Focus

Proseguono in timido rialzo gli indici statunitensi nonostante l’andamento positivo delle borse europee. Il Dow Jones Industrial Average avanza dello 0,11%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +0,31% e l’S&P 500 un +0,26%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato le contrattazioni poco mossa (-0,03%), mentre hanno chiuso in rialzo tutti gli altri indici con il Dax di Francoforte a +0,78% e il Cac di Parigi a 0,69%. Ultima seduta di settimana positiva per la gran parte dei listini europei, che hanno recuperato parzialmente terreno dopo il tonfo di ieri. Sono ormai due settimane che gli indici temporeggiano intorno a questi livelli chiave e gli investitori stanno aspettando una correzione per poter rientrare sul mercato anche se questa tarda ad arrivare. In ogni caso la propensione al rischio di sottofondo rimane intatta e sarà cruciale vedere l’andamento dei mercati della prossima settimana per poter capire se alimentare ulteriormente il rally o se prendere profitto. L’attenzione intanto si concentra sul G-20 di domani in Messico dove si discuterà sul sostegno alla crisi Europea da parte di Giappone, Cina e Stati Uniti. I principali leader stanno richiedendo maggiori firewall finalizzate ad evitare che crisi future possano minacciare la stabilità dell’intera area.

Italia: Telecom corre dopo i conti

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso le contrattazioni a +1,07% a 16.487 punti. Forte rialzo per Telecom (+6,84%) dopo che i conti di questa mattina hanno mostrato una crescita dei ricavi del 2,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In calo anche l’indebitamento netto, a 30,44 miliardi di euro contro i 30,58 attesi. Bene tutti i bancari dopo il tonfo di ieri. Intesa SanPaolo chiude a +2,9%, Unicredit a +2,2% e Mediobanca del 3%. Continua a correre Premafin (+23,44%), dopo l’offerta di Sator-Palladio per 450 milioni di euro nel capitale della holding che controlla FondiariaSai (+5,8%). Prende fiato Finmeccanica (-0,38%). Timido rialzo per Enel (+0,79%), dopo i recenti cali.

Valute: euro verso nuovi massimi contro dollaro e yen

Tra le valute, continua a correre l’euro/dollaro sulla scia dei dati Usa e dell’andamento delle borse europee. Gli investitori stanno scontando gli effetti positivi della prossima Ltro del 29 febbraio. Alcuni operatori che erano short hanno preferito coprirsi, temendo nella prosecuzione del rally della moneta unica. Il cambio ha recuperato circa cinque figure dallo scorso giovedì. La corsa dell’euro non è giustificata dai fondamentali ed è molto probabile che la prossima settimana rallenti o consolidi intorno a 1,35. L’euro/dollaro è ora a 1,3460, dopo aver toccato un massimo dal 5 dicembre scorso a 1,3475. Il prossimo obiettivo rialzista resta a 1,3560 e subito 1,3600 dove probabilmente troverà una forte opposizione. Il supporto resta a 1,3330-1,3320. Forte apprezzamento per il dollaro contro lo yen questo pomeriggio in scia con i dati Usa contrastati. Il cambio, dopo aver consolidato nella seduta di ieri andando a chiudere sulla soglia di 80,00, ha ripreso ad apprezzarsi questa mattina salendo ai nuovi massimi da luglio 2011 a 80,80. Il cross sembra sempre più diretto verso 82,20 e troverà una resistenza a 81,50. Il supporto resta a 80,00. Prosegue il rimbalzo della sterlina contro dollaro nella seduta odierna. Il cambio è stato oggetto ad alta volatilità nel corso della settimana, oscillando in range compreso 1,5660-1,5880. Oggi a spingere gli operatori agli acquisti sono stati i dati sulla seconda lettura del Pil inglese del 4° trimestre del 2011, dai quali è risultato un inatteso aumento dei consumi privati sul periodo dello 0,5% da -0,1%. Il cambio si attesta ora a 1,5870, in prossimità del livello chiave a 1,5890. Il livello successivo passa per 1,5930. Il supporto statico passa per 1,5820.

Macro: fiducia consumatori migliori delle attese tiene gli operatori lontani dalle prese di profitto

Sul fronte macro, il dato finale sulla fiducia dei consumatori di febbraio rilevata dall’Università del Michigan ha mostrato un rialzo a 75,3, in deciso rialzo dai 72,5 della lettura preliminare e dai 75 di gennaio. Si tratta del valore più elevato da febbraio 2011. Apparentemente sotto le attese anche le vendite di nuove unità abitative, che a gennaio si sono attestate a 321.000 unità, dato annualizzato (-0,9%), dalle 307.000 di dicembre (dato rivisto). Questa mattina il dato definitivo sul Pil tedesco del 4° trimestre ha mostrato una crescita dell’1,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sul dato hanno inciso positivamente un aumento degli investimenti da capitale (+1,1% t/t da +0,3%) e per le costruzioni (+1,9% da -1%). Deciso calo delle esportazioni (-0,8% su base trimestrale da +2,6% rispetto al 3* trimestre). In calo anche i consumi (-0,2% da +1,2%). Invariata anche la seconda lettura del Pil inglese degli ultimi tre mesi del 2011, che ha mostrato un calo dello 0,2% su base trimestrale. Bene le esportazioni (+2,3% t/t da-0,7%). Tornano a salire anche i consumi (+0,4% da -0,1%). Deciso calo per gli investimenti delle imprese (-5,6% da+1%).

Titoli di Stato: Ltro, probabile richiesta tra i 300 e i 400 miliardi di euro

Sul fronte governativo, buon andamento per le aste italiane. Il Tesoro italiano è riuscito ad emettere il massimo previsto (3 miliardi di euro di Ctz a 2 anni e 754 milioni di Btp a 4 anni indicizzati all’inflazione). Il rendimento sul titolo zero coupon è sceso a 3,012% ai minimi da maggio 2011 e rispetto all’ultima asta (3,76%). Prosegue la fase di stabilizzazione dei rendimenti. Intanto lo spread Btp-Bund dopo essere sceso a 350 pb questo pomeriggio è tornato ad allargarsi a 361 pb. Le attenzioni si concentrano sulla Ltro della prossima settimana, dove probabilmente si assisterà ad una richiesta da parte delle banche intorno ai 300-400 miliardi di euro.

Commodity: petrolio verso i 115,00 dollari

Tra le commodity, prosegue in lieve calo l’oro, con il cfd sul light crude a 1.777 dollari/oncia. Continuiamo a mantenere una view rialzista sul metallo giallo, con le quotazioni che dovrebbero testare i 1.800 dollari nel breve periodo. Consolida il forte rialzo di ieri il petrolio che scambia ora a 108,40 dollari/barile, ai massimi da maggio 2011. Ampia oscillazione per il petrolio che dopo aver toccato i 109 dollari/barile è sceso a 108,00. L’oro nero sembra consolidare in quest’area dopo aver segnato un rialzo di 4 dollari nel corso delle ultime 5 sedute. A sostenere le quotazioni dell’oro nero sono sia la propensione al rischio che sta alimentando il rally dei mercati sia le tensioni in Iran. Non escludiamo un ritorno a  115,00 dollari nei prossimi due mesi.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy