterà il bis con le emissioni di Btp. Questa mattina il rendimento sul titolo a più breve scadenza (3 mesi) si è attestato allo 0,492% dall’1,9% dell’ultima asta. Netto calo anche per il rendimento sul titolo con scadenza a 1 anno (all’1,405% dal 2,23%).  Buona anche la domanda. Si riporta sotto i 310 punti base lo spread tra il Btp e il Bund, a 306 pb. In Usa questa sera è attesa l’asta sul T-note a 10 anni.

Commodity: oro ritorna a 1.700 dollari/oncia

Tra le commodity, forte rimbalzo dell’oro che a metà seduta ha testato i minimi di venerdì 1.683 dollari/oncia riportandosi poi in prossimità della soglia dei 1.700 dollari. Vira in positivo il petrolio in scia con l’andamento dei mercati azionari statunitensi. Il cfd sul light crude sale a 107,2 dollari/barile. Il supporto resta a 105,50, mentre la prossima resistenza passa per 107,50.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy