Focus

Proseguono in calo gli indici statunitensi questo pomeriggio in scia con l’andamento delle borse europee. Il Dow Jones Industrial Average perde lo 0,9%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -0,5% e l’S&P 500 un -0,45%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato a -0,45%, mentre il Dax di Francoforte ha registrato un -0,22% e il Cac di Parigi a -0,87%. Gli indici europei hanno accelerato sensibilmente al ribasso dopo l’apertura di Wall Street. Le borse di Milano e Madrid rimangono quelle più colpite dalle vendite in scia ai timori insistenti sulla periferia, dopo che altre regioni spagnole avrebbero fatto richiesta di aiuti al governo centrale. Ci aspettiamo che la volatilità rimanga su questi livelli sostenuti per tutto il resto della settimana. L’attenzione rimarrà concentrata sui dati del Pil Usa del 2° trimestre che daranno un’indicazione sulle decisioni di politica monetaria della Fed. Continuiamo a ribadire la necessità di intervento da parte della Bce per cercare di placare le tensioni sui mercati. Un primo dato in proposito ci sarà domani con l’Ifo tedesco.
 

Italia: Ftse Mib sotto minimi 2009

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso a -2,71% a 12.360 punti, al di sotto dei minimi del 2009. Ora l’area di supporto si colloca a 12.000 punti che rappresenta un livello psicologico importante. Male i bancari con Ubi, Mediobanca e Banca Popolare dell’Emilia Romagna che hanno terminato in calo di oltre 6 punti percentuali. Bene Pirelli (+5,6%).
                                                               

                                                                                                                                                     
Valute: eur/usd verso 1,20

Tra le valute, si riporta sotto 1,21 l’euro/dollaro questo pomeriggio in scia alla debolezza dei listini mondiali. La moneta unica potrebbe portarsi in area 1,20 se il dato sull’Ifo di domani dovesse deludere le attese degli operatori. Deboli anche i cambi euro/jpy e usd/jpy, in scia all’avversione al rischio presente sui mercati.
 

Macro: Ifo potrebbe deludere

Sul fronte macro, forte calo per l’indice manifatturiero della Fed di Richmond che a luglio ha registrato un calo a -17 punti dai -3 di giugno. Timido rialzo per i prezzi delle case rilevato dall’indice Fhfa a maggio. La crescita è stata dello 0,8% su base mensile e del 3,7% su base tendenziale. Il dato sembra confermare il modesto miglioramento del comparto immobiliare. Domani in Europa le attenzioni si concentreranno sull’Ifo tedesco di luglio che potrebbe confermarsi ancora in calo così come hanno anticipato i Pmi questa mattina.
 

Titoli di Stato: spread torna sui massimi di ieri

Sul fronte governativo, questa mattina il Tesoro spagnolo ha collocato poco più di 3 miliardi di titoli a 3 e a 6 mesi, con rendimenti in rialzo soprattutto sulla scadenza più lunga (al 3,95% dal 3,37%). La domanda è migliorata sensibilmente, soprattutto perché su questi rendimenti spingono molti operatori a entrare su questi mercati. Nel pomeriggio lo spread Btp-Bund ha ripreso ad allargarsi, salendo sino a 525 punti base, sui massimi di ieri. Ora il mercato si concentrerà sulle emissioni italiane di fine settimana, quando saranno collocati titoli a breve medio termine fino a 18 miliardi di euro.
 

Commodity: petrolio verso minimi di seduta

Tra le commodity, perde forza l’oro dopo uno spunto rialzista a metà seduta. Il prezzo spot rimane in area 1.575 dollari/oncia. Timido recupero per il petrolio che sale a 88,60 dollari/barile dopo aver aggiornato i minimi dallo scorso lunedì a 87,50 dollari.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy