Focus

Proseguono in deciso rialzo gli indici statunitensi questo pomeriggio nonostante i dati macro non eccezionali di questo pomeriggio. Il Dow Jones Industrial Average sale dell’1%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +1,15% e l’S&P 500 un +1%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato le contrattazioni a +0,8%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto registrare un +1,22% e il Cac di Parigi un +0,74%. I mercati sembrano dare ascolto alle parole del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, il quale ha dichiarato che la crescita Usa rimane bassa e che questo non favorisce il calo del tasso di disoccupazione intorno al target fissato dallo stesso Istituto (tra il 5,2 e il 6%). La cautela nelle parole utilizzate è ben comprensibile viste le prospettive di mantenimento dei tassi di riferimento a questo livello eccezionalmente basso (0-0,25%) almeno fino alla fine del 2014, pena anche la perdita di credibilità dell’Istituto. Inoltre queste dichiarazioni non eliminano definitivamente le prospettive di un Quantitative Easing e i mercati sembrano scontare ormai questo effetto. Sul fronte politico il cancelliere Angela Merkel, all’indomani della vittoria elettorale nel Saarland, ha dichiarato che i fondi dell’Efsf (attualmente dispiegati per 200 miliardi di euro) possono viaggiare parallelamente a quelli dell’Esm (500 miliardi di euro), che verrà istituito dal prossimo luglio.

Italia: bancari recuperano perdite della mattinata

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in rialzo dello 0,81% a 16.619 punti. Recuperano le pesanti perdite i bancari. Tra i peggiori Intesa SanPaolo (-1,15%), mentre Monte dei Paschi di Siena sale dello 0,4%. Tra gli industriali, deciso recupero per Fiat (+1,33%), mentre Finmeccanica ha dimezzato le perdite della mattinata (-1,53%). Tra le utility, A2a ha chiuso in calo di 0,86% dopo i conti di questa mattina. Male Maire Tecnimont (-2,6%) dopo i conti della scorsa settimana.

Valute: euro/dollaro ai massimi da inizio mese sopra 1,33

Tra le valute, l’euro recupera terreno nonostante i dati macroeconomici non particolarmente brillanti della mattinata. La moneta unica si è portata sul supporto a 1,32 e da li ha trovato rimbalzo sino a 1,3330, massimo da inzio mese. Continuiamo a mantenere una view cautelativa fintanto che il cambio non dimostri di tenere questo livello in chiusura. Questa prospettiva apre lo spazio ai massimi di fine febbraio a 1,3480. Il supporto principale resta a 1,33-1,3280. Riduce l’apprezzamento il dollaro statunitense contro lo yen questo pomeriggio dopo le parole del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke. Il cross ha respinto il test a 83,00 e questo lo ha condotto a 82,6, minimi intraday. Il principale supporto resta a 82,00, mentre la resistenza rimane a 83.

Macro: manifattura Usa mostra segnali di debolezza

Sul fronte macro, l’indice manifatturiero della Fed di Dallas a marzo si è attestato a 10,8 punti dai 17,8 di febbraio (15 punti le attese). Delude anche l’indice sulle vendite di abitazioni in corso di febbraio che si è attestato a 96,5 punti dai 97 del mese precedente (-0,5% m/m). I dati macro Usa odierni hanno mostrato un certo rallentamento in Usa l’Ifo tedesco di marzo ha mostrato un dato poco sopra le attese, a 109,8 punti dai 109,7 di febbraio. Continua a migliorare la componente delle aspettative mentre rimane stabile la parte corrente. Il dato non fa che confermare le difficoltà della situazione attuale e la ripresa ci sarà solo nella seconda metà del 2012. I recenti Pmi e lo Zew sembra confermare questa tendenza in atto.

Titoli di Stato:  domani aste per un massimo di 4 miliardi euro

Sul fronte governativo, buon esito per le aste odierni di Germania e Francia. Domani in Italia andranno in asta titoli Ctz (scadenza 2014) per una forchetta compresa tra i 2-3 miliardi di euro e Btpi (scadenze 2021 e 2019) da 0,5 a 1 miliardo di euro. Gli importi non sono molto elevati e questo non dovrebbe recare sorprese.

Commodity: oro i 1.685 dollari/oncia, massimo da 2 settimane

Tra le commodity, ancora una volta le probabilità di un quantitative easing alimentano gli acquisti sull’oro. Il metallo giallo ha guadagnato la resistenza a 1.685 dollari/oncia, massimo dal 13 marzo. Stabile intorno ai 107 dollari/barile invece il petrolio, che continua a essere soggetto ad alta volatilità.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy