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Proseguono in rosso gli indici statunitensi dopo i dati macro odierni. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,54%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -1% e l’S&P 500 un -0,47%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato le contrattazioni in calo dello 0,64%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto registrare una performance di -0,82% e il Cac di Parigi di -0,39%. Giornata all’insegna del segno meno per gli indici europei che a metà seduta hanno provato a invertire la rotta senza successo. Gli investitori hanno dato seguito alle vendite sulla scia delle notizie provenienti dalla Cina, sulla revisione del Pil sul 2012 (al 7,5% dall’8%) e in vista soprattutto degli importanti appuntamenti della settimana. Infatti l’8 marzo prossimo scadranno i termini sullo swap del debito. Secondo le ultime notizie dell’Istituto of International Finance (IIF), che ha portato avanti i negoziati tra il governo ellenico e il settore privato, 12 banche sarebbero pronte ad aderire al programma di swap. Riteniamo che il successo dell’operazione e quindi la concessione effettiva dei 130 miliardi di euro a sostegno del Paese ellenico saranno il punto centrale della questione. In proposito il ministro delle Finanze, Evangelos Venizelos, ha precisato che Atene è pronta a far scattare le clausole di azione collettiva se necessario. Attesa anche la conferenza di Mario Draghi dalla quale potrebbero risultare novità in merito a eventuali ulteriori misure da adottare nei prossimi mesi.

Italia: Ftse Mib riduce calo dopo aver toccato -1,4%

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso le contrattazioni a -0,68% a 16.787 punti. In calo i principali bancari, fatta eccezione per Monte dei Paschi di Siena (+0,28%). In rosso Finmeccanica (-2,9%) dopo che la società ha fatto sapere di rinviare il rilascio dei conti sul 2011. In calo anche Piaggio (-2,6%). Segnaliamo il forte rialzo di Seat Pagine Gialle (+39%), dopo che è stato raggiunto l’accordo con gli obbligazionisti per la ristrutturazione del debito.

Valute: euro/dollaro recupera livello chiave 1,3220

Tra le valute, recupera terreno l’euro contro il dollaro nel pomeriggio dopo una mattinata all’insegna della debolezza. Il cross è rimbalzato su 1,3160 (minimo dal 19 febbraio) e ora si attesta in area 1,3230. La resistenza odierna passa per 1,3280, mentre il supporto si colloca sui minimi di seduta a 1,3160. Riduce le perdite della mattinata il biglietto verde contro lo yen. Il forte deprezzamento della divisa statunitense è iniziato nella notte sulla scia dell’andamento negativo delle borse asiatiche, dopo la revisione al ribasso delle stime di Pechino sulla crescita del 2012. Dietro all’apprezzamento della valuta nipponica si nascondono anche gli acquisti della valuta locale da parte degli esportatori giapponesi in vista della chiusura dell’anno fiscale (fine marzo). Il cross ha testato il supporto collocato a 81,20  e ora sta recuperando quota a 81,45. La resistenza statica passa per 81,85-81,90, ovvero i massimi di periodo toccati lo scorso venerdì.

Macro: Ism non manifatturiero sorprende, male gli ordini all’industria

Sul fronte macro, l’Ism non manifatturiero di febbraio ha mostrato un inaspettato rialzo rialzo a 57,3 punti dai 56,8 di gennaio (56,1 le attese). A trainare il dato è stata la voce degli ordini e dell’occupazione. Male gli ordini all’industria che a gennaio hanno fatto segnare un calo congiunturale dell’1% da +1,4% (dato rivisto), derivante soprattutto dalla componente dei beni durevoli (-3,7%). In Europa l’indice Pmi composito dell’area euro a febbraio si è attestato a 49,3 punti, al di sotto della soglia dell’espansione (50 punti) e rispetto a gennaio (50,4 punti). Male la componente dei servizi (48,8 pt da 50,4). Tra i principali Paesi, rimangono poco sopra la soglia dell’espansione la Germania (53,2 pt) e la Francia (50,2 pt), mentre continua a contrarsi l’economia italiana (44,7) e quella spagnola (42,9). A livello settoriale, continuano a pesare il calo degli ordini (per il settimo mese consecutivo) e l’occupazione. I dati non fanno che confermare la nostra view secondo cui la recessione possa continuare per l’intera area euro nel primo e nel secondo trimestre, mentre il peggioramento dei Paesi periferici inizia a creare i timori che la ripresa del secondo semestre sia più lenta di quanto previsto. In Gran Bretagna il Pmi dei servizi, sempre a febbraio, ha mostrato un rallentamento a 53,8 punti dai 56 di gennaio. Si tratta del valore più basso degli ultimi 3 mesi. Migliora il dato sulla fiducia dei consumatori dell’area euro che a marzo sale a -8,2 punti dai -11,1 di febbraio (-5 atteso). Sempre nella zona euro a gennaio le vendite al dettaglio hanno mostrato un lieve rialzo congiunturale dello 0,3% rispetto a -0,1% atteso.

Titoli di Stato: Bce per 3 settimana consecutiva non acquista bond

Sul fronte governativo, non ci sono aste di rilievo nel corso della settimana. Recupera terreno lo spread tra il decennale italiano e quello tedesco a 310 punti base, dopo che questa mattina era salito a 316 punti base. La Bce ha fatto inoltre sapere che per la terza settimana  consecutiva non ha acquistato bond sul mercato secondario dei titoli governativi. Evidenziamo inoltre che i depositi overnight presso la Bce hanno fatto registrare un nuovo record storico a 820,8 miliardi di euro. Cresce l’attesa per l’appuntamento di politica monetaria di marzo della Bce, previsto per giovedì, dove Draghi potrebbe ammonire il sistema bancario in merito all’utilizzo dei fondi della Ltro.

Commodity: petrolio resta volatile in scia tensioni in Iran e forza dollaro

Tra le commodity, prosegue in calo l’oro, con il prezzo spot che oscilla intorno ai 1.700 dollari/oncia. Sul metallo giallo stanno pesando sia la forza del dollaro sia la revisione delle stime di crescita della Cina, il secondo Paese importatore al mondo dopo l’India. Un primo supporto si colloca a 1.685 dollari. Deciso calo del petrolio in scia con l’andamento dei mercati azionari. Il cfd sul light crude scambia intorno a 106,4 dollari/barile, dopo aver oscillato tra i 105,50 e i 107,50 dollari nel corso della seduta. Sono diverse sedute ormani che l’oro nero mostra una certa volatilità, dato che insistono oltre alla propensione al rischio, anche le tensioni sull’Iran e fattori geopolitici mondiali.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy