Focus

Proseguono contrastati gli indici statunitensi questo pomeriggio nonostante i conti sopra le attese di Caterpillar, Boieng e Ford. Il Dow Jones Industrial Average sale dello 0,3%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -0,85% e l’S&P 500 un -0,2%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato a -0,1%, mentre il Dax di Francoforte ha registrato un +0,25% e il Cac di Parigi a +0,23%. Gli investitori europei avevano preso fiducia sul rimbalzo a metà seduta, ma subito dopo i dati sul mercato immobiliare Usa il mood del mercato si è raffreddato improvvisamente. Dopo l’incontro di ieri a Berlino, il ministro delle finanze spagnolo, De Guindos, oggi si è incontrato con il corrispondente francese, Moscovici, ribadendo la necessità di accelerare il processo di integrazione bancaria e di supervisione accentrata a livello di area euro. Le parole hanno fatto da eco alle dichiarazioni del membro della Bce, Noyer. A nostro avviso i mercati continuano a puntare sulla liquidità della Bce che possa tamponare le tensioni sulla periferia.
 

Italia: Ftse Mib migliore borsa d’Europa

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso a +1,17% a 12.506 punti, sotto i massimi di seduta, rimanendo però la migliore d’Europa. Recuperano i bancari, con Ubi che è salita del 7,6% e Banca Popolare dell’Emilia Romagna del 3,2%. In calo gli energetici, con Terni (-0,8%), Snam (-0,26%) e Enel Green Power (-1,5%). Forte spolvero per Fiat (+4,1%) dopo i conti del comparto automobilistico di oggi in Usa, che sembrano aprire a ulteriori miglioramenti per Chrysler.
                                                                              

                                                                                                                                      
Valute: eur/usd perde smalto

Tra le valute, perde smalto il recupero dell’euro contro il dollaro statunitense dopo i dati di questo pomeriggio. Il cross eur/usd ha chiuso il gap negativo lasciato aperto nella notte di domenica a 1,2160 e ora si colloca a 1,2120. È necessaria una chiusura al di sopra della resistenza  a 1,2160 per poter sperare in un allontanamento dai minimi. Il supporto rimane a 1,2050 e successivamente a 1,20. Si spinge ai minimi da quasi due settimane il cable, ora a 1,5470, mentre il biglietto verde rimane in una difficile area di congestione contro lo yen a 78,30.
 

Macro: brutto dato Immobiliare

Sul fronte macro, brutti i dati sulla vendita di nuove abitazioni in Usa a giugno scese dell’8,4% a 350.000 unità, contro il +0,7% atteso. Rivisti al rialzo i dati dei due mesi precedenti, che hanno registrato così il più alto tasso di crescita degli ultimi due anni. Questa mattina bruttissime le figure sul Pil britannico del 2° trimestre che ha registrato un calo dello 0,7% t/t (-0,8% su base annua) da -0,3% t/t. Peggiora quindi il quadro macro inglese soprattutto a causa del comparto delle costruzioni (-5,2%). Riteniamo che le cattive condizioni metereologiche di giugno abbiano pesato sui livelli di produzione del trimestre. Male anche l’Ifo tedesco, a conferma che anche il terzo trimestre non sembra essere partito nel migliore dei modi. L’indice generale ha mostrato un calo a 103,3 punti dai 105,2 di giugno. Si tratta del più basso livello dal 2009. In calo sia la componente prospettica che quella corrente.
 

Titoli di Stato: Italia, attesa asta Ctz per 2,5 mld euro

Sul fronte governativo, ha continuato a restringersi lo spread tra il Btp-Bund oggi, toccando un minimo a 515 punti per poi tornare ad allargarsi a 522 pb. Domani sono attese le aste Ctz a 2 anni fino a un massimo di 2,5 miliardi di euro. I rendimenti sono attesi in rialzo rispetto alla precedente emissione, mentre la domanda dovrebbe continuare a rimanere solida.
 

Commodity: oro sale ai massimi dal 6 luglio

Tra le commodity, forte accelerazione dell’oro questo questa mattina, con il prezzo spot che è salito ai massimi dal 6 luglio a 1.605 dollari/oncia. Qualche operatore sta scontando che la Bce possa fare qualcosa in vista dell’appuntamento del 2 agosto. Intanto crolla il petrolio, con il Wti a 86,90 dollari/barile dopo il rialzo inatteso delle scorte di greggio la scorsa settimana (+2,7 milioni di barili).

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy