Focus

Proseguono in lieve rialzo gli indici statunitensi in scia ai dati macro odierni e alle trimestrali. Il Dow Jones Industrial Average sale dello 0,18%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +0,38% e l’S&P 500 un +0,14%. In Europa chiusura in moderato rialzo per gli indici, con il Ftse 100 di Londra che ha terminato le contrattazioni a +0,51%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto registrare un +0,83% e il Cac di Parigi un +1,14%. Gli investitori nell’ultima seduta della settimana hanno preferito tornare agli acquisti e questo ha permesso agli indici di chiudere una settimana all’insegna del segno più. Certo è che la volatilità rimane comunque alta in scia all’incertezza politica ed economica dell’area euro. Ci attendiamo ancora un paio di settimane di mercati laterali prima della ripresa del trend rialzista avviato a inizio anno. Dall’economia Usa i segnali di rallentamento sembrano confermare la view cautelativa della Fed, che apre la strada a ulteriori stimoli. In Usa vola Amazon (+15%) e Expedia (+29%) dopo i conti di gran lunga superiore alle attese.

Italia: Ftse Mib migliore d’Europa

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in rialzo dell’1,85% a 14.778 punti. Recuperano i bancari con Monte dei Paschi che guida i rialzi (+7,5%) dopo che l’assemblea ha dato il proprio via libera alla presidenza in mano a Profumo. Bene anche Banca Popolare di Milano (+6,86%). Tra le utility, vola A2a (+5,14%) dopo i recenti cali. Ancora una seduta al rialzo per Piaggio (+6,9%) dopo i conti odierni. Ricordiamo che Cucinelli ha terminato il primo giorno di contrattazioni con un rialzo del 50% a 11,60 euro.

Valute: euro/dollaro verso 1,34 in vista dati mercato lavoro Usa

Tra le valute, si apprezza la moneta unica contro il dollaro statunitense questo pomeriggio in scia con il recupero delle borse e i dati provenienti dagli Usa, nonostante l’incertezza in Europa che ruota attorno alle prossime tornate elettorali e alla Spagna. Il cross euro/usd fa segnare ora i massimi da inizio mese a 1,3270. Ci attendiamo che la prossima settimana il cambio potrebbe essere soggetto a tensioni sui dati definitivi dei Pmi di aprile e in vista dell’appuntamento di politica monetaria della Bce. Da rilevare anche il report del mercato di lavoro del mese di aprile che non dovrebbe mostrare figure particolarmente positive e questo potrebbe dare ulteriore spinta all’ipotesi del quantitative easing e far indebolire il biglietto verde. Collochiamo il supporto settimanale in area 1,31, mentre la resistenza che potrebbe testare il cambio sarà di 1,3380-1,34. Si deprime il biglietto verde contro lo yen nonostante la decisione della Banca centrale giapponese della notte di incrementare il proprio programma di acquisti di bond di ulteriori 10 mila miliardi di yen. La strana reazione del mercato ci induce a pensare che il mercato non sia rimasto particolarmente soddisfatto dalla decisione peraltro attesa dopo le parole “accomodanti” del governatore della BoJ negli interventi recenti. Sul cambio stanno pesando, a nostro avviso, anche le aspettative di un quantitative easing della Fed che aiuta a mantenere il cross particolarmente debole. Il cambio si colloca a 80,40, minimi da metà aprile. Il supporto psicologico si colloca a 80,00-79,60, mentre la resistenza passa per 81,20.

Macro: da Pil ripartenza consumi e calo scorte

Sul fronte macro, nei primi tre mesi dell’anno l’economia d’oltreoceano ha mostrato una crescita del 2,2%  annualizzata. Il dato è stato poco sotto le attese degli analisti, che prevedevano un +2,5% e in calo rispetto all’ultimo trimestre del 2011 (+3%). Secondo la nostra view, la nota positiva è data dal basso contributo delle scorte e dalla ripartenza dei consumi. Oltre le attese anche l’indice di fiducia dei consumatori salito a 76,4 punti ad aprile. Si tratta del valore più alto da febbraio dello scorso anno.

Titoli di Stato: spread si restringe su livelli di chiusura di ieri

Sul fronte governativo, oggi le aste Btp hanno mostrato un andamento non particolarmente brillante. I tassi sono saliti ai massimi da gennaio sul decennale e la domanda è stata in linea con le attese. Lo spread tra il decennale italiano e quello tedesco si è riportato nel pomeriggio sotto i 400 punti base, intorno ai livelli di chiusura di ieri. Segnaliamo inoltre il calo del rendimento sul decennale portoghese, portatosi sotto al 10% per la prima volta da settembre 2011.

Commodity: oro ai massimi da due settimane

Tra le commodity, sale l’oro con il prezzo spot salito a 1.665 dollari/oncia, ai massimi dal 13 aprile scorso. Prosegue in moderato rialzo il petrolio, con il Wti che si attesta ora a 104,50 dollari/barile. Il comparto è favorito dalla debolezza del dollaro statunitense in vista di possibili immissioni di liquidità da parte della Fed.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy