Focus

Proseguono in lieve rialzo gli indici statunitensi dopo i dati macro odierni e in scia al discorso di Bernanke davanti alla Commissione Bancaria del Senato. Il Dow Jones Industrial Average avanza dello 0,32%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +0,58% e l’S&P 500 un +0,33%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato le contrattazioni in rialzo dello 0,91%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto registrare una performance di +0,96% e il Cac di Parigi di +1,37%. Gli investitori sono tornati agli acquisti oggi nella prima seduta del mese, segnalando la possibile prosecuzione del rally che dura ormai da due mesi. Gli operatori stanno cercando di percepire dalle parole del presidente della Federal Reserve se ci sarà spazio o meno per un quantitative easing 3 che potrebbe alimentare ulteriormente la crescita statunitense (attualmente ancorata alla debolezza del mercato immobiliare). Bernanke, dopo aver confermato che l’obiettivo della politica monetaria resta la stabilità dei prezzi, ha precisato che l’aumento dei prezzi del petrolio non modificherà le aspettative inflazionistiche e la pressione sui prezzi sarà solo temporanea.

Italia: Ftse Mib prossimo ai 16.850 punti

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso le contrattazioni a +2,93% a 16.830 punti. L’indice sembra ormai prossimo alla rottura del livello 16.850 che si interpone all’obiettivo psicologico dei 17.000 punti. A guidare i rialzi le banche,che avanzano tutte tra il 4% e il 5%. Svetta Banco Popolare (+10,5%). Forte calo per Geox (-3,3%). Male anche A2a (-3,18%), dopo che Alpiq ha fatto sapere di vendere la propria quota nella società del 5% al prezzo di 0,718 euro. Forte rialzo per Milano Assicurazioni (+19,2%) ancora al centro dell’attenzione per il progetto di fusione tra Unipol e Fondiaria Sai.

Valute: euro/dollaro stabile nonostante rally azionario

Tra le valute, recupera le perdite l’euro contro il dollaro questo pomeriggio in scia ai dati Usa. Il cambio euro/dollaro è ritornato sopra 1,3330, dopo una breve escursione sotto 1,33 a metà seduta. Un primo supporto passa proprio per 1,3380, mentre la resistenza più vicina si colloca a 1,3350 e poi a 1,3390. Prosegue in lieve calo il cambio tra il biglietto verde e lo yen. Il cambio ha aperto a 81,30 e ha testato per tutta la mattinata gli 80,90 per recuperare terreno sino a 81,30 dopo i dati sul mercato del lavoro. Il supporto principale passa proprio per 80,90 e il successivo a 80,25. La resistenza passa per 81,30, ovvero i massimi intraday.

Macro: Ism manifatturiero delude le attese

Sul fronte macro, delude le attese l’Ism manifatturiero di febbraio, sceso a 52,4 punti dai 54,1 di gennaio. Lieve calo invece per le nuove richieste settimanali di sussidi alla disoccupazione, che la scorsa settimana sono scese di 2.000 unità a 351.000 da 353.000 (dato rivisto). In rialzo il reddito personale di gennaio (+0,3% su base mensile), mentre le spese per consumi hanno registrato un rialzo dello 0,2% rispetto a dicembre. Questa mattina il dato sul Pmi manifatturiero dell’area euro a febbraio è salito a 49 punti (da 48,8 pt), rimanendo al di sotto della soglia dell’espansione di 50 punti. Si tratta comunque del valore massimo da 6 mesi.  Segnali di stabilizzazione sono arrivati dalla Francia e dalla Germania che rimangono comunque nell’area dell’espansione. Ancora in contrazione il settore per Italia (47,8 pt) e Spagna (45 pt), mentre si registra un record negativo per la Grecia (37,7 pt). I dati sembrano confermare la fase di recessione a cui si sta avviando l’intera area euro e che dovrebbe durare, a nostro avviso, per tutto il primo semestre. Da rilevare che il tasso di disoccupazione dell’area euro a febbraio secondo la stima flash si è attestato al 2,7%, in lieve rialzo rispetto alle attese a 2,6%. Conferme in tal senso arrivano anche dall’Italia, dove il tasso di disoccupazione di gennaio si è attestato al 9,2%, in deciso rialzo rispetto a dicembre (8,9%).

Titoli di Stato: spread ai minimi da agosto 2011

Sul fronte governativo, buon esito per le aste spagnole questa mattina con i rendimenti che sono scesi grazie soprattutto all’operazione di Ltro di ieri della Bce. Continua a scendere lo spread tra il Btp e il Bund che ha toccato i minimi da agosto dello scorso anno a 311 punti base, con il rendimento sul decennale sceso sotto il 5%.

Commodity: oro conferma supporto a 1.700 dollari

Tra le commodity, andamento volatile per l’oro che torna in positivo oggi dopo aver trovato nuovo supporto in area 1.703 dollari a metà seduta. Il metallo giallo scambia ora a 1.720,60 dollari/oncia e la resistenza si colloca proprio sui massimi di seduta a 1.725 dollari. Oscilla intorno ai 108 dollari/barile il petrolio, in rialzo di 0,5% rispetto alla chiusura di ieri. L’oro nero beneficia della propensione al rischio presente sui mercati in questo inizio di seduta mensile. Il prossimo obiettivo rialzista resta 108,40-108,50 dollari, mentre il supporto resta a 106,70-106,60.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy