Ancora un tecnico al Ministero dell’Economia.
Alla guida del Tesoro, nel governo Renzi appena insediatosi, troviamo infatti Pier Carlo Padoan, già docente di Economia al College of Europe e alla Sapienza, capo-economista Ocse (dopo esserne stato vice-segretario), direttore esecutivo per l’Italia al Fondo monetario internazionale, consulente di Banca centrale europea, Banca Mondiale e Commissione Europea e presidente Istat nel dopo Giovannini.

Padoan ufficialmente è un tecnico. La scorsa settimana era ancora presidente del centro studi dell’Ocse e dell’Istat, carica quest’ultima che ha ricoperto dopo la nomina di Enrico Giovannini a ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali nel governo Letta.
Ma è un tecnico dai forti connotati politici.
È dichiaratamente di centrosinistra, e non solo per essere stato direttore della Fondazione italianieuropei di Massimo D’Alema e consigliere economico presso la presidenza del Consiglio dei ministri con i governi D’Alema e Amato, ma soprattutto per quanto riguarda le sue idee in fatto di tassazione, motivo di frequenti attacchi da parte di una certa stampa dichiaratamente liberista.

Per Pier Carlo Padoan è fondamentale infatti spostare la tassazione dal lavoro al patrimonio, in modo da danneggiare il meno possibile la crescita, piuttosto che accanirsi sul taglio della spesa pubblica, che produce invece un’ulteriore spinta recessiva (e che dovrebbe essere un cavallo di battaglia delle destre).
Per il neoministro il debito inoltre non è il problema assoluto della crisi, perché l’elemento di gravità della situazione attuale non è semplicemente che esso è enorme, ma che continua ad aumentare ed è bloccato in un contesto di bassa crescita: ciò che davvero fa tremare gli investitori, ha più volte sostenuto lo stimato professore, è il progredire del debito sovrano, non la sua entità.
Una posizione che lo distingue da tanti autorevoli colleghi, attentissimi anch’essi ai dettami Ue ma ormai orientati univocamente al contenimento del debito, e che dovrebbe fornire un grosso supporto a quel taglio del cuneo fiscale cui tanto mira il neopremier Matteo Renzi.

photo credit: Organisation for Economic Co-operation and Develop via photopin cc