Focus

Virano in positivo gli indici statunitensi questo pomeriggio sulla scia del buon dato sulla fiducia dei consumatori. Il Dow Jones Industrial Average sale dello 0,37%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +0,77% e l’S&P 500 un +0,43%. In Europa chiusura poco sopra la parità per i principali indici, con il Ftse 100 di Londra che ha terminato a +0,66%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto segnare un +0,96% e il Cac di Parigi un -0,01%. Gli investitori sono tornati agli acquisti dopo il sorprendente dato della fiducia dei consumatori redatto dall’Università del Michigan, che ha toccato i massimi dal 2008. In Europa intanto proseguono i timori sulla tenuta del sistema bancario dopo che il governo spagnolo ha fatto sapere di aver richiesto altri 30 miliardi di euro di accantonamenti alle banche nazionali, che si aggiungono ai 54 già operati a fine 2011. Il mercato ha reagito male alla notizia con l’Ibex che ha ampliato il calo (-3%) per poi recuperare parzialmente le perdite e chiudere a -0,7%. Non aiutano le indicazioni provenienti dalla Commissione europea che ha rivisto al rialzo le stime sul rapporto deficit/Pil per la penisola iberica a -6,4%, lontano dal target del 5,3% stabilito lo scorso marzo. La Spagna si sta configurando sempre più come la prossima vittima dopo la Grecia. Gli investitori resteranno in allerta in vista della tornata elettorale in uno dei più grandi lander tedeschi che potrebbero mettere in luce un calo dei consensi per il cancelliere tedesco, Angela Merkel. Da rilevare che JP Morgan ha aperto in calo del 9% dopo la notizia sulla maxi perdita da 2 miliardi di dollari delle ultime 6 settimane nel trading su derivati.

Italia: Ftse Mib tiene i 14.000

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in rialzo dello 0,3% a 14.045 punti. La tenuta di questo livello potrebbe essere un falso segnale. Ci attendiamo nel breve un ritorno al test di 13.600 punti. Seduta volatile per i bancari, che hanno terminato in calo, con Unicredit a -1,06% e Intesa SanPaolo a -1,47%. Ottimo spunto per i titoli legati all’operazione di maxi fusione Unipol (+1%)-Fondiaria Sai (+20%), con Milano Assicurazioni che ha terminato a +7,5%. Accelera Fiat (+4,1%) dopo i conti sopra le attese di Exor. Tra le utility, continua a recuperare A2a (+5,9%).

Valute: euro/dollaro, rallenta trend ribassista

Tra le valute, prosegue poco mosso l’euro/dollaro questo pomeriggio in scia con l’andamento incerto delle borse mondiali. Dal punto di vista grafico, il cross sembra aver rallentato la corsa al ribasso dopo il violento calo di inizio settimana. Ci aspettiamo un deprezzamento della moneta unica verso il supporto a 1,2870-1,2860 nell’immediato dove potrebbe poi consolidare per qualche seduta. Regna l’incertezza anche per il cambio tra il biglietto verde contro lo yen nonostante il buon dato macro di questo pomeriggio. Da punto di vista grafico, il cross sta riproponendo il test alla resistenza di 80,00, massimo di ieri. Rimane l’idea di un testa-spalle con la testa sui massimi del 15 marzo e la neck line passante per i minimi del 6 marzo e dell’11 aprile, che aprirebbero a un deprezzamento verso i minimi a 76,60-76,40. Per la conferma è necessario che si torni al test di 80,60, senza che questo livello venga violato al rialzo.

Macro: fiducia consumatori torna ai massimi dal 2008

 

Sul fronte macro, il dato preliminare sulla fiducia dei consumatori redatta dall’Università del Michigan a maggio si è attestata a 77,8 punti dai 76,2 di aprile (76,4 il consenso). Si tratta dei massimi dal 2008. Sempre questo pomeriggio il dato sui prezzi alla produzione hanno mostrato un calo congiunturale dello 0,2%. Positiva la componente che esclude energetici e alimentari (+0,2%). Sul dato composito ha pesato il calo del petrolio registrato il mese scorso. Sarà interessante notare il dato sui prezzi al consumo della prossima settimana (martedì 15) che potrebbero mostrare un rallentamento superiore alle attese, spalancando la strada agli stimoli della Fed.

Titoli di Stato: asta Bot fa ben sperare per Btp

Sul fronte governativo, buon risultato per le aste Bot di questa mattina che hanno visto il Tesoro italiano collocare 10 miliardi di euro sulle scadenze a tre e a 12 mesi. Deciso calo dei rendimenti e domanda stabile. In realtà i tassi medi sono risultati in linea con quelli del mercato secondario. Sarà più interessante analizzare l’asta di lunedì quando saranno emessi titoli a medio lungo termine fino a un massimo di 5,25 miliardi. Ci aspettiamo anche in quella sede un calo dei rendimenti dell’ordine di 50 basis point e una domanda sostenuta visto l’utilizzo dei fondi della Ltro.

Commodity: fiducia Michigan spinge il petrolio

Tra le commodity, azzera le perdite l’oro nonostante il calo dei prezzi alla produzione negli Usa ad aprile. Il metallo giallo scambia ora a 1.589 dollari/oncia, dopo i nuovi minimi del 2012 registrati questa mattina a 1.574 dollari. Vira in positivo il petrolio dopo il buon dato sulla fiducia dei consumatori. L’oro nero si è portato sopra i 97 dollari/barile.
Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy