Focus

Proseguono contrastati gli indici statunitensi dopo il rally di ieri in seguito al comunicato del Fomc. Il Dow Jones Industrial Average avanza dello 0,1%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -0,07% e l’S&P 500 un -0,15%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato le contrattazioni a -0,07%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto registrare un +1,22% e il Cac di Parigi un +0,51%. Gli indici hanno ridotto i guadagni dopo l’apertura di Wall Street, delusi anche dal nulla di fatto dall’audizione di Bernanke. Riteniamo che dopo il deciso rialzo di ieri, gli indici stiano prendendo fiato. Nell’audizione di oggi del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, non si sono avuti segnali precisi sul tema di quantitative easing. Molto più effetto ha suscitato il Fomc di ieri sera, dove nello statement rilasciato si legge che la ripresa rimane “moderata” (da “modesta”).

Italia: Ftse Mib fallisce attacco odierno ai 17.000 punti

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in rialzo dello 0,31% a 16.850 punti. L’indice italiano sembra allontanarsi dai 17.000 punti, fallendo così l’ulteriore attacco a questa resistenza, il cui sfondamento si sta mostrando più duro del previsto. Ci attendiamo che lo sfondamento possa avvenire entro questa settimana, soprattutto se dovesse trovare il sostegno degli indici mondiali. Bene tutti i bancari, fatta eccezione per Banca Popolare di Milano (-0,39%), nonostante la raccomandazione positiva di Hsbc, che ha alzato il rating a neutral da underweight con Target price a 0,54 euro. Forte rialzo per Geox (+7,4%), mentre Tod’s cede il 2,9% dopo i conti di ieri. Vira in negativo nelle ultime battute anche Enel (-0,28%).

 
Valute: euro/dollaro, 1,30 sarà punto di congestione

Tra le valute, prosegue in lieve calo l’euro contro dollaro nella seduta odierna nonostante il rally sui mercati azionari. Il cross euro/dollaro si è portato ora ai minimi dal 16 febbraio scorso a 1,3010. Il cross sembra ormai vedere sempre più vicino l’obiettivo di 1,30, area dove potrebbe trovare temporaneo supporto, prima di tentare la rottura la ribasso. La resistenza resta collocata a 1,31. Non accenna a rallentare la propria corsa al rialzo il cambio tra la divisa statunitense e lo yen nonostante i commenti di Bernanke di oggi. Ad alimentare il rally, oltre che l’allontanarsi delle prospettive di un allentamento quantitativo della Federal Reserve, sembrano agire anche i buoni risultati degli stress test rilasciati ieri sera dalla stessa Banca centrale Usa. Il cross usd/yen ha aggiornato i nuovi massimi da aprile 2011 a 83,77. La resistenza resta a 84 e poi a 85, mentre il supporto resta a 83 e poi 82,50.

Macro: attesi domani dati su richieste sussidi disoccupazione e indici Fed

Sul fronte macro, i prezzi delle importazioni negli Stati Uniti a febbraio hanno registrato un rialzo dello 0,4% su base mensile. Medesima variazione per i prezzi delle esportazioni. Sull’import hanno pesato il rialzo sostenuto dei prezzi dei carburanti (+1,8%). Attesi per domani i dati settimanali sulle richieste di sussidi di disoccupazione e l’indice Fed di Philadelphia e di New York.

Titoli di Stato: successo Btp 3 anni

Sul fronte governativo, buon andamento per l’asta Btp di oggi. Il rendimento sul nuovo titolo a tre anni è sceso per la prima volta da novembre 2010 sotto il 3%, attestantosi al 2,76%, con un bid-to-cover di 1,56. Domanda due volte pari all’offerta invece per la riapertura del Btp con scadenza 2019. Lo spread tra il Btp e Bund si è portato sotto i 300 punti base, a 290 pb, minimo da agosto 2011.

Commodity: oro ai minimi dal 16 gennaio scorso a 1.640 dollari/oncia

Tra le commodity, deciso calo per l’oro oggi in scia con l’apprezzamento del dollaro e l’allontanamento delle prospettive sul quantitative easing da parte della Federal Reserve. Il prezzo spot del metallo giallo si attesta ora a 1.648 dollari/oncia, dopo aver toccato un minimo dal 16 gennaio a 1.640 dollari. Deciso calo anche per il petrolio, dopo che il dato sulle scorte di greggio negli Usa ha mostrato una crescita di 1,8 milioni di barili, raggiungendo quota 347,5 milioni. Si tratta del valore più alto degli ultimi sei mesi. Il cfd sul light crude oscilla intorno la soglia dei 106 dollari/barile. Il principale supporto resta a 105,50, mentre la resistenza si colloca a 107,00.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy