Dopo sei ore di trattative ecco pronto l`accordo unitario sui contratti e la rappresentanza sindacale.

Ma che la Fiom boccia nettamente per bocca del suo leader Landini che ora si appella alla possibilità di un referendum criticando con toni bruschi la posizione della Cgil.

Ma è stato tutto il sindacato “maggioritario” con i suoi segretari di Cgil, Cisl, Uil a siglare con la presidente degli industriali Emma Marcegaglia l’accordo che ha spinto il ministro dell`Economia Giulio Tremonti a ringraziare pubblicamente la triplice alleanza sindacale.

L’accordo prevede nuove regole per la rappresentanza sindacale per gli accordi contrattuali firmati dalla maggioranza dei rappresentanti dei lavoratori, ad una sostanziale possibilità di modifiche a livello aziendale rispetto al sistema dei contratti nazionali.

Solo Landini, segretario Fiom, si fa portavoce dei malcontenti del sindacato delle tute blu. Quest’ultimi dichiarano di non essere d’accordo e chiedono che ci sia un pronunciamento dei lavoratori.

La Fiom attacca dunque l’intesa avvertendo che userà tutte le arme possibili in democrazia nello spiegare tra le fabbriche che l’intesa non andava firmata. L’accordo danneggerebbe tutti i sacrosanti diritti dei lavoratori che saranno così obbligati a cedere su alcuni punti inamovibili. Inoltre l’intesa getterebbe la Cgil su di un piano arrendevolista, poiché mancherebbe, a detta della Fiom, il voto dei lavoratori per validare gli accordi creando il precedente per una derogabilità del contratto nazionale attraverso accordi aziendali non decisi dagli stessi lavoratori.