Il taglio al cuneo fiscale per le  imprese ed i lavoratori, secondo la visione di Enrico Letta, avrebbe dovuto rappresentare il cuore della legge di stabilità per il triennio 2014-2016. Quasi tutti lo abbiamo letto, ma pochi sanno che con questo termine ci si riferisce ad un indicatore che mostra in percentuale il rapporto tra  le imposte sul lavoro e lo stipendio lordo di un lavoratore dipendente.

In Italia sappiamo che era pari al 46,2% nel 2010 – e oggi con ogni probabilità è almeno un paio di punti sopra questo valore. ciò significa che per ogni 100 euro di stipendio, più di 46 se ne vanno in tasse. Decisamente troppe. E quindi era giusto dire che la sua riduzione sarebbe stata al centro dell’azione governativa. Anche se nelle simulazioni si stimava una riduzione di questo valore – che oggi vale più di 300 miliardi - di 4-5  miliardi all’anno con benefici stimati in circa 200 euro a lavoratore.

Poca roba, e l’intervento reale è stato inferiore: si parla di 10 miliardi – ma da spalmare in tre anni. Nel 2014, la risicata somma destinata a questo fine sarà pari a 2,5 miliardi di euro per un beneficio che al massimo sarà di un centinaio di euro. Con questo mini-taglio è difficile aspettarsi un impatto sull’economia – nel 2007 l’intervento dello stesso tipo effettuato dal governo Prodi per cinque miliardi di euro non sortì quasi nessun effetto. Cosa cambierà nelle nostre buste paga? Poco o nulla. L’idea sarebbe quella di aumentare le detrazioni Irpef sui redditi medio bassi – per esempio quelli inferiori ai 45.000 euro – e di concentrare l’intervento a favore dei lavoratori in una soluzione unica, con un aumento della retribuzione netta in un solo mese della prossima primavera.

Si poteva fare di più? Certamente, anche perché sono stati evitati i tagli alla spesa pubblica – ad esempio i 4,5 miliardi di tagli alla sanità inizialmente previsti -, necessari a rendere il taglio del cuneo veramente efficace – come spiegava qualche giorno fa Oscar Giannino in questa intervista. Insomma, la manovra avrà effetti minimi sulla situazione economica, ed il premier ed il ministro dell’Economia, mostrano di saperlo benissimo con le loro dichiarazioni…

photo credit: Marzacas via photopin cc