Focus

Proseguono in timido calo gli indici statunitensi questo pomeriggio dopo il discorso del presidente della Fed. Il Dow Jones Industrial Average perde lo 0,1%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -0,15% e l’S&P 500 un -0,2%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato a -0,72%, mentre il Dax di Francoforte ha registrato un +0,03% e il Cac di Parigi a -0,1%. Gli indici dopo aver trascorso una seduta al rialzo, hanno subìto una brusca frenata a poco più di un’ora dalla chiusura in scia alle dichiarazioni di Bernanke dall’altra parte dell’oceano. Il numero uno dell’Istituto statunitense ha dichiarato che i due principali fattori di rischio sono la crisi dell’eurozona e il fiscal cliff in Usa. La nostra sensazione è che non ci sia stato nulla di così eclatante che potesse alimentare un’accelerazione della propensione al rischio tra gli operatori, pertanto il sentiment positivo che si era creato durante la seduta è venuto meno. Non hanno aiutato le buone trimestrali di Goldman Sachs e di Coca Cola. Poco sotto le attese quella di Johnson&Johnson. Non ci aspettiamo misure immediate, soprattutto se i dati continuano a risultare in linea con le attese.
 

Italia: Ftse Mib chiude sui minimi di seduta

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso in calo dello 0,94% a 13.536 punti. Pesante tonfo dei bancari, che perdono tutte tra il 2 e il 4%. Tiene Fiat che chiude sulla parità. Sul principale listino italiano, brilla solo Lottomatica (+3,14%), Ansaldo Sts (+1,64%) e Tod’s (+1,6%).
                                                                                  

                                                                                                                                   
Valute: dollaro in gran spolvero dopo Fed

Tra le valute, apprezzamento generalizzato del biglietto verde contro le principali valute, tranne contro lo yen, dopo il discorso poco “dovish” del numero uno della Fed. L’euro/usd è precipitato sotto 1,22, a 1,2190, da 1,2317 massimo intraday. Vira in negativo anche il cable che si è allontanato dall’1,5680, arrivando sino a 1,5550.

 
Macro: Fed, mercato immobiliare cresce troppo lentamente

Sul fronte macro, la produzione industriale a giugno ha registrato un rialzo dello 0,4% rispetto al mese precedente. Lieve rialzo anche per la capacità produttiva degli impianti, mentre è risultata migliori delle attese la produzione manifatturiera (+0,7% m/m da +0,2% atteso). In linea con il consenso il tasso di inflazione a giugno, che si è attestato all’1,7% a/a, invariato rispetto a maggio. Migliore delle attese l’indice immobiliare Nahb di luglio, che è salito a 35 punti dai 29 di giugno. Oggi Bernanke ha dichiarato che il settore continua a soffrire di un eccesso di offerta, mentre la domanda migliora a un ritmo troppo blando. I dati odierni sono stati in linea con le attese e questo potrebbe disincentivare la Fed dall’immissione di nuova liquidità sui mercati.
 

Titoli di Stato: Spagna, test importante sarà giovedì

Sul fronte governativo, bene l’asta spagnola di questa mattina sui titoli a breve termine. I tassi sono scesi anche in maniera sensibile sia sul 12 mesi che sul 18 mesi. Un test importante per il Paese iberico ci sarà il prossimo giovedì quando andranno in asta titoli a medio lungo termine. Intanto in Italia lo spread tra il Btp-Bund rimane sui livelli di apertura a 485 punti base dopo essere schizzato quasi a 500 pb questa mattina.

 
Commodity: comparto vira in rosso dopo Bernanke

Tra le commodity, virano in negativo oro e petrolio dopo le parole di Bernanke, complice anche il rafforzamento del dollaro statunitense. Il prezioso scambia ora a 1.575 dollari/oncia dopo aver provato un test a 1.600 dollari questa mattina. Accelera al ribasso anche il petrolio, con il Wti che ha toccato un minimo a 87,50 dollari/barile dopo essersi spino ai massimi dal 30 maggio scorso a 89,25 dollari.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy