Focus

Proseguono in frazionale calo gli indici statunitensi questo pomeriggio in vista dei conti di Alcoa di questa sera. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,45%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -0,2% e l’S&P 500 un -0,35%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha fatto segnare un -0,65%, mentre il Dax di Francoforte ha registrato un -0,2% e il Cac di Parigi a -0,38%. Gli investitori hanno mostrato indifferenza alle parole del numero uno della Bce, Mario Draghi, questo pomeriggio davanti al Parlamento europeo. Draghi ha ribadito che la Bce ha fatto la sua parte e ora tocca ai governi. Inoltre sul tema integrazione, ha precisato che il processo di unificazione bancaria è avviato e ha delle tappe ben precise. Intanto secondo fonti ufficiali Ue, l’Ecofin domani potrebbe decidere di rivedere i requisiti sul deficit/Pil della Spagna per il 2012, 2013 e 2014, rispettivamente al 6,3%, 4,5% e al 2,8%. Questa sera gli operatori guarderanno i conti di Alcoa che inaugureranno la stagione delle trimestrali. Non ci aspettiamo dati brillanti visto l’andamento dei consumi Usa negli ultimi mesi.

Italia: Ftse Mib tiene

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in rialzo dello 0,6% a 13.812 punti, riuscendo a chiudere sopra i 13.600. Chiudono contrastati i bancari con Banca Popolare di Milano che ha chiuso a -0,4%. Male anche Mediobanca (-0,7%). Rialzi per Intesa SanPaolo (+1,8%) e Unicredit (+2,78%). Pesante calo per Finmeccanica (-2,6%), mentre Fiat ha fatto segnare -0,2%. Aprono con deciso ritardo Unipol (-6,7%) e Fondiaria Sai (-12,5%) dopo il ritardo nella partenza dell’aumento di capitale. Ottimo balzo di Telecom Italia (+3,93%) dopo l’annuncio di riaquisto bond di oggi.
                                                                   

                                                                                                                                                
Valute: euro/dollaro fermo a 1,2300

Tra le valute, prosegue poco sotto 1,2300 l’euro/dollaro questo pomeriggio. Non ci sono stati spunti che potessero muovere il cambio in una direzione o nell’altra. Probabilmente qualche movimento potrebbe esserci questa sera o domani in vista dell’incontro dei ministri delle Finanze a Bruxelles. Fermo anche il cambio usd/yen ed euro/yen.

Macro: Germania, segnali positivi da bilancia commerciale

Sul fronte macro, non ci sono stati dati rilevanti in Usa oggi. Questa mattina in Germania il surplus commerciale a maggio è sceso a 15 miliardi di euro dai 16,2 di aprile, complice un’accelerazione maggiore dell’import (+6,3% m/m) rispetto all’export (+3,9% m/m). Il dato è da considerare positivo visto che l’import va ad alimentare la catena produttiva tedesca e quindi impatterà sulla produzione industriale dei prossimi mesi. Continua a rallentare l’inflazione in Cina, che ha toccato un minimo da 29 mesi, al 2,2% a/a, dal precedente 3% a/a, giustificando così la politica monetaria espansiva della Banca centrale cinese. Peggiora ancora l’indice sentix sulla fiducia degli investitori nell’area euro, scesa a luglio a 29,6 punti dai 28,9 di giugno.

Titoli di Stato: Nowotny, no effetti da manovra tasso depositi

Sul fronte governativo, ancora pressioni sul mercato governativo, con lo spread Btp-Bund che si è portato a 480 punti base, seppur in lieve calo rispetto ai massimi di giornata (486).  Questa mattina il membro della Bce, Nowotny, ha fatto sapere che la Bce non ha ancora messo in capo tutti le armi di cui dispone e che i tassi sui depositi (dallo 0,25% allo 0%) potrebbero non avere molto effetti sul mercato reale.
 

Commodity: petrolio sostenuto da tensioni geopolitiche

Tra le commodity, modesto rialzo dell’oro nel pomeriggio, con il prezzo spot che si è portato a 1.588 dollari/oncia dai 1.580 della mattinata. Lieve recupero per il petrolio, con il Wti che sale a 85,40 dollari/barile. L’oro nero continua ad essere sostenuto più dalle tensioni geopolitiche che regnano nello stretto di Hormuz che dai fondamentali.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy