Focus

Proseguono in deciso rialzo gli indici statunitensi questo pomeriggio in scia con l’andamento delle borse europee. Il Dow Jones Industrial Average sale dell’1%, mentre il Nasdaq Composite fa segnare un +0,95% e l’S&P 500 un +0,8%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato le contrattazioni con un rialzo dello 0,35%, mentre il Dax di Francoforte ha registrato un +1,25% e il Cac 40 di Parigi un +1%. È stata una forte reazione tecnica dopo una settimana di cali. Dal Wyoming, il numero uno della Fed, Ben Bernanke, ha lasciato gli operatori con un punto interrogativo sulla tempistica della nuova immissione di liquidità, che verosimilmente potrebbe esserci nel meeting di ottobre. Bernanke ha fatto sapere che la ripresa del mercato del lavoro non è soddisfacente e la Fed potrebbe intervenire con misure non convenzionali. Una reazione abbastanza attesa dal mercato visto che dopo una temporanea correzione gli indici hanno ripreso a correre. La nostra view è che il movimento odierno ha creato le premesse per l’ingresso di nuovi operatori sul mercato. Probabilmente il mood rimarrà tale sino a giovedì prossimo quando sarà la Bce ad essere chiamata al banco di prova.
 

Italia: Ftse Mib risale sopra quota 15.000

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato a +2,16% a 15.100 punti. È senz’altro una forte reazione che apre per una ripresa dei massimi di periodo a 15.360 punti. Ottimo spunto dei bancari, con Monte dei Paschi di Siena che ha guidato i rialzi con un +6,5%, seguita dalla Banca Popolare dell’Emilia Romagna (+5,3%) e da Intesa SanPaolo (+4%). Bene anche le utility, con Enel (+3%) e A2a (+2,54%). Sul listino segno rosso per Fiat (-0,05%), Terna (-0,65%) e Buzzi (-1,2%).
                                                                                      

                                                                                                                              
Valute: Eur/usd in preda alla volatilità

Tra le valute, forte deprezzamento del dollaro Usa oggi nonostante il discorso di Bernanke non sia stato particolarmente “dovish”. Il cross eur/usd dopo una forte volatilità, che l’ha condotto ai massimi dal 2 luglio scorso (a 1,2638) ha corretto, posizionandosi poco sotto 1,26. Ci aspettiamo che nel corso delle prossime sedute potremmo assistere a un ulteriore rialzo prima di correggere in maniera importante. Un buon livello rialzista potrebbe essere a 1,2690, livello da cui potrebbero ripartire le vendite.
 

Macro: Usa, fiducia Univ. Michigan sale ad agosto

Sul fronte macro, la fiducia dei consumatori redatta dall’Università del Michigan ad agosto è salita a 74,3 punti dai 73,6 della stima precedente. Si tratta di un dato contrastante rispetto alla stima rilasciata lo scorso martedì dall’ufficio nazionale di statistica. Male invece il dato sul Chicago Pmi, che si è attestato ad agosto a 53 punti dai 53,7 del mese precedente. Particolarmente positivo il contributo dei nuovi ordini, salito di due punti a 54,8.
 

Titoli di Stato: Regling, licenza bancaria Esm non significa maggiori prestiti

Sul fronte governativo, si amplia ancora lo spread Btp-Bund (a 450 pb) nel pomeriggio nonostante il rialzo degli indici azionari. Questo pomeriggio il responsabile dell’Efsf, Regling, ha fatto sapere che la concessione della licenza bancaria all’Esm non comporterebbe l’aumento dei fondi a disposizione dell’istituto.
 

Commodity: volatilità alta dopo discorso Bernanke

Tra le commodity, forte volatilità anche per l’oro, con il prezzo spot che ha oscillato in un range ampio compreso tra 1.646 e i 1.672 dollari/oncia dopo le parole di Bernanke, per poi prendere la via del rialzo e toccare i nuovi massimi a 1.679 dollari. Forte spike rialzista anche per il petrolio, con il Wti che ha toccato i 96,67 dollari/barile.

VINCENZO LONGO
Market Strategist of IG Markets Italy