Quanti Curriculum Vitae riceve un’azienda? Tanti – c’è chi ha fatto una stima anche in questa occasione: sarebbero tra i 20 ed i 50 a settimana  - e per evitare che il nostro diventi carta da riciclo è necessario costruire un documento impeccabile. Solo così è possibile superare il primo step per arrivare ad essere selezionati.

Quali sono gli errori più comuni? La prima cosa da evitare è che il testo appaia troppo lungo o caotico. L’attenzione dei reclutatori si indirizza in primis sulla sintesi del profilo e sugli obiettivi professionali. Il secondo aspetto da considerare è se le competenze che abbiamo siano adatte al ruolo ricercato dall’azienda. Attenzione in questi casi a non strafare e farsi passare per ciò che non si è, indicando con precisione ciò che si è fatto. Esagerare nella rappresentazione dei propri ruoli lavorativo può rappresentare un boomerang.

Un altro aspetto da considerare con attenzione è la fotografia: evitare immagini in spiaggia, selfie, o in discoteca o altri luoghi di divertimento. Molto meglio scegliere un immagine legata al contesto lavorativo. E occhio pure a ciò che postate in rete e su Facebook. Molti recruiter ormai ricorrono alla rete per farsi un’idea di voi e di quello che pensate sui temi legati all’attività dell’azienda.

Ultimi due consigli. Ormai avere conoscenze linguistiche approfondite rappresenta un elemento imprescindibile di un buon Curriculum Vitae, soprattutto per quanto riguarda l’inglese. Attenzione però, se inseriamo molte indicazioni relative alla lingua, diamo l’indicazione che siamo disponibili alla mobilità. Se non intendiamo trasferirci dobbiamo ponderare bene queste indicazioni. Infine  sfatiamo un mito: alcuni recruiter preferiscono il modello cronologico rispetto a quello Europass. Può quindi essere interessante pensare ad una veste grafica personalizzata – senza essere troppo estrosi – per presentare la nostra candidatura.

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