Focus

Proseguono contrastati gli indici statunitensi questo pomeriggio. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,1%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +0,35% e l’S&P 500 un -0,01%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato le contrattazioni a +0,21%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto registrare un +0,28% e il Cac di Parigi un -0,1%. Si sono indeboliti nel pomeriggio i listini europei sulla scia dei dati deludenti Usa sul mercato immobiliare e sulle nuove voci di tensione sulla Spagna, dopo che un ex policy maker della Bank of England, Willem Buiter, ha dichiarato che la Spagna non è mai stata così vicina al default e che Grecia, Irlanda e Portogallo potrebbero necessitare di ulteriori aiuti. Questo è bastato a far scattare le prese di beneficio. Non hanno giovato neanche le parole di Bernanke, il quale ha dichiarato che l’Europa è tutt’altro che fuori dal pericolo, ma tuttavia l’esposizione Usa rimane contenuta. Non riteniamo che la propensione al rischio di fondo sia svanita e le prossime due sedute della settimana potrebbero vedere un ritorno degli acquisti. Infine in Gran Bretagna, dalle minute della BoE è risultato che nell’ultimo meeting di politica monetaria di marzo ancora una volta due membri (Posen e Miles) su 9 hanno votato per un aumento del quantitative easing dopo l’incremento di febbraio da 50 miliardi di sterline.

Italia: Ftse Mib, solo Banco Popolare tiene

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in calo dell’1,29% a 16.734 punti. Male tutti i bancari, fatta eccezione per Banco Popolare che ha chiuso a +3,3% dopo i conti. Male Unicredit (-3,38%) e Mediobanca (-2,54%). Tonfo di Generali (-4,63%) e Mediaset (-4,09%) dopo i conti sotto le attese.

Valute: euro/dollaro rimbalza su 1,3180

Tra le valute, vira in negativo l’euro/dollaro in scia con i commenti negativi arrivati da Buiter. Gli investitori restano ancora perplessi sulla direzionalità del cambio dopo i recenti movimenti e i dati macro non aiutano in questo senso. Il cross euro/dollaro ha testato per tutta la mattinata l’1,3280 e la mancata rottura lo ha condotto sul livello di 1,3180, dove si colloca una prima area di supporto. La principale resistenza resta collocata sui massimi di giornata a 1,3285, mentre il supporto successivo passa a 1,31. Riduce i guadagni il dollaro statunitense contro lo yen, con il cambio usd/yen dopo essersi avvicinato ai massimi dallo scorso giovedì (a 84,10) ha poi ritracciato a 83,80. Rivediamo leggermente al rialzo il supporto a 83,60 e poi 83,00, mentre la resistenza rimane a in area 84,00-84,20. Il cable si attesta ora a 1,5850 dopo aver toccato un massimo dal 2 marzo a 1,5923 prima dei dati. Un supporto si colloca a 1,5790, mentre la resistenza resta sui massimi intraday.

Macro: ennesimo dato deludente sul mercato immobiliare Usa

Sul fronte macro, le vendite di abitazioni esistenti a febbraio sono scese a febbraio dello 0,9%, a quota 4,59 milioni di unità (dato annualizzato) dalle 4,63 milioni di unità di gennaio (dato rivisto al rialzo). Hanno deluso anche gli altri dati sul mercato immobiliare rilasciati in settimana, sull’indice Nahb e sull’apertura di nuovi cantieri.

Titoli di Stato: spread Btp-Bund torna a 300 pb

Sul fronte governativo, buon esito oggi per le aste tedesche e portoghesi. Lo Schatz a 2 anni (per 4 miliardi) ha registrato un rendimento dello 0,31%, mentre il Portogallo ha emesso poco meno di 2 miliardi di euro di titoli a 4 e 12 mesi questa mattina con rendimenti in netto calo rispetto alle emissioni precedenti. Le tensioni sui mercati hanno spinto al rialzo lo spread tra il decennale italiano e quello tedesco che è risalito sino a 300 punti base.

Commodity: petrolio vola dopo dati scorte Usa

Tra le commodity, prosegue stabile l’oro in area 1.654 dollari/oncia, nonostante il nervosismo presente sulle borse. È ormai una settimana che il metallo giallo continua a scambiare in quest’area 1.640-1.666 dollari, dove si sta creando una sorta di area di congestione. Deciso rialzo per il petrolio, nel corso del pomeriggio in scia ai dati sulle scorte di greggio in Usa, che la scorsa settimana hanno registrato un calo di 1,2 milioni di barili. Il light crude si attesta ora a 107,28 dollari/barile dopo aver accelerato sino a 107,50 dollari. Il supporto resta a 106, mentre la resistenza si colloca proprio a 107,50.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy